L’amara lezione de “I solchi del destino” di Paco Roca

Tra i concetti di libertà di stato, di patriottismo e di lotta antifascista Paco Roca e il suo I solchi del destino, edito Tunuè, accompagnano il lettore verso una riflessione...
Articolo aggiornato il 16/04/2015

Dopo una serie di fumetti interessanti e dalle tematiche più disparate come Rughe, Le strade di sabbia, L’inverno del disegnatore e Memorie diL’amara lezione de "I solchi del destino" di Paco Roca un uomo in pigiama, il nuovo lavoro di , I solchi del destino, è una graphic novel a tema storico che si propone l’intento di far conoscere una vicenda poco nota e spesso trascurata dalle scuole: il contributo apportato dalle Nueve, battaglione di partigiani spagnoli sotto la guida della resistenza francese durante la seconda guerra mondiale (tra il ’42 e il ’44) contro le dittature fascista e nazista.

Di fatto l’autore non fa altro che narrare la storia di un uomo, divisa tra la sua gioventù, passata tra asilo, lavori forzati e campi di battaglia, e la sua vecchiaia, vissuta nel più totale anonimato, quasi uno spettro agli occhi dei suoi stessi parenti. Si osserva perciò il protagonista Miguel Ruiz, ormai anziano e ritiratosi in un piccolo paesino francese, raccontare allo stesso Paco, in visita per ottenere informazioni per il suo nuovo libro, le azioni di guerra cui ha partecipato e che ne hanno fatto un eroe della resistenza a tutti gli effetti. 

L’amara lezione de "I solchi del destino" di Paco Roca

Ci si trova così a seguire la straordinaria vita di un giovane combattente che, dopo la sconfitta patita contro l’esercito di Franco durante la guerra civile, lascia la Spagna via nave dal porto di Alicante come traditore, con la speranza poi di liberare il paese e di ritornarci a vivere.

Il ricordo è uno dei temi principali che affronta il fumetto e acquista un ruolo fondamentale non solo come veicolo per riportare alla luce eventi storici dimenticati o quasi, ma anche come mezzo per ricostruire e rifondare legami ormai perduti, basati solo dalle saltuarie abitudini e dalla quotidianità.
Ed è proprio mediante il racconto della sua storia che Miguel ritorna a essere perno centrale della vita familiare, generando l’interesse dei nipoti, che dimenticano le proprie occupazioni e i propri giochi per ascoltarlo e conoscere il suo io più profondo e tormentato.
Il ricongiungimento emotivo con la famiglia rappresenta, di fatto, un modo intenso e produttivo per riallacciare il rapporto tra diverse generazioni in antitesi con il contesto attuale dove internet e i social network sono ormai padroni delle interazioni sociali.
In un mondo in cui la saggezza dell’anziano e l’importanza della tradizione orale di certi contenuti sono venute meno, l’autore ci tiene a ribadirne la forza e l’importanza e lo fa dedicando gran parte del romanzo al racconto del vecchio e alle reazioni e cambiamenti che dà luogo la sua apertura.

L’amara lezione de "I solchi del destino" di Paco Roca

Il tema dominante del racconto è invece il concetto di libertà e il patriottismo che ha spinto i giovani protagonisti alla lotta reazionaria nei confronti dei regimi dittatoriali. E così Miguel dopo anni passati a combattere si ritrova vittima del suo stesso ideale; non riuscirà, infatti, più a vivere nella sua amata Spagna che è ormai diversa, cambiata troppo per lui, che tra guerra e dopoguerra si è crogiolata e abituata al regime franchista.
Il protagonista ha tentato di ridare libertà alla sua nazione facendo tutto il possibile senza ottenere il suo fine ultimo. Ma lo stesso non vive la sconfitta in maniera disastrosa, così come non vede come inutili gli anni vissuti da partigiano e la sua ricerca di libertà personale, sfumata in un drammatico incidente d’auto dove perde la vita la sua amata; al contrario egli parla di libertà come unico ideale da perseguire sempre, anche se poi l’attivismo, come spesso accade, crea nuovi e migliori condizioni sociali e politiche più per le nuove generazioni che per coloro che hanno preso parte alla battaglia.

