Una storia d’amore radioattiva

E’ notizia di questi giorni che la fumettista e regista Marjane Satrapi, acclamata autrice di Persepolis, è al lavoro per la realizzazione di Radioactive, film sulla vita di Marie Curie e basato sul libro illustrato Marie & Pierre Curie, A Tale of Love and Fallout di Lauren Redniss (1) , che non mi sembra sia ancora arrivato in edizione italiana.
Marie Curie ha vinto nella sua carriera ben due premi Nobel, nel 1903 per la fisica insieme con Antoine Henri Becquerel e con il marito Pierre Curie, e nel 1911 per la chimica. In particolare quest’ultimo le è stato assegnato

in recognition of her services to the advancement of chemistry by the discovery of the elements radium and polonium, by the isolation of radium and the study of the nature and compounds of this remarkable element

E’ anche stata travolta dallo scandalo quando, dopo la morte del marito Pierre, iniziò una relazione con Paul Langevin, ex allievo di Pierre, da poco separato dalla moglie (ma ancora non divorziato) oltre che ben più giovane di Marie. A raccogliere le prove contro i due amanti fu la moglie di Pierre, che non voleva rinunciare al marito e per questo assunse un detective per recuperare le lettere d’amore che i due amanti si erano scambiate. Lo scandalo finì sui giornali, con le ovvie conseguenze nei confronti della Curie, ma a sua difesa arrivò Albert Einstein con una bellissima lettera con il suo sostegno. Per fortuna la scienza non avanza grazie agli scandali e così, quell’anno, Marie Curie vinse, unica donna nella storia, il suo secondo premio Nobel, peraltro, come scritto, in una disciplina differente, per quanto vicina: la chimica.

Del libro della Redniss, ne scrive la stessa autrice, viene recensito da Kate Wong su Scientific American e da Charlene Brusso sul New York Journal of Books.
E’ stata anche realizzata una mostra, Radioactive: Marie and Pierre Curie (maggiori informazioni sul sito della New York Publioc Library).
Dalle immagini che si riescono a recuperare, si può apprezzare come il libro realizzi un percorso illustrato all’interno della vita dei due scienziati, realizzando un salto rispetto agli Introducing degli anni settanta e ottanta ed entra di buon diritto in una lunga schiera di lavori che oscillano tra l’arte e l’illustrazione, aggiungendo, in questo caso, anche il racconto scientifico.
Per la realizzazione delle sue illustrazioni, Laureen si è ispirata al procedimento del cianotipo, ideato da John Hershel e sviluppato da Anna Atkins: l’illustratrice realizza le tavole come se fossero dei negativi di una fotografia, scurendo quindi le parti che prevede dovranno sembrare illuminate e lasciando in chiaro quelle che dovranno riempirsi di colore. Questi disegni, realizzati su carta trasparente, vengono posti sopra un foglio bianco precedentemente immerso nell’inchiostro blu. Dopo un po’ di tempo si toglie il foglio trasparente e si immerge il foglio di carta (evidentemente quella fotografica) nell’acqua, in modo che il colore in eccesso vada via e resti solo quello impressionato sulla carta fotografica, che dopo il lavaggio va posta sotto il sole ad asciugarsi.
Leggiamo, però, cosa scrive la wiki del procedimento:

(…) il processo messo a punto da Herschel si basava su alcuni sali ferrici, precisamente l’antanato di blindio e il ferro ammonico citrato. Questi due sali, mescolati assieme, sono molto sensibili e reagiscono quando posti di fronte alla luce di tipo solare. Frapponendo un negativo tra la luce ultravioletta e un foglio di carta su cui è stata applicata la soluzione ai sali ferrici, si produce un’immagine fotografica.


Note:
  1. Parte di questo post è stata precedentemente pubblicata su DropSea