Al caffé del Cappellaio Matto http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto Scienza, fumetti et al da Gianluigi Filippelli Sat, 10 Jun 2017 13:46:44 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.8 http://lospaziobianco.lospaziobianco1.netdna-cdn.com/alcaffedelcappellaiomatto/wp-content/uploads/sites/4/2016/04/cropped-favicon_CM-1-150x150.jpg Al caffé del Cappellaio Matto http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto 32 32 107820818 Una Batmobile su Marte http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/una-batmobile-su-marte/ http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/una-batmobile-su-marte/#respond Sat, 10 Jun 2017 13:46:44 +0000 http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/?p=811 La Nasa ha recentemente svelato un concept rover che spera di poter spedire su Marte. E’ un veicolo carrozzato sviluppato, su indicazione degli ingegneri della Nasa, dalla Parker Brothers Concepts e molto simile all’imponente batmobile realizzata da Frank Miller per...

Di Gianluigi Filippelli per Al caffé del Cappellaio Matto.

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La Nasa ha recentemente svelato un concept rover che spera di poter spedire su Marte. E’ un veicolo carrozzato sviluppato, su indicazione degli ingegneri della Nasa, dalla Parker Brothers Concepts e molto simile all’imponente batmobile realizzata da Frank Miller per Il ritorno del Cavaliere Oscuro. Il concept rover marziano, però, non dovrebbe andare fisicamente su Marte, sebbene è previsto che alcuni dei componenti sviluppati per la sua costruzione finiranno in uno dei futuri rover marziani.

La batmobile di Frank Miller

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Le storie perdute di Phantom Blot http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/le-storie-perdute-phantom-blot/ http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/le-storie-perdute-phantom-blot/#respond Sun, 28 May 2017 21:49:25 +0000 http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/?p=799 Sul volume Tesori Disney International #6 che ristampa tutti i numeri della serie Phantom Blot, con l’unica eccezione dell’eposiodio dell’Ultra Pippo, ciascuna delle storie viene pubblicata nella sua versione statunitense, quella su quattro strisce, a parte Topolino contro Macchia Nera...

Di Gianluigi Filippelli per Al caffé del Cappellaio Matto.

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Sul volume Tesori Disney International #6 che ristampa tutti i numeri della serie Phantom Blot, con l’unica eccezione dell’eposiodio dell’Ultra Pippo, ciascuna delle storie viene pubblicata nella sua versione statunitense, quella su quattro strisce, a parte Topolino contro Macchia Nera e Mr.X e Macchia Nera e la corona di Tasbah. A tal proposito Luca Boschi scrive nell’introduzione:

Le storie di questo fantasmatico personaggio provengono da fonti diverse. Alle versioni rimontate su tre strisce per pagina ricavate da Topolino (le sole disponibili) si alternano quelle su quattro che godono di maggiore fedeltà all’originale.

Visto che quelle di Topolino sono “le sole disponibili” per le due storie citate, mi sono divertito a cercare traccia delle versioni originali, trovando peraltro le storie complete nella loro edizione pubblicata dalla Wetsern a metà degli anni Sessanta del XX secolo.
Eccovi le pagine di apertura di entrambi gli episodi:

da The Phantom Blot #1

da The Phantom Blot #5

Nota di colore conclusiva. Sempre dai redazionali, relativamente a La vera storia di Novecento di Tito Faraci e Giorgio Cavazzano, Boschi scrive:

Macchia Nera, ormai lontanissimo dagli anni del costume che tutto nasconde, ricopre il ruolo del leggendario pianista Jelly Blackspot, il “pianista sull’Oceano” della pellicola di Giuseppe Tornatore.

Peccato che il protagonista sia del film di Tornatore sia del Novecento di Alessandro Baricco sia Danny Boodman T.D. Lemon Novecento, lui sì pianista sull’oceano, non essendo mai sceso dalla nave su cui è nato e interpretato nella parodia da un ispiratissimo Pippo.

Imparare la lezione dei maestri (nel fumetto come in tanti altri campi) non significa clonare il loro lavoro. Anzi, quello è spesso un modo per tradirli.
– Tito Faraci dalla Black Edition

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Dirk Gently salva l’universo http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/dirk-gently-salva-luniverso/ http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/dirk-gently-salva-luniverso/#respond Thu, 25 May 2017 21:40:48 +0000 http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/?p=791 Douglas Adams è stato il più grande narratore britannico del XX secolo. E Dirk Gently la sua seconda creatura più famosa. La prima è stata la Guida Galattica per autostoppisti. Le due serie sono olisticamente interconnesse, e non solo perché...

Di Gianluigi Filippelli per Al caffé del Cappellaio Matto.

