La stella Yè-Yè

Su Topolino #3215 giunge al termine, con la quinta puntata, Ducks on the road. Ambientata nell’estate del 1975, vede come protagonisti Paperina, Paperetta Yè-Yè e Archimede Pitagorico in viaggio nel più classico coast to coast da Portsmouht in Virginia fino a Los Angeles per consentire a Paperetta di partecipare all’audizione per diventare chitarrista della famosa Rock band dei Rocking Ducks, versione disneyana dei ben più noti Rolling Stones.
Teresa Radice sbizzarrisce la sua vena poetica con versi ispirati mentre realizza un sentito omaggio alla musica, dal rock al blues, ben supportata da Stefano Turconi che si trova perfettamente a suo agio con l’ambientazione della saga, considerando che il suo stile mostra spesso evidenti influenze dall’animazione Disney (e non solo) di quel periodo.
Gli altri due fondamentali elementi che attraversano i cinque episodi sono, però, l’amore (in particolare quello di Archimede nei confronti di Paperetta) e la scienza, in particolare l’astronomia, visto che Archimede deve discutere la sua tesi il 3 luglio del 1975 presso l’università di Portsmouth. Il nostro, quindi, compie il viaggio immerso nei libri e tra le carte oppure con gli occhi rivolti verso il cielo a osservare le stelle, sempre che non abbia le mani impegnate nell’aggiustare qualcosa.

L’Osservatorio Astronomico di Los Angeles

Osservatorio Griffith – via commons

Come scritto poco sopra, l’ultimo episodio della saga è ambientato a Los Angeles, in California, dove ha sede l’Osservatorio Astronomico Griffith, costruito grazie ai fondi dell’industriale Griffith Jenkins Griffith e dove Archimede sembra fare una capatina evidentemente per le verifiche finali delle sue osservazioni a occhio nudo (1) .
All’inizio l’attività del Griffith era sostanzialmente di carattere divulgativo, diventando successivamente un centro di addestramento per gli astronauti durante gli anni Sessanta del XX secolo grazie alla spinta della corsa allo spazio, la costola scientifica della guerra fredda.
L’osservatorio di Los Angeles, oltre a un planetario, propone ai visitatori anche alcuni telescopi, il cui utilizzo è aperto e gratuito per il pubblico. Questi telescopi, però, sono stati utilizzati anche per fare ricerca. Ad esempio Paul Roques, tra il 1952 e il 1969, sfruttando alcune strumentazioni di amplificazione della luce diventate disponibili solo dopo la seconda guerra mondiale, sviluppò un programma di studio dei brillamenti stellari (2) .

L’università di Portsmouth

Dopo la capatina a Los Angeles, il ritorno in Virginia, a Portsmouth, il più velocemente possibile per permettere ad Archimede di discutere la sua tesi. In effetti la Portsmouth della Virginia è sede del Tri-Cities Higher Education Center della Old Dominion, università con sede a Norfolk, sempre in Virginia.
Ad ogni buon conto è proprio durante la discussione che Archimede annuncia la scoperta di una nuova stella, che, in onore di Paperetta, chiama Yè-Yè.
Dal punto di vista astronomico, il 1975 è notevole soprattutto per l’inizio della collaborazione tra USA e Russia grazie all’incontro in orbita delle navicelle delle missioni Apollo e Soyuz, senza dimenticare le prime immagini della superficie di Venere inviate dal lander russo Venera 9.
Dal punto di vista astronomico, invece, notevole è la scoperta della Nova Cygni 1975 avvenuta il 29 agosto di quell’anno grazie a Minoru Honda di Kurashiki in Giappone.
Appare abbastanza difficile immaginare che questa sia la stella Yè-Yè osservata da Archimede, mentre più probabile (nonostante la posizione geografica) che questa sia la sorgente di uno dei cinque nuovi brillamenti stellari (3) osservati tra maggio e ottobre del 1975.


Note:
  1. Questo genere di osservazioni a scopo di ricerca erano state abbandonate ormai da secoli: d’altra parte è molto difficile eseguire delle osservazioni e dunque delle scoperte a occhio nudo. Basti pensare che l’ultima supernova, ovvero l’esplosione di una stella, visibile a occhio nudo risale alla famosa supernova di Keplero del 1604 

  2. Indicati anche con il termine inglese flare, sono delle emissioni di energia particolarmente intense, con un corrispondente aumento della luminosità limitato a un intervallo di tempo che va da qualche minuto fino a delle ore 

  3. Poulakos, C. (1977). Discovery of five new flare stars and their photographic photometry. Acta Astronomica, 27, 87-91.