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Siberia

di Nikolaj Maslov Alet edizioni, 2007 - 208 pagg. bianco/grigio bros. - 15,00 euro

Siberia“È un indovinello avvolto in un mistero all’interno di un enigma”.

Forse le famose parole di Sir Winston Churchill sulla Russia, risultano eccessive per il caso di Siberia di Nikolaj Maslov, graphic novel (così vuole la vulgata editorial-mediatica) russa ora edita in Italia per l’interesse e le cure della ALET di Padova (e con l’ausilio della BeccoGiallo per lettering e impaginazione). Ma qualcosa dell’enigma emerge da come un anonimo guardiano notturno cinquantenne siberiano, di un paese con poca o inesistente tradizione fumettistica sia salito alla ribalta della scena fumettistica occidentale. E qualcosa di romantico pure. Dall’incontro fortuito tra uno sconosciuto avventore della libreria-casa editrice Pangloss (che ha tradotto le prime avventure di in russo) e un libraio-filosofo francese stabilitosi a Mosca scaturisce il patto che permetterà allo sconosciuto Maslov di essere messo a stipendio per tre anni e portare a termine un suo memoriale a fumetti. Qualcosa invece di molto più prosaico e mercantile scintilla con l’acquisto dei diritti da parte di un casa editrice generalista francese come la Deno

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BreVisioni

Siberia

di Nikolaj Maslov
edizioni, 2007 – 208 pagg. bianco/grigio bros. – 15,00 euro
Consentitemi di parlare di evento. La pubblicazione di una graphic novel (così vuole la vulgata editorial-mediatica) dalla Russia, di uno oscuro cinquantenne moscovita, guardiano notturno, in un paese con poca o nulla tradizione di fumetto, è almeno una grossa notizia e non solo per il comicdom. Ma è anche un caso editoriale dai toni fiabeschi. Un libraio editore di Mosca, ma francese, si improvvisa mentore di Maslov, incontrato per caso, e lo mette a stipendio per 3 anni per terminare l’opera. Il risultato è un memoriale per immagini, di una vita ordinaria di un giovane russo siberiano, sotto il regime sovietico e poi post-sovietico. I ricordi vengono organizzati in episodi dai contorni spesso incerti, dove l’uomo tende a svanire ostinatamente di fronte a entità più grandi e potenti di lui, come la Natura siberiana, grandiosa e sfuggente, o lo Stato, onnipresente e inaccessibile. Una realtà di vuoto, esistenziale e materiale, che viene riempito sistematicamente dalla vodka, il vero pilastro su cui poggia una società fatalista votata alla tragedia. Prima o dopo la caduta del Muro, poco cambia. Le immagini sono in tonalità di grigio rese con punta morbida (non c’é utilizzo di china) e tecnica impressionistica. I testi scarni e i silenzi molti. È esploso forse il fumetto russo? (Alberto Zamattio)

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