Al caffé del Cappellaio Matto http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto Scienza, fumetti et al da Gianluigi Filippelli Sat, 22 Apr 2017 12:07:32 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.7.4 http://lospaziobianco.lospaziobianco1.netdna-cdn.com/alcaffedelcappellaiomatto/wp-content/uploads/sites/4/2016/04/cropped-favicon_CM-1-150x150.jpg Al caffé del Cappellaio Matto http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto 32 32 107820818 L’EarthDay di Topolino: bioplastiche per la Terra http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/learthday-topolino-bioplastiche-la-terra/ http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/learthday-topolino-bioplastiche-la-terra/#respond Sat, 22 Apr 2017 12:07:32 +0000 http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/?p=728 Negli ultimi trent’anni Topolino ha consolidato la tradizione ecologica dei personaggi disneyani iniziata con l’ideazione da parte di Carl Barks delle Giovani Marmotte. In questi ultimi tre decenni gli sceneggiatori che si sono occupati con una certa regolarità del tema...

Di Gianluigi Filippelli per Al caffé del Cappellaio Matto.

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Negli ultimi trent’anni Topolino ha consolidato la tradizione ecologica dei personaggi disneyani iniziata con l’ideazione da parte di Carl Barks delle Giovani Marmotte. In questi ultimi tre decenni gli sceneggiatori che si sono occupati con una certa regolarità del tema sono stati Fabio Michelini, Alessandro Sisti, Giorgio Pezzin e Massimo Marconi. In particolare quest’ultimo, insieme con Giorgio Cavazzano, ha proposto ai lettori disneyani La spazioplastica, avventura comparsa su Topolino #1754 del luglio 1989.

La storia era abbinata al gadget estivo che veniva distribuito quell’anno con le copie del settimanale: per quel 1989 era stato scelto un orologio realizzato con plastiche biodegradabili ricavate dall’amido di mais, seguendo un progetto sviluppato dalla ricercatrice Catia Bastioli (1) e che sarebbe diventato ben presto il famoso Mater-Bi (2) .
Proprio la plastica biodegradabile è protagonista della storia di Marconi: su Paperopoli atterra un’astronave in avaria con una coppia di paperi alieni alla ricerca del carburante per i loro motori. Come si scopre nella parte centrale della storia, i due alieni provengono da un mondo ecologicamente impoverito da secoli di sfruttamento: così gli scienziati locali hanno ideato due progetti, da un lato l’invio di astronavi nel cosmo alla ricerca di forme di vita vegetale in grado di sostituire la flora originale del loro pianeta e dall’altro lo sviluppo di una plastica biodegradabile basata sul mais in grado di sostituire l’ambiente distrutto fino alla sua completa sostituzione.

Le bioplastiche dallo spazio profondo di Fausto Vitaliano e Marco Mazzarello pubblicate sul Topolino #3204 giusto qualche giorno prima dell’Earth Day 2017 sono invece utilizzate dai topolinesi per sostituire le piante usuali con altre realizzate in bioplastica, in grado di produrre ossigeno ma senza bisogno di alcuna manutenzione.
Se effettivamente le bioplastiche, dai tempi del Mater-Bi, si sono ulteriormente sviluppate, come ad esempio la plastica realizzata a partire dalla ginestra presso il dipartimento di chimica dell’Università della Calabria o quella realizzata a partire dagli scarti alimentari dall’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, è forse difficile immaginare che delle foglie di bioplastica siano in grado di produrre ossigeno. In effetti presso il MIT hanno sviluppato delle foglie artificiali in grado di produrre energia a partire dalla luce del Sole, riuscendo nella loro versione più recente a scindere l’acqua in idrogeno e ossigeno, proprio come le foglie degli alberi!

Altro spunto interessante sono i batteri mangiaplastica, che giocano un ruolo fondamentale nel corso della vicenda, e che si ispirano agli analoghi batteri protagonisti di un articolo su Science (3) , che possiamo considerare una variazione sui batteri mangiapetrolio, esistenti in natura e utilizzati con lo scopo di ripulire il mare già da Giorgio Pezzin e Giovan Battista Carpi in Zio Paperone e i batteri mangiapetrolio esattamente come si pensa di poter fare con Oleispira antarctica e Alcanivorax borkumnensis, ma senza dover ricorrere al bottiglione!
A volte la natura e la scienza sono più fantastiche e meravigliose della fantasia degli scrittori, che così non devono fare altro che prendere spunto e scrivere le loro storie.