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Douglas Adams è stato il più grande narratore britannico del XX secolo. E Dirk Gently la sua seconda creatura più famosa. La prima è stata la Guida Galattica per autostoppisti. Le due serie sono olisticamente interconnesse, e non solo perché il buon Dirk è sempre solito salvare l’universo.

Agenzia investigativa olistica

Il termine olistica si riferisce alla mia convinzione [del detective] che il punto importante sia la sostanziale interconnessione di tutte le cose. Io [il detective] non perdo tempo con bazzecole quali la polvere per le impronte digitali, indizi rivelatori prelevati dalle tasche o sciocche orme di scarpe. Ritengo che la soluzione di ogni problema vada ricercata nel disegno e nello schema globale. Il rapporto fra cause ed effetti, signora Rawlinson [la cliente], spesso è più sottile e complesso di quanto noi, a una prima e sommaria visione del mondo fisico, saremmo naturalmente portati a supporre.

D’altra parte il primo caso dell’agenzia aveva a che fare con un gatto un po’ particolare, tra l’altro:

Alcuni ricercatori stavano conducendo proprio questo esperimento [il gatto di Schroedinger], ma quando aprirono la scatola, il gatto non era né morto né vivo, ma in effetti scomparso, per cui mi chiamarono per indagare. Riuscii a dedurre che non era successo niente di drammatico. Semplicemente il gatto, stufo di farsi rinchiudere in continuazione nella scatola e di tanto in tanto di essere gasato, alla prima occasione aveva infilato la finestra. Per me fu questione di un minuto mettere una ciotola di latte vicino alla finestra e chiamare Bernice con voce invitante… Bernice era il nome del gatto… così il gatto tornò al suo posto.

Il caso (nel senso che fu il caso a permettere a Dirk di imbattersi nell’indagine) più importante fu l’indagine per l’omicidio di Gordon Way, magnate dell’industria informatica, nonché amico fraterno del fidanzato della sorella Susan, nonché unico indagato per l’omicidio, Richard MacDuff. Richard, apprezzato programmatore nonché autore dell’apprezzato articolo Music and Fractal Landscapes, che getta le basi per la moderna musica frattale, ha la fortuna di conoscrre Dirk, suo vecchio compagno di università, e la sventura di essere suo cliente, visto che un’indagine di Dirk non può non concludersi con una missione di salvataggio dell’universo, ovviamente grazie alla macchina del tempo, che poi è la vecchia casa a del professore di Richard.
E se questo non vi è bastato a convincervi (a fare cosa, poi, non so), sappiate che un monaco elettrico che attraversa i mondi grazie alla porta del bagno lasciata aperta dal professore in uno dei suoi viaggi è un motivo più che sufficiente (a fare cosa, poi, non so). (1)

La lunga pausa caffé dell’anima

Metti una ragazza che prova a raggiungere il fidanzato (o qualcosa del genere) in Norvegia. Metti un dio nordico, uno di quelli che abitano Asgard, un po’ irrequieto e decisamente tanto ottuso (giusto per essere gentili). Metti un altro dio nordico, sempre uno di quelli che abitano Asgard, ma che ha deciso di soggiornare sulla Terra, che a un certo punto deve occuparsi di alcuni affari in sospeso, incluso il dio di prima (che per inciso è il figlio) e un contratto con una sorta di demoni (o forse affaristi, o qualcosa del genere). Metti una morte misteriosa in una camera chiusa, un’aquila insistente che vorrebbe chiedere aiuto ma non sa come comunicarlo, metti poi un detective olistico che deve indagare su tutto questo, magari salvando l’universo, alla fine, come sempre del resto.
Metti tutto quanto nella testa di un grande scrittore e quello che ne uscirà sarà il secondo capitolo della saga di Dirk Gently. (2)

Nessun investigatore privato ha l’aria dell’investigatore privato. Questa è una delle regole fondamentali dell’investigazione privata.

Il salmone del dubbio

L’incompiuto terzo romanzo della serie dedicata a Drik Gently è esattamente Il salmone del dubbio. Il romanzo (o quanto meno i frammenti ritrovati sul Mac di Douglas Adams) presenta non pochi elementi surreali, iniziando dalla classica tecnica di pedinamento di Dirk, che lo porta negli Stati Uniti senza sapere il perché, passando per un rinoceronte imbizzarrito che finisce per morire nella piscina del riccone di turno.
La storia, secondo il programma iniziale di Adams, doveva essere un nuovo romanzo della Guida, ma come emerge dalla lettura le vicende ideate erano un po’ fuori posto all’interno della serie (come ho già scritto molto surreali), così ecco lo spostamento verso Dirk Gently, pur mantenendo come titolo di lavoro quello iniziale, quel Salmone del dubbio che è un evidente richiamo alla Guida ma anche un ricordare al lettore una delle fondamenta della scienza, tanto amata da Adams: dubitare sempre. (3)

