Marino Neri e il Re dei fiumi

Dopo una prima veloce intervista in occasione della mostra Il re dei Fiumi, durante il Bilbolbul 09, abbiamo nuovamente incontrato Marino Neri per approfondire alcuni aspetti del suo lavoro e...

Marino Neri e il Re dei fiumiChi è “Il re dei fiumi”?
Il re dei fiumi è un pescione che vive sul fondo del fiume e ne custodisce i segreti. Ma è soprattutto la personificazione delle paure del protagonista, un bambino, che usa l’immaginazione per interpretare il mondo e la realtà che lo circonda.

La storia del tuo libro è ambientata a Modena, durante uno degli ultimi grandi straripamenti del fiume Secchia: hai dei ricordi personali legati a questo tipo di eventi? Cosa ti ha spinto a raccontarlo?
Non ho mai vissuto una reale inondazione. Il libro, infatti, è stato ambientato prima degli accorgimenti che sono stati successivamente presi contro i vari straripamenti (casse di espansione e parchi naturali, dighe) all’inizio degli anni ’70, prima che io nascessi. Di tanto in tanto comunque il fiume straripa ancora, pur allagando soltanto parte della campagna tra i due argini. Ma già solamente la vista della distesa di acqua grigia, da cui spuntano qua e là alberi e casolari abbandonati, è uno spettacolo per me molto suggestivo.
Ho scelto di parlare di uno straripamento perché mi permetteva di giocare con elementi interessanti per la storia che avevo in testa: la contrapposizione tra uomo e natura e i riferimenti tra realtà e mito.
In più, purtroppo e per fortuna, era anche uno dei pochi dati di cronaca rilevanti accaduti qua vicino a Modena!

Quanto tempo ti ci è voluto per realizzare Il re dei fiumi?
Più o meno un anno di lavorazione, tenendo conto pero’ anche della stesura della sceneggiatura.

Come hai realizzato i disegni del tuo libro? Quale tecnica hai usato?
I disegni del libro sono stati realizzati con ecoline e pennelli per i tratti più grossi e rapidi per quelli più sottili. Spesso intervengo subito a china su una matita molto abbozzata o addirittura senza bozza: in questo modo riesco a dare più freschezza al disegno, anche se spesso questo mi costringe a fare e rifare più volte una tavola.

Il tuo stile di disegno è particolarmente espressivo: a quali correnti artistiche ti senti più affine?
Non saprei… Amo l’opera grafica di alcuni autori che possono essere collocati tra simbolismo e espressionismo, come Kubin, Ensor, Munch

Perché hai deciso di partecipare a Komikazen – Festival del fumetto di realtà – 2007, il concorso che hai vinto proprio con Il re dei fiumi?
Il concorso del Komikazen è interessante perché, a detta anche degli organizzatori (l’Associazione Mirada), è un concorso che chiede invece di dare… Chiede di progettare e portare a termine un libro a fumetti. La possibilità di poterti confrontare con una casa editrice e tutto il mondo editoriale è una bella opportunità e al tempo stesso una bella sfida per un esordiente.

Quali sono le tue sensazioni nell’avere una tua personale al accanto ad autori come Toppi e ?
Beh, devo ammettere che un poco di timore reverenziale c’é… Ma penso sia proprio tra gli obiettivi di Bilbobul affiancare ad autori affermati e “storici”, esordienti e realtà più “underground”. Non posso che essere molto contento!

Dove sarà possibile vedere questa mostra oltre a Bologna?
La mostra è in collaborazione con altre realtà come l’Associazione Mirada (quella del concorso Komikazen) e con Napolicomicon, e dopo Bologna sarà presente a Napoli proprio per il Comicon e a Pescara, sempre all’interno delle librerie .

Ciao Marino riprendiamo da dove ci eravamo lasciati e cioé dalla mostra Il Re dei fiumi inaugurata durante il BilBolBul, mi dicevi che la mostra sarebbe transitata anche per il Comicon di Napoli: puoi raccontarci come è stato accolto il tuo lavoro?
Penso bene, a Napoli ho fatto una velocissima puntata, lo spazio alla Feltrinelli era bello…

Marino Neri e il Re dei fiumiIl Re dei fiumi è stato tradotto anche in francese dalla casa editrice ATRABILE: che effetto ti fa? Sai come sta andando?
Il libro sta uscendo in questi giorni, i contatti con ATRABILE li avevo presi ancora prima di chiudere il libro qua in Italia, e a libro fatto sono stati loro a chiedermi di poterlo visionare per una possibile pubblicazione. Sono molto contento anche perché ATRABILE ha un bel catalogo e ha molta cura delle proprie pubblicazioni.

Sempre al è stato presentato il nuovo numero di in cui presenti una tua storia: di che parla il tuo racconto e come è nata questa collaborazione?
Ora Canicola è diventata una rivista di “zona”, il suo interesse è spaziare e includere storie e immagini a cui, in un qualche modo, ritengono sia giusto dar voce e spazio.La mia storia in realtà non è un racconto autoconclusivo, ma una storia a più puntate che, di volta in volta, comparirà sulla rivista. Direi per sintetizzare che è una storia che parla di un’amicizia tra due adolescenti ma anche di slanci religiosi, pulsioni sessuali e lupi mannari…

Ho visto sul tuo blog una tua vecchia storia, ricca di suggestioni, Coup de t

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