Ah! Un felice giorno della Terra a tutti!


Note:
  1. Vedi, ad esempio, questo brevetto del 1994 che sembrerebbe risalire al 1989 

  2. Bastioli, Catia. “Properties and applications of Mater-Bi starch-based materials.” Polymer Degradation and Stability 59.1-3 (1998): 263-272. doi:10.1016/S0141-3910(97)00156-0 (sci-hub). 

  3. Yoshida, Shosuke, et al. “A bacterium that degrades and assimilates poly (ethylene terephthalate).” Science. 351.6278 (2016): 1196-1199. doi:10.1126/science.aad6359 (sci-hub). 

Di Gianluigi Filippelli per Al caffé del Cappellaio Matto.

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Le mille e una notte http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/le-mille-notte/ http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/le-mille-notte/#respond Tue, 04 Apr 2017 21:48:21 +0000 http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/?p=724 Un nuovo raid aereo è stato condotto su Khan Sheikhun, città della privincia di Idlib in Siria e controllata dai ribelli. A quanto sembra sono state utilizzate delle armi chimiche che hanno colpito l’ospedale della città dove molti dei degenti...

Di Gianluigi Filippelli per Al caffé del Cappellaio Matto.

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Un nuovo raid aereo è stato condotto su Khan Sheikhun, città della privincia di Idlib in Siria e controllata dai ribelli. A quanto sembra sono state utilizzate delle armi chimiche che hanno colpito l’ospedale della città dove molti dei degenti erano bambini. Un paio di anni fa la Rai, su Gazebo, ha trasmesso un video con i disegni di Shahrazad, una bambina del campo di Idomeni, che ha rappresentato/documentato gli orrori della guerra.
Purtroppo è tornato di moda…

Un grazie all’amico Pierpaolo Borrelli per la segnalazione.

Di Gianluigi Filippelli per Al caffé del Cappellaio Matto.

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Pi in the sky with planets http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/pi-the-sky-with-planets/ http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/pi-the-sky-with-planets/#respond Tue, 14 Mar 2017 22:07:00 +0000 http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/?p=718 E siamo ormai agli sgoccioli del pi day 2017, celebrato, come ogni anno, con il Carnevale della Matematica, giunto all’edizione #107 (numero primo). Tra le moltissime iniziative che vengono realizzate durante questo giorno, vi segnalo Pi in the sky4, iniziativa...

Di Gianluigi Filippelli per Al caffé del Cappellaio Matto.

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di Alberto Lot – via @Scientificast

E siamo ormai agli sgoccioli del pi day 2017, celebrato, come ogni anno, con il Carnevale della Matematica, giunto all’edizione #107 (numero primo). Tra le moltissime iniziative che vengono realizzate durante questo giorno, vi segnalo Pi in the sky4, iniziativa con la quale la NASA lancia una sfida agli studenti con quattro quesiti astronomici da risolvere dove il pi greco gioca un ruolo importante: un ottimo modo per avvicinare i più giovani al lavoro degli astronomi, e magari qualcuno di loro diventerà uno degli scienziati che farà sognare all’umanità le nuove frontiere cosmiche da raggiungere!


Visto che ci sono, vi segnalo gli altri due post pi grechi che ho scritto per la giornata di oggi, entrambi in inglese: Pi and the Bessel’s problem su Doc Madhattan, blog appartenente al network Field of Science; e Pi day 2017: fun and facts su Mathematics in Europe, sito divulgativo della European Mathematical Society.

Di Gianluigi Filippelli per Al caffé del Cappellaio Matto.

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Una storia d’amore radioattiva http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/storia-damore-radioattiva/ http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/storia-damore-radioattiva/#respond Sat, 18 Feb 2017 16:18:34 +0000 http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/?p=708 E’ notizia di questi giorni che la fumettista e regista Marjane Satrapi, acclamata autrice di Persepolis, è al lavoro per la realizzazione di Radioactive, film sulla vita di Marie Curie e basato sul libro illustrato Marie & Pierre Curie, A...

