Nella rete del fumetto

The Private Eye: ovvero il retrofuturo di Brian K. Vaughan e Marcos Martin

The Private Eye

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In un futuro imprecisato, un evento denominato “flood” ha fatto collassare il sistema cloud, liberando in rete tutte le informazioni riservate che vi erano conservate. Ogni mail o foto è divenuta di dominio pubblico, rivelando d’un tratto la tutta fragilità del sistema e, soprattutto, The Private Eye: ovvero il retrofuturo di Brian K. Vaughan e Marcos Martin - Senza-titolo-6dettagli ed episodi che sarebbero dovuti rimanere privati. Come conseguenza di questo cataclisma, le persone hanno sviluppato una difesa ossessiva della privacy, i cittadini girano con camuffamenti più o meno tecnologici, evitando di mostrare il proprio volto per strada e agli estranei.
In questo scenario agisce l’eponimo protagonista: moderno investigatore privato, si occupa di raccogliere informazioni su altre persone a pagamento. Un lavoro piuttosto pericoloso, che lo diventa ancora di più quando una sua cliente, dopo averlo contattato per saggiare l’inaccessibilità dei dati che la riguardano, viene uccisa.

Dopo aver lambito il tema tecnologico in diversi suoi lavori precedenti (su tutti l’ottimo Ex Machina) stavolta  compie una riflessione su quanto la nostra quotidianità sia arricchita e afflitta dai social media, il punto di partenza di questo progetto. Immaginiamoci quindi un mondo senza internet e Facebook, in cui il valore della riservatezza è supremo, tanto da condurre addirittura all’anonimato. Uno scenario che lo scrittore con tutta probabilità vede di buon occhio, dal momento che, nonostante la celebrità guadagnatasi in ambito fumettistico, e l’attività di sceneggiatore televisivo, The Private Eye: ovvero il retrofuturo di Brian K. Vaughan e Marcos Martin - Senza-titolo-4Vaughan snobba serenamente Facebook e Twitter. Una posizione in controtendenza ma non per questo rivelatrice di una attitudine conservatrice.
Infatti non sarà forse inedita ma sicuramente è singolare la scelta che Vaughan e il suo complice Marcos Martin hanno fatto per la distribuzione del loro fumetto, che viene venduto al momento solo ed esclusivamente in formato digitale e tramite un sito web (panelsyndicate.com/) creato appositamente. Distanti dalla pratica diffusa del crowdfunding, come da quella della pubblicazione free, The Private Eye è venduto direttamente dai suoi stessi autori al prezzo che i lettori decidono di pagare. Tramite Paypal, inserendo l’importo desiderato nel campo specifico ($ 0,00 o più, come recita la didascalia) e specificando l’idioma desiderato (al momento sono disponibili le versioni in inglese, spagnolo, catalano, portoghese e francese). I file sono privi di protezioni che ne possano impedire la diffusione.

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Dettagli che potrebbe indurre a pensare che il progetto sia vissuto come un esperimento marginale dai propri autori, un divertissement stravagante messo in piedi alla ricerca di visibilità; deduzione errata, perché la bontà e la cura dedicate alla serie sono perlomeno equivalenti a quelle di tante serie USA.
The Private Eye è l’ennesimo tassello apposto da un autore, Brain K. Vaughan, concentrato nel raccontare storie accessibili e piacevoli, ma allo stesso tempo in grado di spostare un po’ più in là l’asticella, per quanto riguarda contenuti e narrazione. Da Y, l’ultimo uomo fino al più recente Saga, i lavori dello scrittore si assumono il rischio e la responsabilità di trattare temi non banali, introducendo argomenti anche ostici, ma soprattutto affrontandoli tramite una narrazione che ricerca la complessità, e fortemente ostile a una prospettiva banalizzante, rassicurante e semplificatrice.
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Il tutto senza pregiudicare la godibilità della lettura, senza scimmiottare i serial televisivi e, sopra ogni cosa, senza dimenticare di mettere al centro la storia. Esemplare da questo punto di vista è la polemica (1)  risalente all’aprile 2013 tra l’autore e ComiXology, piattaforma dedicata alla vendita di fumetti in formato digitale. Pietra dello scandalo il numero 12 di Saga (serie scritta da Vaughan e disegnata da Fiona Staples), che a causa di alcune immagini ritenute sessualmente troppo esplicite inizialmente non fu distribuito per i dispositivi Apple. Lo scrittore accusò il sito di censura e, intervenendo in merito, colse l’occasione per invitare i propri lettori a scoprire il suo nuovo sito/progetto definito “del tutto libero dalle censure dei dirigenti aziendali”.
La querelle è stata poi risolta e lo scrittore si è persino scusato per le accuse rivolte (2) , ma il Panel Syndacate è ormai una realtà, e i confortanti dati di vendita di The Private Eye sono di sicuro da incoraggiamento per altri artisti.