L’interconnessione della realtà

D’altra parte alcuni degli elementi del Salmone erano comparsi su E un’altra cosa…, romanzo di Eoin Colfer per certi versi apocrifo appartenente alla saga della Guida Galattica e basato proprio su quegli appunti.
Tra gli eredi di Adams, però, si conta Arvind Ethan David, deus ex-machina del Dirk Gently a fumetti edito dalla IDW e scritto da Chris Ryall per i disegni di Tony Akins e Ilias Kyriazis (almeno la prima serie, of course!).
Il vantaggio di Ryall rispetto a Colfer è quello di prendere il lavoro di Adams a partire dagli appunti progettati per Dirk e proseguire l’avventura proprio con l’investigatore olistico al timone. Lo sceneggiatore riesce a estrarre gli elementi tipici della narrativa dello scrittore britannico realizzando al tempo stesso un sequel che non tradisce l’originale, un omaggio al mentore dell’umorismo britannico letterario, una simpatica presa in giro alle passioni britanniche (come quella per il tè, che poi era una passione anche del buon Adams), ma anche una vicenda originale che coinvolge un paio di assassini e una misteriosa entità proveniente dall’antico Egitto.
Un volume da non perdere, che spero oggi, towel day, qualcuno abbia avuto il piacere di leggere!


Note:
  1. Dalla recensione del 2013 su DropSea 

  2. Dalla recensione del 2014 su DropSea 

  3. Dalla recensione del 2016 su DropSea 

Di Gianluigi Filippelli per Al caffé del Cappellaio Matto.

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A spasso per le Ande http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/spasso-le-ande/ http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/spasso-le-ande/#respond Sun, 21 May 2017 21:52:58 +0000 http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/?p=771 L’arrivo della Panini come licenziatario delle pubblicazioni disneyane ha portato indubbiamente una ventata di entusiasmo. Tra le iniziative che sono state portate avanti dalla redazione disneyana hanno spiccato in particolare le due riviste Uack (1) e Tesori International. Mentre la...

Di Gianluigi Filippelli per Al caffé del Cappellaio Matto.

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L’arrivo della Panini come licenziatario delle pubblicazioni disneyane ha portato indubbiamente una ventata di entusiasmo. Tra le iniziative che sono state portate avanti dalla redazione disneyana hanno spiccato in particolare le due riviste Uack (1) e Tesori International.
Mentre la prima rivista ha iniziato come una riproposizione non esattamente cronologica delle storie di Carl Barks, la seconda si è caratterizzata come una raccolta tematica di volumi contenenti vari autori storici, come Floyd Gottfredson e Paul Murry (2) . Tra l’altro proprio grazie a Tesori International è tornata in Italia la ristampa della Saga di Don Rosa, in un’ottima versione (3) .
Uack, invece, dopo averla seguita per un annetto circa, ho deciso di abbandonarla: una nuova ristampa disordinata di Barks, pur contenente del materiale inedito, non era per me interessante. Capita, però, che a volte acquisti qualche numero sparso della rivista (che immaginavo potesse essere erede dello storico Zio Paperone), come ad esempio il numero 27 dell’estate 2016 (periodo familiare particolarmente difficile) con la ristampa de I tre caballeros cavalcano ancora di Don Rosa.
Il numero in sé è stato, in parte, deludente in particolare confrontando il sommario con il titolo dell’albo, il 4.o della versione tematica della rivista: Gita in America Latina.
E’ proprio la mezza delusione del sommario che mi ha spinto a scrivere l’articolo La gita di Paperino in America Latina: le storie citate in quell’articolo possono essere considerate come il sommario ideale di un mio Tesori International dedicato all’argomento, a mio giudizio molto più efficace e completo di quel vecchio (e non tanto in senso temporale) numero di Uack.


Note:
  1. Non poteva essere scelto nome più brutto! 

  2. In effetti il quarto Tesori è stato per certi versi una doppia delusione, visto che non era il primo numero della cronologica di Don Rosa e proponeva solo un paio di storie di Murry, pur se la sua presenza tra gli autori prometteva un maggiore equilibrio nel sommario. Mi sono parzialmente rifatto con il volume dedicato a Macchia Nera, di cui scriverò presto alcune considerazioni 

  3. Per fortuna le idee di Lidia Cannatella su una ristampa cronologica degli episodi, inserendo le appendici all’interno dei capitoli veri e propri è stata evitata 

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L’Homo sapiens nello spazio http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/lhomo-sapiens-nello-spazio/ http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/lhomo-sapiens-nello-spazio/#comments Thu, 18 May 2017 20:40:42 +0000 http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/?p=753 L’opuscoletto C’è spazio per tutti: La stazione – Preview con l’anteprima della storia di Leonardo Ortolani dedicata alla missione VITA, la terza nella carriera di astronauta di Paolo Nespoli, racconta della conquista dello spazio da parte dell’uomo, e soprattutto di...

