Interviste

Festival Komikazen 2013: con Elettra Stamboulis tra fumetto, politica e mille difficoltà

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Shout

Dal 2005 il festival porta in Italia gli autori internazionali che si occupano di fumetto di realtà. Negli anni ha per primo diffuso le opere di Joe Sacco, Marjane Satrapi, Rutu Modan, Aleksandar Zograf, Danijel Zezelj, Felipe H. Cava, Phoebe Gloeckner e molti altri.
Nel giorno dell’apertura del festival 2013, vi proponiamo un’intervista con , art curator, sceneggiatrice, scrittrice e una degli organizzatori del Festival .

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Lorenzo Mò per Komikazen

Komikazen è un festival che esiste da nove anni. In che modo si sono modificati i rapporti con le istituzioni? Avete avuto una ricaduta del periodo di crisi sulla raccolta di fondi pubblici e privati? Quali margini di operatività avete ora come ora?
Komikazen è nato come effetto delle mostre e workshop organizzati con Joe Sacco e Marjane Satrapi. L’allora assessora alle Politiche Giovanili capì che c’era qualcosa di nuovo nell’aria, che avevamo intercettato, a cui andava dato spazio e voce. Era finanziato, poco ma regolare, dalla Regione Emilia Romagna attraverso il circuito giovani artisti. Anche per questo si è sempre caratterizato come uno spazio non solo di promozione, ma anche di produzione e sostegno ai giovani disegnatori.
Nel tempo i finanziamenti dagli enti territoriali non sono scemati, ma solo irrigiditi: non c’è più quel dialogo proficuo tra operatori culturali e politica. Tutto si riduce a cercare eventualmente i pochi denari, senza condividere pensiero, strategie, anche positività.
Negli ultimi due anni il Comune ha sostituito alla Regione le fondazioni bancarie o gli sponsor con i quali dialoga, per le stesse cifre (stiamo parlando di 20.000 euro in totale); fino a quest’anno in cui le risorse sono diventate addirittura 17.000 (per l’80% da erogare dopo l’iniziativa).
Non posso dire che questa scelta sia direttamente collegabile alla crisi di fondi pubblici e privati, anche se la contrazione c’è stata anche per altri soggetti, che però navigavano su cifre ben diverse.
L’anno scorso c’era stato il positivo riscontro del bando Italia Creativa del Ministero e Anci, che abbiamo vinto a sorpresa con Reality Draws, e che ci ha permesso di fare un bando nazionale, un workshop residenziale, premiare una residenza d’artista, un reportage all’estero e un libro che verrà presentato quest’anno a Komikazen 2013. Purtroppo per il momento il bando è fermo: con meno soldi di tutti gli altri vincitori (sostanzialmente la metà) abbiamo prodotto veramente tanto.

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Federico Manzone

L’impegno politico e lo sguardo non allineato del festival Komikazen sono sempre stati chiari, quest’anno però fate un ulteriore balzo in avanti e richiamate in modo molto diretto lo slogan di Occupy Wall Street, volgendo ulteriormente in positivo la sua carica creativa.
Ci puoi parlare della performance artistica a cui avete pensato?

L’edizione di quest’anno si ispira esplicitamente alle pratiche artistiche e politiche dell’attivista cinese e artista Ai Weiwei. 99 disegnatori verranno dall’Italia e dall’estero a loro spese portando ciascuno una tavola originale ispirata al tema “Noi siamo il 99%”.
Gli artisti troveranno uno spazio con le cornici vuote e dovranno apporre la propria tavola durante l’inaugurazione nella cornice. Firmeranno poi su una didascalia bianca, che sarà sostanzialmente l’unica guida alla visione della mostra.
Non ci sarà lavoro curatoriale. Ci saranno microfoni a disposizione e gli artisti potranno fare dichiarazioni che non superino lo spazio di un tweet. Ci sarà una diretta in streaming di tutto l’evento su www.ustream.tv/channel/novantanovex100.
Sarà un atto politico, prima che artistico. Che riguarda tutti i “cognitari”, cioè i precari della cultura, che non vengono considerati lavoratori. Oppure lo sono solo se istituzionalizzati.
Il finanziamento ricevuto permette sostanzialmente di pagare le cornici, la guardiania, i manifesti, gli inviti e aggiornare il sito. Persino l’ufficio stampa ha lavorato a un costo simbolico, per sostenere questa iniziativa, che interessa tutti coloro che si occupano a vario titolo di cultura. E che in questo contesto sembra non siano lavoratori: vengono usati spesso come specchietto per le allodole o per allestire importanti buffet.
Ah, a proposito: verranno consegnate 99 pizze da altrettanti portapizza. Un altro simbolo dei nostri tempi…

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Matteo Fenoglio per Komikazen

Quest’anno il festival del fumetto di realtà fa un passo ulteriore: si passa, come scritto nell’introduzione sul sito, dalla fotografia del reale a un’azione artistica.
In che modo pensate che l’arte possa influire sul reale?
L’arte non influisce sulla realtà direttamente, la intercetta e la risputa fuori. Ma ci sono pratiche artistiche che possono influire sul reale: tutto il movimento di Occupy ha utilizzato a vario titolo e con varia intensità pratiche artistiche, dallo stencyl, alla grafica, al video, alla fotografia, alla musica… Basti pensare all’esperienza di Occupy Gezi a Istanbul, fortemente caratterizzata dall’attivismo artistico, che significa non solo creare un’opera, ma assumenersene la responsabilità fisica.

Che prospettive vedete per il futuro del festival?
 Sinceramente non rosee. Ma non siamo preoccupati: le cose possono anche finire. Siamo pieni di idee. E se questo tempo e luogo non è interessato a questa esperienza, faremo altro, o faremo altrove. Crediamo, abbiamo la presunzione di credere, di avere seminato molto. Quando abbiamo cominciato, nessuno parlava di fumetto di realtà: oggi è diventata ormani un’etichetta (obviously, nella versione inglese di Graphic Journalism o Novel) da affibiare a qualsiasi cosa. Nessuno faceva mostre di fumetto curatoriali, ora ce ne sono numerose. Sono cresciuti disegnatori e sceneggiatori partecipando a mostre, workshop, concorsi. Siamo soddisfatti del percorso realizzato. Certo però non possiamo continuare a farlo a queste condizioni.

 

Festival Komikazen 2013
www.komikazenfestival.org

Komikazen 99%
A cura di e Gianluca Costantini
Dal 12 al 27 ottobre 2013
Inaugurazione sabato 12 ottobre ore 18 alla presenza degli autori
MAR Museo d’arte della città – Ravenna Via di Roma n. 13
Orari: dal martedì al sabato 9-13.30. Martedì, giovedì, venerdì e domenica 15-18. Lunedì chiuso.

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