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I supereroi vittoriani di Alan Moore nel primo volume della Lega degli Straordinari Gentlemen

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La grande letteratura, specie quella avventurosa e un tempo definita “per ragazzi”, aveva in sé una grande forza, che forse con gli anni si è un po’ persa, salvo alcune significative eccezioni. Erano romanzi che univano l’azione a una buona caratterizzazione dei personaggi, storie d’avventura che riempivano la mente del lettore di situazioni al di fuori dell’ordinario, che rapivano l’attenzione e coinvolgevano direttamente l’anima. La Malesia di Salgari, la luna di Verne, i Moschettieri di Dumas… sono solo tre esempi di plot che puntavano dritti ad una cosa: stimolare l’immaginazione.
I supereroi vittoriani di Alan Moore nel primo volume della Lega degli Straordinari Gentlemen - groupI protagonisti di queste opere erano forti, indomabili, romantici, determinati, positivi. Faticavano, soffrivano per perseguire il bene, e proprio attraverso queste difficoltà il lettore percepiva che il bene era un risultato che valeva la pena di raggiungere. Per questo, forse, erano particolarmente consigliati a lettori in età di formazione.

Cosa succederebbe, allora, se uno scrittore prendesse quei personaggi così iconici e li facesse interagire tra di loro, in quello che nel fumetto viene comunemente chiamato crossover?  ha evidentemente pensato che potesse nascerne qualcosa di positivo, e ha realizzato insieme a Kevin O’Neill La Lega degli Straordinari Gentlemen.

Ora, si potrebbe pensare che il Bardo di Northampton si sia fondamentalmente limitato a prendere in prestito personaggi già creati e a farli recitare insieme: in fondo, l’idea è molto forte già di per sé e potrebbe bastare per attirare l’attenzione. Ma Moore va oltre, in ossequio al proprio stile di scrittura e alla sua visione del mondo, e crea una trama in cui il mistero e l’inganno la fanno da padroni. Fin dal modo di presentare i protagonisti, lo sceneggiatore non mette in chiaro chi è chi, affidandosi ad ammiccamenti e allo stile grafico di O’Neill, richiedendo così la complicità del lettore per concludere questo grande affresco citazionista.
Il passo ulteriore è quello di creare un parallelo tra questi eroi della letteratura e gli eroi dei comics americani: se i supereroi si uniscono in gruppi come i Vendicatori o la Justice League, perché nell’Inghilterra dell’Ottocento non potrebbero agire in comune alcune persone dotate di particolari abilità, che al servizio della Regina potrebbero essere ben sfruttate laddove uomini normali non potrebbero agire in modo risolutivo?

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A completare il quadro, Moore inserisce queste “celebrità” (Allan Quaterman, Wilhelmina Murray, il capitano Nemo, l’uomo invisibile e Dottor Jekyll/Mr. Hyde) e il concetto di crossover in una trama articolata e dai risvolti prima noir e poi avventurosi, sfociando nello steampunk.
Come nota infatti uno dei maggiori conoscitori italiani di questo genere, Marco Carrara, La Lega degli Straordinari Gentlemen è un perfetto esempio di opera steampunk:

Il buon Steampunk è sia buona fantascienza (o science-fantasy) che un gioco di citazioni storiche e letterarie rivolto agli appassionati della fantascienza d’epoca e agli amanti dell’Ottocento. L’opera che rappresenta il miglior esempio di gioco di citazioni, a mio parere, non è un romanzo, ma un fumetto: The League of Extraordinary Gentlemen. Quasi in ogni vignetta vi è una citazione dalla letteratura d’epoca, sotto forma di piccoli dettagli. […] Se The League of Extraordinary Gentlemen è un esempio splendido di Steampunk è perché non ha rinunciato a nessuno di questi aspetti e li ha resi invece il proprio punto di forza. La cultura storica e letteraria, lo studio serio, non sono un peso o un vincolo a cui adeguarsi: sono il trampolino con cui spiccare il salto della fantasia. (1)

I supereroi vittoriani di Alan Moore nel primo volume della Lega degli Straordinari Gentlemen - bao-publishing-lega-straordinari-gentlemen-lega-degli-straordinari-gentlemen-70297000010In questa atmosfera, i protagonisti indagano passo a passo, dapprima su loro stessi e sulle loro particolarità – e Moore è abile nell’usare questo stratagemma per svelare i personaggi nella sua ottica, pur riservandosi di lasciare ancora aloni di mistero da risolvere più avanti – , poi sulla cavorite, un misterioso minerale che potrebbe rivelarsi un’arma distruttiva nelle mani sbagliate. E quando, naturalmente, le mani sbagliate se ne appropriano, è il momento in cui l’azione la fa da padrone, con scene in cui l’estro del disegnatore ha modo di sbizzarrirsi.
Non mi soffermerò sul cattivo che Quaterman e soci devono affrontare: essendo la sua stessa identità, e soprattutto il suo ruolo nella società inglese descritta, uno dei punti forti del volume, si rischierebbe di rovinare la lettura della storia. Basti dire che l’idea funziona e viene sfruttata benissimo da Moore.

Si potrebbe paragonare questo primo volume ad un concerto dei Doors: laddove interpreterebbe la parte di Jim Morrison, in grado con le sue parole di affascinare chi le legge/ascolta e di riflettere tramite esse a un livello più profondo di quello superficiale, Kevin O’Neil sarebbe Ray Manzarek, che al posto delle tastiere psichedeliche ha una matita e con essa fa meraviglie che incantano e incorniciano l’insieme del fumetto/canzone. Ed esattamente come un concerto dei Doors, anche il primo volume della Lega degli Straordinari Gentlemensi muove in perfetto equilibrio tra una forza rock e dirompente e una raffinatezza rara, un’eleganza che appare evidente dal tratto dettagliato e particolare, ma che naturalmente si può riscontrare anche nella storia imbastita da Moore.

L’edizione BAO Publishing, che ha riportato in libreria e fumetteria questo prodotto, è molto buona: si tratta di un cartonato con sovraccoperta (che presenta una cover differente da quella stampata sulla copertina), e che in coda alla storia raccoglie tutte le copertine originali e anche il racconto in prosa Allan e il velo lacerato, che rappresenta la “bonus track” del volume. Unico neo, il formato ridotto rispetto all’originale, che però non sacrifica in modo avvertibile le belle tavole di O’Neill.

Abbiamo parlato di:
La Lega degli Straordinari Gentlemen – Volume 1, maggio 1898
Alan Moore, Kevin O’Neill
Traduzione di Michele Foschini
BAO Publishing, luglio 2013
192 pagine, cartonato, colori – € 19,00
ISBN: 9-788865-431566


Note:
  1. www.steamfantasy.it/blog/2013/03/19/introduzione-allo-steampunk-parte-prima/ 

2 Commenti

2 Comments

  1. Andrea Bramini

    Andrea Bramini

    7 novembre 2013 a 23:47

    Ciao Domenico.
    A mio parere il lettering non soffre della dimensioni del volume. Le parole nei balloon mi paiono nella media, come dimensioni, rispetto ad altri titoli, mentre per quanto riguarda la parte in prosa viene utilizzato un font forse leggermente più piccolo, ma in entrambi i casi nulla di illeggibile o di faticoso per gli occhi.
    Grazie a te per aver letto il pezzo. A presto!

  2. Domenico

    7 novembre 2013 a 15:36

    Ciao, aspettavo da tempo un articolo da un magazine di settore su la “Lega” di Moore/O’Neill e siccome s’è parlato alla fine di “neo” riguardo il formato leggermente ridotto volevo chiedervi: quanto incide sul lettering? Il contenuto dei balloons e della prosa è piccolo da sentire gli occhi sforzati e/o stanchi?
    Grazie dell’attenzione e delle eventuali risposte.
    Buon Lavoro
    Saluti
    Domenico

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