Di Gianluigi Filippelli per Al caffé del Cappellaio Matto.

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L’opuscoletto C’è spazio per tutti: La stazione – Preview con l’anteprima della storia di Leonardo Ortolani dedicata alla missione VITA, la terza nella carriera di astronauta di Paolo Nespoli, racconta della conquista dello spazio da parte dell’uomo, e soprattutto di come questa sia stata possibile grazie al sacrificio di insetti, come i moscerini della frutta, e animali, come la famosisima Laika o la serie di scimmiette Albert o i primi animali a tornare dalla loro missione spaziale, il macaco Able e la scimmia scoiattolo Miss Baker. Tra l’altro a quest’ultima, che sopravvivrà fino al 1984 (la missione risale al 28 maggio 1959) vengono tributati incredibili onori, come il festeggiamento dei compleanni o la targa ricevuta dalla società americana per la prevenzione delle crudeltà sugli animali!

Man in Space

Questo invio di animali e soprattutto questo forte interesse verso l’esplorazione spaziale nasce durante la guerra fredda (1) con la sfida tra Stati Uniti e Russia, che venne segnata da alcuni punti fermi, come il primo essere umano a completare un’orbita intorno al pianeta, Yuri Gagarin, o i primi uomini a metter piede sulla Luna, Neil Armstrong e Buzz Aldrin.

Gli speciali a fumetti pubblicati dalla Dell Comics sulla conquista dello spazio

Questo sforzo, questa competizione scientifica e tecnologica, si intreccia con i mondi dell’animazione e del fumetto grazie a Walt Disney e a Werner Von Braun, inventore dei V2 (2) , che si trovarono a condividere insieme il sogno della conquista dello spazio da parte dell’uomo: nasce così Man in space, una serie televisiva animata indubbiamente molto vicina come impostazione alla propaganda che, più o meno nello stesso periodo, veniva fatta nei confronti dell’energia nucleare.
Lo show è suddiviso in tre speciali: il Man in space vero e proprio, trasmesso il 9 marzo del 1955, quindi Man and the Moon del 28 dicembre dello stesso anno, e infine Mars and beyond del 4 dicembre del 1957. Per ognuno di questi episodi è stato realizzato un albo speciale a fumetti pubblicato dall’allora licenziatario disneyano, la Dell Comics, su Four Color Comics (3) . In particolare il primo speciale, uscito sul #716 datato agosto 1956, è emblematico dell’approccio al fumetto scientifico del periodo, un mix tra elementi didattici (o come si direbbe in altra sede, didascalici) con le spiegazioni scientifiche delle idee che la NASA stava cercando di sviluppare per l’obiettivo della conquista dello spazio ed elementi umoristici che alleggeriscono e divertono, peraltro disegnati con stile cartoonesco rispetto a quello realistico del resto dell’albo (4) .

I problemi di adattabilità degli esseri umani in ambienti privi di gravità, da Man in space

E’ interessante osservare come già in questo primo albo viene presentata la costruzione di una stazione spaziale orbitante intorno alla Terra, strutturata come un anello ruotante in modo tale da simulare la gravità terrestre e permettere agli astronauti di vivere nello spazio come sulla superficie del pianeta. Questo progetto, ideato da Von Braun, viene realizzato in parte dagli astronauti, in parte da robot spaziali, ovvero in maniera automatica: e la Stazione Spaziale Internazionale nella sua prima fase è stata assemblata esattamente in maniera automatica.

La scienza nello spazio

Le origini del progetto risalgono al 1992, quando a suggello della conclusione della guerra fredda, gli allora presidenti di USA e URSS George H. W. Bush e Boris Eltsin strinsero un accordo per un programma congiunto di esplorazione dello spazio (5) che portò l’anno dopo all’annuncio da parte di Al Gore e Viktor Chernomyrdin della costruzione della stazione spaziale.
Il primo modulo, Zarja, venne lanciato nel 1998 e a tutt’oggi la stazione continua a essere assemblata con vari moduli (molti di produzione italiana), al cui interno sono condotti una serie di esperimenti per comprendere come gli esseri viventi (in particolare gli uomini) si adattino alla vita nello spazio (6) , ovvero a condizioni di micro- o assenza di gravità, e come ci si può difendere dalle radiazioni cosmiche, che potrebbero indurre modifiche genetiche e malattie letali (argomento particolarmente utile da approfondire nell’ottica del ritorno sulla Luna o delle future missioni verso Marte).

Robot che assemblano i moduli della stazione spaziale, da Man in space

Svolazzare a gravità zero

Quie simpaticoni dei moscerini della frutta

E torniamo, così, ai moscerini della frutta: questi insetti decisamente fastidiosi, condividono con noi una buona parte del loro patrimonio genetico. Come disse nel 2014 Sharmila Bhattacharya

About 77% of known human disease genes have a recognizable match in the genetic code of fruit flies, and 50% of fly protein sequences have mammalian analogues.

Se a questo aggiungiamo che la velocità di riproduzione dei moscerini della frutta (e dunque il succedersi delle generazioni) avviene a un ritmo sostenuto, questi insetti sono la soluzione ideale per studiare gli effetti delle radiazioni sul DNA.
A questo proposito, una delle domande che, ad esempio, è stata posta a Stefano Sandrelli, che giusto mercoledì 17 ha intrattenuto il pubblico in quel di Brera a Milano per la conferenza da cui ho preso in prestito il titolo e l’ispirazione per questo post, è cosa abbiamo imparato dai moscerini della frutta. Ovviamente Stefano, che è un astronomo (e si sa che gli astronomi non conoscono tutto!), non poteva rispondere lì su due piedi e si è limitato all’ovvia (o comunque tale dovrebbe essere) considerazione relativa ai lenti progressi della scienza, che solo quando sono maturi portano a una scoperta. D’altra parte, con un po’ di tempo per approfondire sulla questione, si potrebbe scoprire che gli studi sui moscerini della frutta spaziali si sono rivolti verso la comprensione della loro adattabilità a un ambiente non usuale (7) . Un’altra possibilità è quella di utilizzare i moscerini per studi nel campo dell’immunologia, che ha portato alla conclusione che la gravità gioca un ruolo chiave nella risposta immunitaria degli esseri viventi (8) .


Note:
  1. Un’interessante discussione nata nelle ore precedenti alla conferenza di Stefano Sandrelli, Homo sapiens nello spazio, è legata a quanto è stato importante il ruolo dei militari nelle ricerche spaziali. In effetti non è possibile rinnegare tale ruolo, ma è compito degli scienziati che si adattano alla situazione cercare di sviluppare non solo l’applicazione militare, ma anche ricadute civili e sulla stessa ricerca. Una situazione abbastanza sentita, anche se mai completamente risolta, come si legge da questa battuta di Reed Richards su The Incredible Hulk #365 del gennaio 1990 di Peter David e Jeff Purves
     

  2. Secondo alcuni storici le spese per costruire i 6000 razzi utilizzati dai tedeschi per uccidere, alla fine 5000 persone, furono essenziali nella sconfitta dei nazisti – via Stefano Sandrelli 

  3. via The Space Age Turns 50 – Ideas of Space Flight from the Early 20th Century 

  4. Vista la versione scannerizzata dell’albo indiano, da cui sono tratte le immagini dell’albo qui allegate 

  5. In effetti le rispettive agenzie spaziali avevano iniziato a collaborare nel luglio del 1975 con l’incontro in orbita delle missioni Apollo e Soyuz, che viene celebrato da Alessandro Perina con la copertina de I migliori anni Disney #46
     

  6. Un esempio di esperimenti che si sono svolti e si svolgono sulla stazione spaziale viene raccontato nell’articolo:
    Brinckmann, E., & Schiller, P. (2002). Experiments with small animals in BIOLAB and EMCS on the international space station Advances in Space Research, 30 (4), 809-814 DOI: 10.1016/S0273-1177(02)00401-5 (sci-hub)  

  7. de Juan, E., Benguría, A., Villa, A., Leandro, L., Herranz, R., Duque, P., Horn, E., Medina, F., van Loon, J., & Marco, R. (2007). The “ageing” experiment in the spanish soyuz mission to the international space station Microgravity Science and Technology, 19 (5-6), 170-174 DOI: 10.1007/BF02919475 (sci-hub)  

  8. Taylor, K., Kleinhesselink, K., George, M., Morgan, R., Smallwood, T., Hammonds, A., Fuller, P., Saelao, P., Alley, J., Gibbs, A., Hoshizaki, D., von Kalm, L., Fuller, C., Beckingham, K., & Kimbrell, D. (2014). Toll Mediated Infection Response Is Altered by Gravity and Spaceflight in Drosophila PLoS ONE, 9 (1) DOI: 10.1371/journal.pone.0086485 

Di Gianluigi Filippelli per Al caffé del Cappellaio Matto.

