BreVisioni

Civil War #1

di e
Panini Comics, marzo 2007 – 48 pagg. col. bros. – 3,00euro
Di Civil War si è già parlato tanto, anche al di fuori del mondo dei comics, e quindi un certo interesse nel leggere la prima storia era evidente. Tutto sommato il primo numero di questa mini serie firmata Millar e McNiven non delude le aspettative, andando dritto al centro della questione, che credo il 99% dei lettori di questo magazine conosceranno già. Le pur velate e logiche similitudini con la contemporaneità americana (la limitazione dei diritti civili, il controllo dell’esercizio della forza) e il saper calare la vicenda supereroistica all’interno di un contesto politico-sociale raramente così presente in una storia di supereroi, rendono Civil War sicuramente più innovativa del mega evento di casa DC, Crisi Infinita, anch’esso in corso di pubblicazione in Italia. Tra i due titoli differente è la chiave narrativa utilizzata dagli autori: dove Johns di là sceglie la strada della tradizione ripercorrendo le orme di Marv Wolfman in Crisis, Millar, come suo costume, preme sull’acceleratore imbastendo una sceneggiatura moderna, veloce e funzionante. Compito riuscito, anche per il supporto degli affascinanti disegni di McNiven, forse un po’ ingessato in confronto ai suoi episodi su 4. Insomma, se il concetto di mega evento cataclismatico è forse un po’ stantio, prevedibile nel suo eterno ripetersi, se per tenere in piedi il mercato il marketing è un male necessario, allora non posso che affermare che Civil War, col suo ovvio mix di scazzottate e dilemmi lancinanti, è sicuramente un buon fumetto, divertente e ben confezionato. Che poi siate interessati o meno ai cambiamenti epocali che porterà in casa Marvel, questo è tutto un altro discorso. (Alberto Casiraghi)

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BreVisioni

Civil War #1

Civil War #1di e
, mag. 2006 – 32 pagg. col. spil. – $ 2,99
Finalmente abbiamo tra le mani il primo numero di questa saga, secondo la Marvel destinata a ridefinire per sempre il suo universo di supereroi. Sicuramente la carne messa messa al fuoco dal bravissimo Mark Millar è veramente tanta, a cominciare dallo spunto per la Guerra Civile: una critica alla vacuità della società americana (che vale anche per la nostra) capace di rinchiudere in un reality show televisivo persone con troppi superpoteri e senza molto cervello. Urge una guida, che sia rispettosa nei confronti dei diritti dei supereroi, ma anche che garantisca la sicurezza dei privati cittadini. Qui si delineano le due fazioni principali: Iron Man, con il suo registro per supereroi, e Capitan America, ultimo baluardo di una società americana allo sbando che sembra essersi dimenticata della libertà di scelta dell’individuo. Mark Millar non fa errori, e tiene incollato il lettore per tutta la durata dell’albo. Già con questo primo numero ha dimostrato di saper gestire un così ampio progetto, mettendo tutte le basi per qualcosa che stavolta sembra davvero essere epocale, non una falsa promessa della pubblicità. Ad accompagnarlo in questo viaggio, un ottimo Steve McNiven, che dopo i disegni di Thor dà prova di essere uno dei talenti di maggior peso della casa editrice statunitense. (Giuseppe Fiscariello)

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