Cinema e TV

Thor: The Dark World – Intervista a Ron Ashtiani (AtomHawk Design)

In occasione dell’uscita nelle sale italiane di , l’atteso sequel sul Dio del Tuono diretto da , vi presentiamo in esclusiva una intervista a Ron Ashtiani,  direttore del concept design per la AtomHawk Design, società specializzata nella realizzazione di videogiochi, la quale ha debuttato nel mondo del cinema proprio lavorando alla pellicola con e , per cui hanno ideato il look degli Elfi Oscuri e molti elementi del film.

Grazie per averci concesso questa intervista. Potete innanzitutto parlarci della Atomhawk Design?
Nessun problema. Innanzitutto, Atomhawk è stata fondata da me (Ron Ashtiani) e tre miei colleghi della Midway Games (i produttori di Mortal Kombat) quando lo studio chiuse nel 2009. Da art director per il Midway Studio formai un gruppo con i miei migliori artisti, Pete Tompson, Corlen Kruger e Steve Pick, e creai un team che potesse fare lavori di alta qualità per l’industria cinematografica, dei videogiochi e tutto ciò che riguarda il campo dei media digitali.
Siamo partiti in pochi, ma la reputazione del nostro lavoro si è diffusa presto e nel frattempo che lavoravamo su molti progetti, in questi ultimi quattro anni, i migliori si occupavano di Pottermore di J. K. Rowling, videogiochi di punta come Mortal Kombat, Dead Island, Injustice, Kill Zone e, ovviamente, il nostro lavoro sul film. è il nostro debutto nel campo del cinema, ma molti altri film che si avvalgono della nostra collaborazione arriveranno nel corso del prossimo anno.
È un viaggio incredibile, la nostra squadra è cresciuta di almeno altri venti collaboratori.

Come siete stati coinvolti nella lavorazione di Thor: The Dark World? E quanto tempo avete lavorato al film?
Siamo stati contattati verso la fine del 2011 dal production designer, Charles Wood. Ricevemmo una mail improvvisa in cui ci chiedeva se potevo incontrarlo a Londra. L’indirizzo mail era proprio quello personale, infatti all’inizio non ero poi così sicuro che fosse vera. Tuttavia, andai a Londra, ci incontrammo e parlammo del film.
Abbiamo lavorato al concept art per almeno 6 mesi in totale, dal momento esatto in cui siamo partiti fino alla fine della produzione del concept art. Ci siamo concentrati principalmente sul design degli Elfi Oscuri e dell’astronave Asguardian, inclusi anche molti key action frames in cui la navicella degli Elfi Oscuri si schianta nella stanza del trono di Odino.

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Qual è stato principalmente il vostro lavoro sulla pellicola? Ce lo potete spiegare nel dettaglio?
Tutto il nostro lavoro viene fatto con Photoshop, usando una tavoletta grafica della Wacom o una CintiQ; è molto semplice disegnare direttamente in digitale, anche se richiede ai nostri artisti grandi capacità e una certa esperienza.
Niente di inusuale nella nostra tecnica, anche se le statistiche di produzione per le immagini su cui lavoriamo sono decisamente sbalorditive: la “Harrow ship” degli Elfi Oscuri, che è la nave combattente del film, ci ha preso ben 133 passaggi per raggiungere il risultato finale.
L’idea era di fuggire dal solito design delle astronavi che si sono spesso viste nelle rappresentazioni di mondi fantascientifici; abbiamo lavorato molto per cercare di nascondere tutti i preconcetti e le influenze che i nostri artisti potevano covare nelle loro teste. Una volta asciugati tutti i bozzetti che avevamo tirato fuori, abbiamo cominciato a intravedere che un’idea davvero interessante stava pian piano venendo fuori.
Lo sviluppo della navicella madre ci ha richiesto un grosso studio in collaborazione con il team che modella la plastilina; è infatti stata studiata contemporaneamente in 2D e 3D, creando anche più di 80 pezzi del concept art.

La vostra società ha lavorato in precedenza in prevalenza sui videogiochi. Come è stato lavorare a una pellicola attesa come il sequel di Thor? E quali sono state le sfide che avete affrontato?
Non è stato così difficile, in fondo. È divertente come molte persone pensino che i videogiochi siano diversi dai film; in realtà, l’ideazione è davvero molto simile. Soprattutto per quanto riguarda quelle consolle per cui è previsto un grosso budget, su cui di solito lavoriamo; cercano comunque di assomigliare a un film, impiegando team di concept artists, designer, autori e a volte anche attori.

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Quali sono state le richieste che avete ricevuto dai Marvel Studios e dal regista ?
È compito del production designer discutere di tutto ciò che riguarda i bozzetti con il regista, che altrimenti sarebbe invaso dalle centinaia persone che lavorano al film. In generale, il messaggio principale che ci è arrivato era di creare qualcosa di unico, mai visto prima, e penso che, per quanto riguarda il design della navetta, ci siamo riusciti.

Quante sono state le persone della Atomhawk Design che hanno lavorato al film?
Avevamo un team di cinque artisti con cui partire, più me stesso come Art Director e Amy Hill come Production Manager. Più avanti il team si è concentrato principalmente con tre artisti: Pete Thompson, Roberto F. Castro e Tim Hill, che hanno seguito il progetto fino alla fine con la mia supervisione.

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Quali sono le sensazioni che avete ora che il vostro lavoro è completato e quindi visibile a tutti?
Personalmente sono davvero soddisfatto dal film, dalle rappresentazioni CG della navetta e dalle scene che abbiamo realizzato, sembrano davvero affascinanti e molto vicine alle idee originali.
Inoltre, siamo veramente fieri di andare a vedere il film per intero; ciò su cui abbiamo lavorato è finalmente sul grande schermo!!

Quali sono i vostri prossimi progetti?
Ah, ti piacerebbe saperlo! Sfortunatamente manteniamo il segreto fino a quando non vi è un annuncio pubblico, ma ti posso assicurare che abbiamo in serbo della roba magnifica per il 2014!

Grazie per la disponibilità!

Intervista rilasciata via mail a novembre 2013.

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