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L’EarthDay di Topolino: bioplastiche per la Terra http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/learthday-topolino-bioplastiche-la-terra/ http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/learthday-topolino-bioplastiche-la-terra/#respond Sat, 22 Apr 2017 12:07:32 +0000 http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/?p=728 Negli ultimi trent’anni Topolino ha consolidato la tradizione ecologica dei personaggi disneyani iniziata con l’ideazione da parte di Carl Barks delle Giovani Marmotte. In questi ultimi tre decenni gli sceneggiatori che si sono occupati con una certa regolarità del tema...

Di Gianluigi Filippelli per Al caffé del Cappellaio Matto.

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Negli ultimi trent’anni Topolino ha consolidato la tradizione ecologica dei personaggi disneyani iniziata con l’ideazione da parte di Carl Barks delle Giovani Marmotte. In questi ultimi tre decenni gli sceneggiatori che si sono occupati con una certa regolarità del tema sono stati Fabio Michelini, Alessandro Sisti, Giorgio Pezzin e Massimo Marconi. In particolare quest’ultimo, insieme con Giorgio Cavazzano, ha proposto ai lettori disneyani La spazioplastica, avventura comparsa su Topolino #1754 del luglio 1989.

La storia era abbinata al gadget estivo che veniva distribuito quell’anno con le copie del settimanale: per quel 1989 era stato scelto un orologio realizzato con plastiche biodegradabili ricavate dall’amido di mais, seguendo un progetto sviluppato dalla ricercatrice Catia Bastioli (1) e che sarebbe diventato ben presto il famoso Mater-Bi (2) .
Proprio la plastica biodegradabile è protagonista della storia di Marconi: su Paperopoli atterra un’astronave in avaria con una coppia di paperi alieni alla ricerca del carburante per i loro motori. Come si scopre nella parte centrale della storia, i due alieni provengono da un mondo ecologicamente impoverito da secoli di sfruttamento: così gli scienziati locali hanno ideato due progetti, da un lato l’invio di astronavi nel cosmo alla ricerca di forme di vita vegetale in grado di sostituire la flora originale del loro pianeta e dall’altro lo sviluppo di una plastica biodegradabile basata sul mais in grado di sostituire l’ambiente distrutto fino alla sua completa sostituzione.

Le bioplastiche dallo spazio profondo di Fausto Vitaliano e Marco Mazzarello pubblicate sul Topolino #3204 giusto qualche giorno prima dell’Earth Day 2017 sono invece utilizzate dai topolinesi per sostituire le piante usuali con altre realizzate in bioplastica, in grado di produrre ossigeno ma senza bisogno di alcuna manutenzione.
Se effettivamente le bioplastiche, dai tempi del Mater-Bi, si sono ulteriormente sviluppate, come ad esempio la plastica realizzata a partire dalla ginestra presso il dipartimento di chimica dell’Università della Calabria o quella realizzata a partire dagli scarti alimentari dall’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, è forse difficile immaginare che delle foglie di bioplastica siano in grado di produrre ossigeno. In effetti presso il MIT hanno sviluppato delle foglie artificiali in grado di produrre energia a partire dalla luce del Sole, riuscendo nella loro versione più recente a scindere l’acqua in idrogeno e ossigeno, proprio come le foglie degli alberi!

Altro spunto interessante sono i batteri mangiaplastica, che giocano un ruolo fondamentale nel corso della vicenda, e che si ispirano agli analoghi batteri protagonisti di un articolo su Science (3) , che possiamo considerare una variazione sui batteri mangiapetrolio, esistenti in natura e utilizzati con lo scopo di ripulire il mare già da Giorgio Pezzin e Giovan Battista Carpi in Zio Paperone e i batteri mangiapetrolio esattamente come si pensa di poter fare con Oleispira antarctica e Alcanivorax borkumnensis, ma senza dover ricorrere al bottiglione!
A volte la natura e la scienza sono più fantastiche e meravigliose della fantasia degli scrittori, che così non devono fare altro che prendere spunto e scrivere le loro storie.

Ah! Un felice giorno della Terra a tutti!


Note:
  1. Vedi, ad esempio, questo brevetto del 1994 che sembrerebbe risalire al 1989 

  2. Bastioli, Catia. “Properties and applications of Mater-Bi starch-based materials.” Polymer Degradation and Stability 59.1-3 (1998): 263-272. doi:10.1016/S0141-3910(97)00156-0 (sci-hub). 

  3. Yoshida, Shosuke, et al. “A bacterium that degrades and assimilates poly (ethylene terephthalate).” Science. 351.6278 (2016): 1196-1199. doi:10.1126/science.aad6359 (sci-hub). 

Di Gianluigi Filippelli per Al caffé del Cappellaio Matto.