Di Gianluigi Filippelli per Al caffé del Cappellaio Matto.

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E’ notizia di questi giorni che la fumettista e regista Marjane Satrapi, acclamata autrice di Persepolis, è al lavoro per la realizzazione di Radioactive, film sulla vita di Marie Curie e basato sul libro illustrato Marie & Pierre Curie, A Tale of Love and Fallout di Lauren Redniss (1) , che non mi sembra sia ancora arrivato in edizione italiana.
Marie Curie ha vinto nella sua carriera ben due premi Nobel, nel 1903 per la fisica insieme con Antoine Henri Becquerel e con il marito Pierre Curie, e nel 1911 per la chimica. In particolare quest’ultimo le è stato assegnato

in recognition of her services to the advancement of chemistry by the discovery of the elements radium and polonium, by the isolation of radium and the study of the nature and compounds of this remarkable element

E’ anche stata travolta dallo scandalo quando, dopo la morte del marito Pierre, iniziò una relazione con Paul Langevin, ex allievo di Pierre, da poco separato dalla moglie (ma ancora non divorziato) oltre che ben più giovane di Marie. A raccogliere le prove contro i due amanti fu la moglie di Pierre, che non voleva rinunciare al marito e per questo assunse un detective per recuperare le lettere d’amore che i due amanti si erano scambiate. Lo scandalo finì sui giornali, con le ovvie conseguenze nei confronti della Curie, ma a sua difesa arrivò Albert Einstein con una bellissima lettera con il suo sostegno. Per fortuna la scienza non avanza grazie agli scandali e così, quell’anno, Marie Curie vinse, unica donna nella storia, il suo secondo premio Nobel, peraltro, come scritto, in una disciplina differente, per quanto vicina: la chimica.

Del libro della Redniss, ne scrive la stessa autrice, viene recensito da Kate Wong su Scientific American e da Charlene Brusso sul New York Journal of Books.
E’ stata anche realizzata una mostra, Radioactive: Marie and Pierre Curie (maggiori informazioni sul sito della New York Publioc Library).
Dalle immagini che si riescono a recuperare, si può apprezzare come il libro realizzi un percorso illustrato all’interno della vita dei due scienziati, realizzando un salto rispetto agli Introducing degli anni settanta e ottanta ed entra di buon diritto in una lunga schiera di lavori che oscillano tra l’arte e l’illustrazione, aggiungendo, in questo caso, anche il racconto scientifico.
Per la realizzazione delle sue illustrazioni, Laureen si è ispirata al procedimento del cianotipo, ideato da John Hershel e sviluppato da Anna Atkins: l’illustratrice realizza le tavole come se fossero dei negativi di una fotografia, scurendo quindi le parti che prevede dovranno sembrare illuminate e lasciando in chiaro quelle che dovranno riempirsi di colore. Questi disegni, realizzati su carta trasparente, vengono posti sopra un foglio bianco precedentemente immerso nell’inchiostro blu. Dopo un po’ di tempo si toglie il foglio trasparente e si immerge il foglio di carta (evidentemente quella fotografica) nell’acqua, in modo che il colore in eccesso vada via e resti solo quello impressionato sulla carta fotografica, che dopo il lavaggio va posta sotto il sole ad asciugarsi.
Leggiamo, però, cosa scrive la wiki del procedimento:

(…) il processo messo a punto da Herschel si basava su alcuni sali ferrici, precisamente l’antanato di blindio e il ferro ammonico citrato. Questi due sali, mescolati assieme, sono molto sensibili e reagiscono quando posti di fronte alla luce di tipo solare. Frapponendo un negativo tra la luce ultravioletta e un foglio di carta su cui è stata applicata la soluzione ai sali ferrici, si produce un’immagine fotografica.


Note:
  1. Parte di questo post è stata precedentemente pubblicata su DropSea 

Di Gianluigi Filippelli per Al caffé del Cappellaio Matto.

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L’unico fumetto di George Barr http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/lunico-fumetto-george-barr/ http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/lunico-fumetto-george-barr/#respond Sat, 11 Feb 2017 19:04:42 +0000 http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/?p=639 Per i più grandi esperti di fantasy, in particolare del vasto mondo degli illustratori di genere, il nome di George Barr non sarà ignoto. E’ uno dei più noti e apprezzati illustratori della categoria, prestando la sua arte a varie...