L’amara lezione de "I solchi del destino" di Paco Roca

E così il fallimento, le perdite, le sfortunate/fortunate vicissitudini che hanno lasciato il partigiano in vita senza la possibilità di veder realizzato il suo sogno sono dovuti, come dice la stessa poesia di Machado a cui si riferisce il titolo dell’opera, alla presenza di solchi, di buche che non permettono la realizzazione di un ipotetico futuro, costringendo l’uomo a sostarci e ad accettare che non sempre tutto va come si vorrebbe e che non per questo sia tutta fatica sprecata.
Ed è da queste considerazioni che il protagonista comincia ad accettare la propria esistenza per quello che è e che è stato, l’inutilità di certi percorsi da lui affrontati e il ritorno alla vita, a quel poco di buono che è rimasto, alla famiglia ritrovata mediante un percorso che porta lo stesso Miguel a ritrovare il se stesso del passato, nascosto dal dolore e dalla costrizione di una nuova vita solitaria in Francia.

L’amara lezione de "I solchi del destino" di Paco RocaL’opera non è costruita su una narrazione emotiva e d’impatto, ma piuttosto sull’uso di uno stile il più lineare possibile che è comunque in grado di colpire il lettore tramite le pacate parole dei personaggi e l’osservazione degli atroci avvenimenti di guerra.
In forte antitesi con le opere di Gipi, dove vediamo la guerra, tema topico affrontato sovente dall’autore, attraverso gli occhi dei protagonisti e con un taglio ben delineato (basti pensare ad Appunti per una storia di guerra e ad Unastoria), a dare forza ad eventi e personaggi spesso ritenuti marginali, Paco Roca molto semplicemente racconta la storia dei soldati spagnoli della Nueve tramite il protagonista Miguel con fluidità e imparzialità, offrendo ottimi spunti di riflessione, ma senza incentrare tutta la storia attorno ai suoi patemi. Osserviamo, infatti, il soldato prendere le sue decisioni e combattere per una vita migliore, penetriamo delicatamente dentro i momenti di maggior intimità dello stesso, ma senza esagerare, senza che il fumetto diventi un’esibizione della sua anima. L’autore, proprio come in Rughe, si permette di colpire il cuore attraverso il racconto che diventa appunto il mezzo primario di trasporto delle emozioni che vengono veicolate all’esterno.

L’amara lezione de "I solchi del destino" di Paco Roca

Alla struttura narrativa molto semplice si accostano tratto e scelte stilistiche altrettanto minimali che hanno lo scopo di rendere più fruibile l’opera e di velocizzarne il ritmo. Ne è un esempio la decisione di utilizzare due toni diversi di colore per il passato e per il presente; in tal caso la decisione di mantenere colori cupi e vibranti nelle parti che si riferiscono alla guerra e di sfumare con toni di grigio le parti inerenti il dialogo tra intervistato e intervistatore è una scelta piuttosto originale e azzeccata, che pone in forte contrasto i due archi narrativi, sottolineando il contenuto storico delle informazioni coinvolgiate nel racconto della storia del giovane Miguel. Stessa osservazione può essere fatta sui contorni delle vignette presenti solamente nelle pagine inerenti il passato. Con altrettanta intelligenza l’autore sfrutta al meglio la struttura delle tavole per lo più mantenuta rigida ma che in particolari circostanze, come nella presa di Parigi, viene totalmente abbattuta per lasciare posto a immagini senza balloon che si appoggiano sulla cartina della capitale francese.

L’amara lezione de "I solchi del destino" di Paco Roca

A conti fatti I solchi del destino è l’ennesimo buon lavoro dell’autore spagnolo che riesce a raccontare in maniera interessante e nonbanale un evento storico senza mai annoiare, anzi mantenendo costantemente attento il lettore anche mediante le scelte stilistiche e narrative adottate.
Pur non raggiungendo i livelli di Rughe, il nuovo lavoro di Paco Roca rimane un’ottima graphic novel in grado di dare la giusta luce all’impegno di un gruppo di partigiani ormai dimenticati e di far riflettere sul significato della memoria e in particolare sulla sua importanza sociale.

Abbiamo parlato di:
I solchi del destino
Paco Roca
Traduzione di Francesca Gnetti
Tunuè, 2013
326 pagine, brossurato a colori – 24,00€
ISBN: 978889716576-7

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