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Le mille e una notte http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/le-mille-notte/ http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/le-mille-notte/#respond Tue, 04 Apr 2017 21:48:21 +0000 http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/?p=724 Un nuovo raid aereo è stato condotto su Khan Sheikhun, città della privincia di Idlib in Siria e controllata dai ribelli. A quanto sembra sono state utilizzate delle armi chimiche che hanno colpito l’ospedale della città dove molti dei degenti...

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Un nuovo raid aereo è stato condotto su Khan Sheikhun, città della privincia di Idlib in Siria e controllata dai ribelli. A quanto sembra sono state utilizzate delle armi chimiche che hanno colpito l’ospedale della città dove molti dei degenti erano bambini. Un paio di anni fa la Rai, su Gazebo, ha trasmesso un video con i disegni di Shahrazad, una bambina del campo di Idomeni, che ha rappresentato/documentato gli orrori della guerra.
Purtroppo è tornato di moda…

Un grazie all’amico Pierpaolo Borrelli per la segnalazione.

Di Gianluigi Filippelli per Al caffé del Cappellaio Matto.

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Pi in the sky with planets http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/pi-the-sky-with-planets/ http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/pi-the-sky-with-planets/#respond Tue, 14 Mar 2017 22:07:00 +0000 http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/?p=718 E siamo ormai agli sgoccioli del pi day 2017, celebrato, come ogni anno, con il Carnevale della Matematica, giunto all’edizione #107 (numero primo). Tra le moltissime iniziative che vengono realizzate durante questo giorno, vi segnalo Pi in the sky4, iniziativa...

Di Gianluigi Filippelli per Al caffé del Cappellaio Matto.

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di Alberto Lot – via @Scientificast

E siamo ormai agli sgoccioli del pi day 2017, celebrato, come ogni anno, con il Carnevale della Matematica, giunto all’edizione #107 (numero primo). Tra le moltissime iniziative che vengono realizzate durante questo giorno, vi segnalo Pi in the sky4, iniziativa con la quale la NASA lancia una sfida agli studenti con quattro quesiti astronomici da risolvere dove il pi greco gioca un ruolo importante: un ottimo modo per avvicinare i più giovani al lavoro degli astronomi, e magari qualcuno di loro diventerà uno degli scienziati che farà sognare all’umanità le nuove frontiere cosmiche da raggiungere!


Visto che ci sono, vi segnalo gli altri due post pi grechi che ho scritto per la giornata di oggi, entrambi in inglese: Pi and the Bessel’s problem su Doc Madhattan, blog appartenente al network Field of Science; e Pi day 2017: fun and facts su Mathematics in Europe, sito divulgativo della European Mathematical Society.

Di Gianluigi Filippelli per Al caffé del Cappellaio Matto.

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Una storia d’amore radioattiva http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/storia-damore-radioattiva/ http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/storia-damore-radioattiva/#respond Sat, 18 Feb 2017 16:18:34 +0000 http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/?p=708 E’ notizia di questi giorni che la fumettista e regista Marjane Satrapi, acclamata autrice di Persepolis, è al lavoro per la realizzazione di Radioactive, film sulla vita di Marie Curie e basato sul libro illustrato Marie & Pierre Curie, A...

Di Gianluigi Filippelli per Al caffé del Cappellaio Matto.

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E’ notizia di questi giorni che la fumettista e regista Marjane Satrapi, acclamata autrice di Persepolis, è al lavoro per la realizzazione di Radioactive, film sulla vita di Marie Curie e basato sul libro illustrato Marie & Pierre Curie, A Tale of Love and Fallout di Lauren Redniss (1) , che non mi sembra sia ancora arrivato in edizione italiana.
Marie Curie ha vinto nella sua carriera ben due premi Nobel, nel 1903 per la fisica insieme con Antoine Henri Becquerel e con il marito Pierre Curie, e nel 1911 per la chimica. In particolare quest’ultimo le è stato assegnato

in recognition of her services to the advancement of chemistry by the discovery of the elements radium and polonium, by the isolation of radium and the study of the nature and compounds of this remarkable element

E’ anche stata travolta dallo scandalo quando, dopo la morte del marito Pierre, iniziò una relazione con Paul Langevin, ex allievo di Pierre, da poco separato dalla moglie (ma ancora non divorziato) oltre che ben più giovane di Marie. A raccogliere le prove contro i due amanti fu la moglie di Pierre, che non voleva rinunciare al marito e per questo assunse un detective per recuperare le lettere d’amore che i due amanti si erano scambiate. Lo scandalo finì sui giornali, con le ovvie conseguenze nei confronti della Curie, ma a sua difesa arrivò Albert Einstein con una bellissima lettera con il suo sostegno. Per fortuna la scienza non avanza grazie agli scandali e così, quell’anno, Marie Curie vinse, unica donna nella storia, il suo secondo premio Nobel, peraltro, come scritto, in una disciplina differente, per quanto vicina: la chimica.