Di Gianluigi Filippelli per Al caffé del Cappellaio Matto.

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via Paul Gravett

Per i più grandi esperti di fantasy, in particolare del vasto mondo degli illustratori di genere, il nome di George Barr non sarà ignoto. E’ uno dei più noti e apprezzati illustratori della categoria, prestando la sua arte a varie riviste di settore, per copertine di libri, poster cinematografici e quant’altro. La sua collaborazione più importante è quella con la fanzine statunitense Trumpet ideata da Tom Reamy. Ed è proprio sulle pagine di Trumpet che venne pubblicato l’unico fumetto di Barr, la riduzione a fumetti de La spada spezzata di Poul Anderson, considerato da Michael Moorcock di livello superiore al ben più noto Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien.
Le immagini a corredo del post, recuperate da varie fonti che indico nelle didascalie, sono relative esattamente a quel progetto fumettistico, rimasto purtroppo incompiuto. Vorrei, però, farvi notare come, stilisticamente, risulta non molto differente da quello di Barry Windsor Smith, se non anche più elegante. Trovo, poi, una notevole vicinanza con Wendy Pini, creatrice e disegnatrice della famosa epica fantasy ElfQuest, nel suo piccolo rivoluzionaria per il genere tanto quanto avrebbe potuto esserlo La spada spezzata. Tale vicinanza stilistica, ribadita da un’elegante fata in una delle sue copertine di Trumpet, molto probabilmente proviene da una conoscenza di lunga data tra i due grandi autori fantasy, come ricordato dal marito di Wendy, Richard Pini:

George Barr and Wendy knew each other well back in the days when they were both members of Los Angeles science fiction fandom. This piece was a gift from George to Wendy, one of several that he gave to her over the years.

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Jules Verne in Treasure Chest http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/jules-verne-treasure-chest/ http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/jules-verne-treasure-chest/#respond Wed, 08 Feb 2017 19:57:40 +0000 http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/?p=314 Treasure Chest è una rivista a fumetti edita dalla Catholic League. 400 pagine e una gran parte delle copertine vennero realizzate da Reed Crandall e in particolare questa vita a fumetti del grande romanziere francese Jules Verne, recuperata grazie ad...

Di Gianluigi Filippelli per Al caffé del Cappellaio Matto.

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Treasure Chest è una rivista a fumetti edita dalla Catholic League. 400 pagine e una gran parte delle copertine vennero realizzate da Reed Crandall e in particolare questa vita a fumetti del grande romanziere francese Jules Verne, recuperata grazie ad archive.org:


copertina | pagina 1


pagina 2 | pagina 3


pagina 4 | pagina 5

Di Gianluigi Filippelli per Al caffé del Cappellaio Matto.

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Hemingway in Disney http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/hemingway-in-disney/ http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/hemingway-in-disney/#respond Mon, 06 Feb 2017 21:18:43 +0000 http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/?p=641 A quanto pare il buon Lorenzo Barberis mi fornisce più di un’ispirazione in questo periodo (sebbene io sia in ritardo mostruoso nella scrittura dei post!). Grazie alla sua bella recensione della riduzione de Il vecchio e il mare di Ernest...

Di Gianluigi Filippelli per Al caffé del Cappellaio Matto.

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A quanto pare il buon Lorenzo Barberis mi fornisce più di un’ispirazione in questo periodo (sebbene io sia in ritardo mostruoso nella scrittura dei post!). Grazie alla sua bella recensione della riduzione de Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway realizzata da Andrea Laprovitera e Ludovico Lo Cascio per NPE, ho pensato bene di ricordare brevemente un vecchio progetto disneyano ideato da Giorgio Cavazzano e basato sulla più famosa raccolta di racconti di Hemingway, I 49 racconti.
Nel 2000, infatti, Topolino presentò otto storie realizzate da altrettanti diplomandi dell’Accademia Disney, ora chiusa se non erro, come saggio finale (o qualcosa del genere) e ispirati ognuna a un racconto della raccolta sopracitata. La serie, identificata come 8×8… 49, venne pubblicata al ritmo di un’avventura al mese sotto la supervisione di Ezio Sisto e Fausto Vitaliano. All’epoca dei fatti, dell’iniziativa ne scrisse anche Repubblica.
Questa la lista delle storie, con gli autori:

  1. Il papero che volle farsi re (1) di Marco Forcelloni, ispirata a La capitale del mondo, su Topolino #2341
  2. Cow Boy Blues di Stefano Turconi, ispirata a L’invitto su Topolino #2345
  3. Bad Boys di Alessandro Perina, ispirata a I due sicari, su Topolino 2349
  4. Zio Paperone e l’equivoco scottante di Andrea Freccero, ispirata a Un giorno di attesa, su Topolino #2353
  5. Un giorno perfetto di Marco Palazzi, ispirata a Grande fiume dai due cuori, su Topolino #2357
  6. Mickey e i due cuochi di Giuseppe Zironi, ispirata a Il lottatore, su Topolino #2361
  7. Nelle acque di Manuela Razzi, ispirata a Dopo la tempesta, su Topolino #2365
  8. Sahara di Nicola Tosolini, ispirata a La breve vita felice di Francis Macomber, su Topolino #2369

Prima vignetta de Il papero che volle farsi re: è evidente l’ispirazione arturiana del soggetto di Forcelloni

La presenza di Hemingway su Topolino non si limita, però, alla sola operazione 8×8… 49, ma spazia anche con un paio di parodie, Zio Paperone e… il vecchio e il mare di Guido Scala, autore che ha spesso raccontato la fascinazione per le avventure marine utilizzando come coprotagonista delle sue storie complete il piccolo Acciuga, e Per chi suona il campanello di Alessandro Sisti e Graziano Barbaro. Inoltre è lo stesso scrittore che compare ne Il tesoro di Key West, pubblicata su Zio Paperone #200, di Miquel Pujol e il nutrito gruppo di disegnatori dello studio spagnolo Comicup, tra cui Cesar Ferioli.


Note:
  1. Il titolo della storia è evidentemente ispirato anche a L’uomo che volle farsi re, novella o racconto lungo di Rudyard Kipling 

Di Gianluigi Filippelli per Al caffé del Cappellaio Matto.

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Questa sera mi sento lisergico http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/questa-sera-mi-sento-lisergico/ http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/questa-sera-mi-sento-lisergico/#respond Sat, 21 Jan 2017 18:55:31 +0000 http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/?p=620 Era da tempo che cercavo di presentare in un qualche modo decente questo bellissimo video dell’altrettanto bella Eleanor Rigby da Revolver dei Beatles. L’ispirazione (o la scusa!) me la fornisce Richard Metzger su Dangerous Minds con un breve ma interessante...

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Era da tempo che cercavo di presentare in un qualche modo decente questo bellissimo video dell’altrettanto bella Eleanor Rigby da Revolver dei Beatles. L’ispirazione (o la scusa!) me la fornisce Richard Metzger su Dangerous Minds con un breve ma interessante articolo sull’inaspettata connessione tra il raffinato gruppo rock britannico e William Burroughs, scrittore della beat generation, ma anche fondamentale per la stessa fantascienza (in fondo molte visioni presenti in Neuromante di William Gibson sono decisamente burroughsiane).

Vediamo, però, cosa racconta lo stesso Burroughs come raccolto da Victor Bockris nel libro With William Burroughs: A Report From the Bunker:

Ian met Paul McCartney and Paul put up the money for this flat which was at 34 Montagu Square… I saw Paul several times. The three of us talked about the possibilities of the tape recorder. He’d just come in and work on his “Eleanor Rigby”. Ian recorded his rehearsals. I saw the song taking shape. Once again, not knowing much about music, I could see that he knew what he was doing. He was very pleasant and very prepossessing. Nice-looking young man, hardworking.

