The house of the rising sun

The house of the rising sun è una canzone popolare (o folk) statunitense, forse originaria del New Orleans, che ho scoperto grazie alla cover dei Muse. L’origine della canzone si perde un po’ nei meandri della storia americana: forse inizia nel 1905 in mezzo ai minatori, forse anche prima (dettagli su en.wiki), sta di fatto che la prima versione registrata sembrerebbe risalire al 1933 dovuta ai due blues men Clarence “Tom” Ashley e Gwen Foster.

Era, quello, il tempo in cui il blues si suonava e poi ci si interrompeva per cantare e poi si riprendeva a suonare e quindi in due si riusciva a coprire i momenti in cui il cantante smetteva di suonare. Qualcuno, però, il Rising sun blues, questo il titolo originale del canto, lo interpretava a cappella, senza l’ausilio di alcuno strumento, come la giovane Georgia Turner, registrata nel 1937 dal musicologo Alan Lomax.
A partire da queste due versioni, nemmeno le uniche più o meno contemporanee, se ne contano molte e molte altre, realizzare da artisti più o meno noti, non necessariamente blueser, rendendola così la più reinterpretata al mondo. Nonostante questo, però, il vero successo interplanetario arrivò nel 1964 con la cover degli Animals: la diffusione della loro reinterpretazione fu tale che i fan lanciarono accuse di plagio a Bob Dylan, che la cantava dal 1961. Il cantautore statunitense fu allora costretto a lasciare la scena al gruppo britannico:

La storia di questo splendido blues è raccontata in maniera decisamente migliore da come ho fatto io da M. Dean in un fumetto in formato poster di cui vi propongo qui sotto un semplice estratto:

rising_sun-meedean

La versione degli Animals ha cristallizzato il testo che venne poi riproposto con piccolissime variazioni. Anche per questo mi piace chiudere con la versione strumentale di Johnny Mastro e i Mama’s Boys: