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Matteo Casali: il giorno in cui ammazzai gli X-Men. Tutti

Matteo Casali: il giorno in cui ammazzai gli X-Men. Tutti - speciale

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è uno degli sceneggiatori italiani che calca il palcoscenico internazionale del fumetto già da parecchio tempo. Dall’inizio degli Anni 2000 ha cominciato a scrivere storie per la DC Comics (Catwoman, Jusitce League Unlimited, Batman:Europe) e per la , come Iron Man:Titanium.

In questo suo articolo Matteo ci parla della storia che ha scritto qualche anno fa per What If?Astonishing #1, ancora inedito in Italia, omaggiandoci anche con alcuni estratti dalla sceneggiatura originale.

Matteo Casali: il giorno in cui ammazzai gli X-Men. Tutti - Astonishing-X-men_01A pensarci bene, forse non è stato il modo migliore di iniziare.

Voglio dire, quando nel maggio del 2009  Justin F. Gabrie, che all’epoca faceva l’editor della Marvel, mi contattò per chiedermi se fossi interessato a scrivere una storia per loro, anzi due, ero ovviamente molto contento. Ero un lettore entusiasta de L’Uomo Ragno e soci fin dai tempi della Marvel-Corno (che usavo anche per nascondere le mie letture “proibite” del Necron di Magnus quando ero più che minorenne, ma questa è un’altra storia). L’Arrampicamuri era, tra l’altro, il mio personaggio preferito e dicendo questo potrebbe sembrare che io stia andando fuori tema. E invece no. Perché le storie che la Casa delle Idee mi chiese di scrivere erano due What If?, che non dovrei aver bisogno di dire cosa sono ma non si sa mai e allora diciamo che sono storie ipotetiche, come le porte scorrevoli di quel film che tutti citano anche se non l’hanno mai visto, come me.
E una di queste doveva essere una storia che avesse come protagonista l’Uomo Ragno (che non chiamerò mai Spider-Man) di ritorno dall’universo di House of M, dove però trovava una Gwen Stacy rediviva, che garantiva caos per via della presenza della moglie Mary Jane. Un casino affettivo che non avevo voglia di affrontare, forse, ma più probabilmente si trattava di una vera e propria ansia da prestazione per il mio personaggio preferito da bambino. Insomma, mi chiesero due soggetti e io dissi, “No, grazie. Ve ne mando uno solo.” Cosa che a tutt’oggi mi fa guadagnare insulti da amici e colleghi ogni volta che lo racconto.
Adesso potete insultarmi anche voi, tanto la digressione finisce qui e parliamo finalmente dei nostri amati mutanti.

Matteo Casali: il giorno in cui ammazzai gli X-Men. Tutti - 021Nonostante quello che ho fatto nella storia che è (dovrebbe?) essere oggetto di questo articolo, sappiate che gli sono diventati il mio fumetto di supereroi preferito fin dalla prima metà degli anni ’80. Sì, sono così vecchio. Non solo, ho speso fior di quattrini, quando il cambio con il dollaro era un furto, per acquistare la serie in lingua originale dal 1987 in poi, anche se a un certo punto mi sono stancato e ho smesso. Fenice Nera, l’insopportabile Ciclope, Wolverine che diventava vagamente ripetitivo… lungo gli anni, le storie belle e quelle molto brutte. Ma i mutanti mi sono sempre piaciuti, giuro.
E quando Justin mi disse che la “tematica” del What If? a me assegnato era basata sulla gestione di & John Cassaday della testata Astonishing X-Men, che mi era piaciuta parecchio, ho detto un deciso sì. Anche perché, in caso contrario, la mia collaborazione con la Marvel sarebbe finita prima di cominciare.
Justin aveva letto i miei Catwoman e Justice League Unlimited usciti per la DC Comics (qui dovrebbe partire il blah blah blah da “primo sceneggiatore italiano che…” ma ce lo risparmiamo – comunque, sì: fui il primo sceneggiatore italiano che blah blah blah) e gli erano piaciuti, quindi disse di scegliere un punto qualsiasi nella storia di Whedon & Cassaday per installare la mia porta scorrevole.
E io sapevo perfettamente cosa volevo fare.
E volevo che fosse Danger a farlo.