The Private Eye: ovvero il retrofuturo di Brian K. Vaughan e Marcos Martin - Senza-titolo-2Dal punto di vista stilistico The Private Eye riprende alcuni temi classici dello sceneggiatore, come ad esempio il citazionismo: calcato sui personaggi ormai archetipici di scrittori come , il protagonista è un accanito lettore di libri cartacei (reali), i cui titoli sono sempre ben leggibili, così come sono riconoscibili i manifesti cinematografici che adornano le pareti di casa (tra cui non a caso The Maltese Falcon) (3)
Quella tra modernità e passato è una delle dicotomie centrali della storia, così come il contrasto (sapientemente sfruttato in chiave comica), tra il registro realistico adottato e le bizzarre maschere che identificano gli attori. In materia di citazioni, in questo caso più sottili e metabolizzate, merita una nota il riferimento al Watchmen di Alan Moore e Dave Gibbons.
Dal punto di vista grafico Marcos Martin (coadiuvato da Muntsa Vincente) svolge il suo compito in maniera soddisfacente: sfrutta con intelligenza il formato 16:9 costruendo tavole dalla leggibilità chiara. La colorazione digitale appiattisce in misura importante il suo lavoro, impedendo al lettore di soffermarvisi, anche se la mancanza di sfondi che interessa alcune tavole suggerisce una scelta fortissimamente votata alla sintesi grafica.

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Per chi fosse interessato al lavoro di preparazione della serie, è disponibile un making of, nel quale, nonostante la riluttanza di Vaughan, sono contenuti gli schizzi preparatori e i layout delle prime storie di Marcos Martin, oltre ad alcune pagine di sceneggiatura e persino le mail che i due autori si sono scambiati durante la genesi del lavoro.

Abbiamo parlato di:
The Private Eye #1-4
, Marcos Martin, Muntsa Vincente
Acquistabile on-line presso panelsyndicate.com
27 pagine, formato digitale (PDF, CBR, CBZ), colori  – prezzo a discrezione dell’acquirente

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Note:
  1. www.bleedingcool.com/2013/04/09/apple-bans-saga-on-ipad-and-iphones 

  2. www.comicbookresources.com/?page=article&id=44836 

  3. Tra i travestimenti adottati dai cittadini si possono cogliere sottili riferimenti ad altri fumetti (come ad esempio Little Nemo di Windsor Mc Cay), come ai “soundsuits” dell’artista contemporaneo Nick Cave, mentre il protagonista abita nello Chateau Marmont in cui morì nel 1982 John Belushi. 

2 Commenti

2 Comments

  1. Davide Grilli

    Davide Grilli

    20 novembre 2013 a 14:41

    Grazie, soprattutto per la segnalazione. Abbiamo rettificato.

  2. Marco Pellitteri

    20 novembre 2013 a 07:52

    Molto interessante e ben scritto! Solo un refuso: si scrive, se non erro, “syndicate”, non “syndacate”.

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