E’ dunque possibile ci sia stata una qualche influenza di Burroughs su Eleanor Rigby, pezzo considerato fondamentale nel percorso formativo della band, che inizia a orientarsi sempre di più verso la ricercatezza musicale delle registrazioni in studio rispetto a quelle dal vivo.
Tra l’altro in Revolver “compare” per la prima volta il “sottomarino giallo” (peraltro rilasciato insieme con Eleanor Rigby come singolo) che avrebbe caratterizzato i Beatles in seguito e, non è certo un caso, nella loro discografia è l’album immediatamente precedente al famosissimo Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, ritenuto il capolavoro definitivo del gruppo.
Ad ogni buon conto ad avvicinare Burroughs a McCartney e ai Beatles furono Barry Miles, che aveva aperto l’Indica Bookshop a Londra grazie ai finanziamenti dello stesso McCartney, negozio peraltro frequentato dallo scritore statunitense.
D’altra parte quando i Beatles provarono a portare avanti una loro etichetta indipendente, la Zapple, sorse anche la necessità di approntare un piccolo studio (a conferma di quanto scritto poco sopra), gestito da Ian Sommerville, ex-amante di Burroughs. E questo completa il cerchio della frequentazione tra due dei protagonisti del XX secolo, oltre a gettare una luce leggermente diversa su chi abbia realmente condotto lo stile dei Beatles in quegli anni tra le due prime donne del gruppo.

Di Gianluigi Filippelli per Al caffé del Cappellaio Matto.

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Taglia e cuci http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/taglia-e-cuci/ http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/taglia-e-cuci/#respond Tue, 17 Jan 2017 18:09:53 +0000 http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/?p=623 L’interessante articolo di Lorenzo Barberis su Frankenstein!, avventura storica di Dylan Dog nonché adattamento dell’omonimo romanzo di Mary Shelley, mi permette di recuperare alcune delle curiosità, soprattutto divertenti, che avevo trovato a suo tempo per realizzare un’appendice alla recensione di...

Di Gianluigi Filippelli per Al caffé del Cappellaio Matto.

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L’interessante articolo di Lorenzo Barberis su Frankenstein!, avventura storica di Dylan Dog nonché adattamento dell’omonimo romanzo di Mary Shelley, mi permette di recuperare alcune delle curiosità, soprattutto divertenti, che avevo trovato a suo tempo per realizzare un’appendice alla recensione di Duckenstein.

Merchandising a confronto: Paperino vs Daffy Duck

Con Frankenstein (il romanzo di Mary Shelley, intendo) non ho ancora finito, ma per leggere un altro post sull’argomento ci sarà da attendere un po’.

Di Gianluigi Filippelli per Al caffé del Cappellaio Matto.

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Un granello di tempo http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/un-granello-tempo/ http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/un-granello-tempo/#respond Sun, 01 Jan 2017 20:31:34 +0000 http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/?p=7 Questa è la prima pagina della storia di Spirit del 2 marzo 1947. Tutte le storie del personaggio uscite sui giornali o sulle riviste della Quality sono, o dovrebbero essere in pubblico dominio, ed è con questo spirito che ho...

Di Gianluigi Filippelli per Al caffé del Cappellaio Matto.

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Questa è la prima pagina della storia di Spirit del 2 marzo 1947. Tutte le storie del personaggio uscite sui giornali o sulle riviste della Quality sono, o dovrebbero essere in pubblico dominio, ed è con questo spirito che ho tradotto l’incipit della storia.
Tra l’altro in questo incipit c’è un passaggio interessante:

(…) ogni cosa accaduta ieri è ancora qui, e tutto quello che ci accadrà domani esiste ed è in attesa del nostro arrivo.

Esso esprime un’idea non tropo dissimile dal concetto filosofico del punto omega di Pierre Teilhard de Chardin, gesuita e scienziato francese della prima metà del XX secolo, per descrivere il massimo livello di complessità e di coscienza verso il quale sembra che l’universo tenda nella sua evoluzione.
Secondo Teilhard, questo particolare punto dello spaziotempo, possiede cinque proprietà:

  1. è sempre esistito;
  2. deve essere personale;
  3. deve essere trascendente;
  4. deve essere autonomo;
  5. deve essere irreversibile.

Le sue idee influenzarono molti protagonisti del XX secolo, come l’architetto italiano Paolo Soleri o il fisico Frank Tipler. In particolare quest’ultimo ha sviluppato una successiva evoluzione della teoria del gesuita che vorrebbe essere più scientifica e meno filosofica, sebbene non si possa considerare raggiunto tale obiettivo (quello di essere più scientifici).

Per chi vuole leggere tutta la storia di Spirit, c’è un file completo con solo la prima pagina a colori.

Ah! Buon anno!!!

Di Gianluigi Filippelli per Al caffé del Cappellaio Matto.

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