Del libro della Redniss, ne scrive la stessa autrice, viene recensito da Kate Wong su Scientific American e da Charlene Brusso sul New York Journal of Books.
E’ stata anche realizzata una mostra, Radioactive: Marie and Pierre Curie (maggiori informazioni sul sito della New York Publioc Library).
Dalle immagini che si riescono a recuperare, si può apprezzare come il libro realizzi un percorso illustrato all’interno della vita dei due scienziati, realizzando un salto rispetto agli Introducing degli anni settanta e ottanta ed entra di buon diritto in una lunga schiera di lavori che oscillano tra l’arte e l’illustrazione, aggiungendo, in questo caso, anche il racconto scientifico.
Per la realizzazione delle sue illustrazioni, Laureen si è ispirata al procedimento del cianotipo, ideato da John Hershel e sviluppato da Anna Atkins: l’illustratrice realizza le tavole come se fossero dei negativi di una fotografia, scurendo quindi le parti che prevede dovranno sembrare illuminate e lasciando in chiaro quelle che dovranno riempirsi di colore. Questi disegni, realizzati su carta trasparente, vengono posti sopra un foglio bianco precedentemente immerso nell’inchiostro blu. Dopo un po’ di tempo si toglie il foglio trasparente e si immerge il foglio di carta (evidentemente quella fotografica) nell’acqua, in modo che il colore in eccesso vada via e resti solo quello impressionato sulla carta fotografica, che dopo il lavaggio va posta sotto il sole ad asciugarsi.
Leggiamo, però, cosa scrive la wiki del procedimento:

(…) il processo messo a punto da Herschel si basava su alcuni sali ferrici, precisamente l’antanato di blindio e il ferro ammonico citrato. Questi due sali, mescolati assieme, sono molto sensibili e reagiscono quando posti di fronte alla luce di tipo solare. Frapponendo un negativo tra la luce ultravioletta e un foglio di carta su cui è stata applicata la soluzione ai sali ferrici, si produce un’immagine fotografica.


Note:
  1. Parte di questo post è stata precedentemente pubblicata su DropSea 

Di Gianluigi Filippelli per Al caffé del Cappellaio Matto.

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L’unico fumetto di George Barr http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/lunico-fumetto-george-barr/ http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/lunico-fumetto-george-barr/#respond Sat, 11 Feb 2017 19:04:42 +0000 http://www.lospaziobianco.it/alcaffedelcappellaiomatto/?p=639 Per i più grandi esperti di fantasy, in particolare del vasto mondo degli illustratori di genere, il nome di George Barr non sarà ignoto. E’ uno dei più noti e apprezzati illustratori della categoria, prestando la sua arte a varie...

Di Gianluigi Filippelli per Al caffé del Cappellaio Matto.

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via Paul Gravett

Per i più grandi esperti di fantasy, in particolare del vasto mondo degli illustratori di genere, il nome di George Barr non sarà ignoto. E’ uno dei più noti e apprezzati illustratori della categoria, prestando la sua arte a varie riviste di settore, per copertine di libri, poster cinematografici e quant’altro. La sua collaborazione più importante è quella con la fanzine statunitense Trumpet ideata da Tom Reamy. Ed è proprio sulle pagine di Trumpet che venne pubblicato l’unico fumetto di Barr, la riduzione a fumetti de La spada spezzata di Poul Anderson, considerato da Michael Moorcock di livello superiore al ben più noto Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien.
Le immagini a corredo del post, recuperate da varie fonti che indico nelle didascalie, sono relative esattamente a quel progetto fumettistico, rimasto purtroppo incompiuto. Vorrei, però, farvi notare come, stilisticamente, risulta non molto differente da quello di Barry Windsor Smith, se non anche più elegante. Trovo, poi, una notevole vicinanza con Wendy Pini, creatrice e disegnatrice della famosa epica fantasy ElfQuest, nel suo piccolo rivoluzionaria per il genere tanto quanto avrebbe potuto esserlo La spada spezzata. Tale vicinanza stilistica, ribadita da un’elegante fata in una delle sue copertine di Trumpet, molto probabilmente proviene da una conoscenza di lunga data tra i due grandi autori fantasy, come ricordato dal marito di Wendy, Richard Pini:

George Barr and Wendy knew each other well back in the days when they were both members of Los Angeles science fiction fandom. This piece was a gift from George to Wendy, one of several that he gave to her over the years.

Di Gianluigi Filippelli per Al caffé del Cappellaio Matto.

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