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Le Storie Bonelli #13 – Il Moschettiere di Ferro: moschettieri dimenticati con Gualdoni e Pontrelli

Le Storie Bonelli #13 - Il Moschettiere di Ferro: moschettieri dimenticati con Gualdoni e Pontrelli - bonelli-editore-storie-13-il-moschettiere-di-ferro-68872000130Il fumetto è un universo che fonda le sue basi su regole in parte scritte, continue citazioni e contaminazioni con opere di altri media e infinite possibilità di composizione.
Ed è proprio questa la strada che il tredicesimo numero della collana , Il moschettiere di ferro, prova a intraprendere, servendosi dei più famosi classici della letteratura mondiale a partire dai romanzi d’appendice di Dumas padre per finire con Collodi, passando attraverso miti come quello del Golem, assieme a numerose suggestioni prese dal cinema fantascientifico come Star Wars – La guerra dei cloni.
Il pericolo però, sperimentando tali formule ricche di elementi, è di infrangere quel legame che unisce la narrazione alla sospensione dell’incredulità, un incantesimo che può venir meno quando non tutti i tasselli quadrano perfettamente. Ed è proprio quello che succede nelle pagine del fumetto, dove la scelta del soggetto non sempre riesce nell’ardua impresa di amalgamare ogni sfumatura del disegno globale, pur mantenendo un ritmo capace di intrattenere il lettore dalla prima all’ultima vignetta.

Le Storie Bonelli #13 - Il Moschettiere di Ferro: moschettieri dimenticati con Gualdoni e Pontrelli - a4qzCL1eKmkMJTAFOHHfYh5gr+7sR6cHyYSECtf7Gwfj40uAqwmsw-In questo gioco di continue rievocazioni viene dipinta una Francia del XVII secolo, sotto l’ombra del mai troppo odiato cardinale Richelieu. Un contesto dove gli intrighi di corte, l’onore e il peso del proprio titolo nobiliare sono tutti fattori determinanti per il susseguirsi degli avvenimenti.
Facciamo così la conoscenza del giovane Luigi II di Borbone Duca di Enghien, destinato a un cammino affannoso, tra le molte insidie che lo attendono a causa della sua fedeltà al sovrano, ormai in balia e soggiogato dal sempre più potente cardinale. Ma l’entrata in scena di un misterioso moschettiere dalla maschera di ferro, muove ulteriormente le pedine in gioco su una scacchiera già affollata. La vicenda così si snoda tra inaspettate alleanze e ribaltamenti delle parti, con un D’Artagnan che sembra aver completamente abbracciato la propria parte oscura, seppur, dolga dirlo, le motivazioni di questo cambio di fronte siano, quantomeno, semplicistiche.
L’intreccio descritto da  prende dunque diramazioni non sempre coerenti, dove forse l’eccessiva carne al fuoco non dà modo alla sceneggiatura di incanalarsi verso argini più ristretti e sicuri, rendendo il tutto poco credibile.

Passi incerti si riscontrano anche nel comparto grafico a cura di  che, nonostante una discreta rievocazione delle architetture barocche, non risulta altrettanto fedele nella costanza delle fisionomie o delle rispettive proporzioni, unitamente all’uso ripetuto di inquadrature e prospettive, riproposte identiche in più frangenti. Il quadro generale si accosta a livelli di sufficienza, solo grazie ad alcune ombre e particolari ben tratteggiati, ambientazioni rievocative e sequenze funzionali all’azione in corso.

In definitiva, ci troviamo di fronte a un lavoro che avrebbe di certo meritato maggiore attenzione nella sua realizzazione, tanto a livello di scrittura quanto nel comparto grafico. Il tutto risulta così poco coerente con la contestualizzazione storica, senza che nessun buon intento ne risulti pienamente sfruttato. Questo perché i riferimenti alle opere citate cozzano tra di loro, spesso si appiattiscono a pedisseque riproposizioni di brani di testo o inquadrature, non facendo emergere nessun filone narrativo ben distinto, e rendendo ogni evento eccessivamente artificioso. 

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Abbiamo parlato di:
Le Sorie #13 – Il Moschettiere di Ferro
,
, Ottobre 2013
114 pag, brossurato, bianco e nero – 3,50€
ISBN: 9772281008006

1 Commento

1 Commento

  1. Giuseppe Saffioti

    Giuseppe Saffioti

    8 novembre 2013 a 11:28

    Con questo commento vorrei ringraziare nuovamente David Padovani, senza di lui questo articolo forse non sarebbe mai uscito e vivrebbe in un limbo di ripensamenti lessicali.
    Ringrazio anche tutta la redazione de LSB, stare sotto la loro ala protettrice è motivo di crescita e motivazione a migliorarsi.
    Farò certo tesoro di questa recensione.

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