Perché avevo sempre pensato che fosse un’idea geniale. Una personificazione incazzosa della celebre Stanza del Pericolo che poteva finalmente farla pagare agli X-Men per tutte quelle sessioni di allenamento da cui era obbligata, per via del suo sistema operativo, a uscire sconfitta. Praticamente, una Rivincita dei Nerd al cubo, come la volta che il vostro amico, che perdeva sempre nei duelli al coin-op del bar, finalmente vinceva e sparava grida da finale dei mondiali e fine della Grande Guerra insieme, facendo il gesto dell’ombrello a ripetizione (accompagnato da un “Toh!” per ogni colpo) a chiunque avesse la sfortuna di incrociare il suo sguardo – poi il barista lo sbatteva fuori, facendolo tornare alla dimensione di perdente e la volta successiva si ripartiva dall’inizio, proprio come nelle storie di supereroi.
Ma dicevamo, Danger. Mi sono chiesto cosa potessi spingerla a fare di davvero speciale. E fu allora che la mia proverbiale (quasi autistica) memoria dei tempi andati mi venne in soccorso, riportando alla mente le storie dei Vendicatori (che non chiamerò mai Avengers) in cui Ultron cercava una sposa ideale per quel gran pezzo di androide che era.

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Pag. 3 Sceneggiatura originale

 

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In questa pagina vediamo gli X-Men fare a pugni con Danger, come si vedeva in Astonishing X-Men #9/10 (si veda il riferimento nelle vignette 3.1 e 3.2). La mia aggiunta, ovviamente è Ultron. È interessante vedere come Mike abbia fatto delle modifiche rispetto alle mie richieste per “alleggerire” la tavola. A questo proposito, la scelta di cambiare la vignetta 3.3, però, non è stata forse azzeccatissima. Se, come chiedevo nella sceneggiatura, Ultron fosse stato inquadrato in volo mentre “taglia la vignetta da sinistra a destra in questa striscia sottile”, la tavola avrebbe guadagnato ancor più respiro.

E così mi misi a scrivere.
Immaginai che Ultron sentisse il “richiamo” di Danger e riconoscesse in lei la sua moglie ideale, feroce e perfetta e corresse subito da lei per chiederle la mano. Nel frattempo la sua sposa cibernetica aveva steso gli X-Men, come accade nella storia originale. La mossa di Ultron faceva però scattare l’allarme dei Vendicatori, che volavano al capezzale dei mutanti pesti e logori per una battaglia finale contro la minaccia con cartello oggi sposi appeso al paraurti. E i due piccioncini, viste le rispettive caratteristiche, facevano secchi i Vendicatori E gli X-Men. Tutti. Nel frattempo, la Mega-Sentinella (dai, la storia la conoscete, se state leggendo questo speciale…) torna a Salem con un incosciente Professor X che viene ucciso da Ultron, senza tanti complimenti. Si salva solo la Visione, uno che mi è sempre piaciuto un sacco, che diventa un araldo per Ultron e la sua sposa, mentre calano su New York come prima tappa della loro conquista sanguinaria. E l’ultimo pensiero cosciente di Visione sembra raggiungere nel sonno Scarlet, rimasta alla base dei Vendicatori, che si sveglia pronta a distruggere tutto. Come in Vendicatori Disuniti, tanto per chiudere il cerchio.
Che trovo sia sempre un bel gesto (chiudere il cerchio, intendo, non distruggere tutto).

La storia venne approvata, ma sorse un problema.
Perché tutto sarebbe stato come l’avevo pensato io, se solo Whedon & Cassaday non se la fossero presa bella comoda, all’epoca. La ferrea continuità Marvel mi impediva di usare i Vendicatori e Visione che, se arrivati ad Astonishing X-Men #10 (si fa per dire) erano ancora felici e attivi, per quando uscì finalmente il #11, erano già morti, sepolti, disuniti e infelici. Evviva.

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Pag. 5 Sceneggiatura originale

 

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PAGE 5
Qui è dove Danger e Ultron “fanno conoscenza” per la prima volta. È un colpo di fulmine, gente. Momenti che vale la pena notare: Ultron pieno di “teCNosterone” che gira attorno a Danger per “rifarsi gli occhi” (cfr. la vignetta 5.2) e l’esecuzione degli studenti della scuola. Anticipazione di quello che sta per succedere…

Così ho ripreso in mano la storia e l’ho riscritta, concentrando l’attenzione solo sulla fine degli X-Men, perché ero proprio deciso a farli fuori tutti, pare, e alzando addirittura la posta. Perché una volta eliminati i poveri mutanti grazie ai poteri di Ultron, che, diciamocelo, sono piuttosto impressionanti (e stranamente gli X-Men non ci avevano mai avuto a che fare, ma ci torniamo dopo…), Ultron uccide Xavier, così come avevo previsto nella prima stesura, sbloccando l’ultimo “interruttore di sicurezza” di Danger. Non paghi, essendosi “modificati” l’un l’altra in quella che è in tutto e per tutto una scena di sesso robotica, i freschi sposi si avviano verso lo spazio per conquistare l’impero Shi’ar, pianeta d’origine della tecnologia di Danger. Da lì in poi, non ci saranno limiti per questa coppia super potenziata, fino all’incontro con la razza cibernetica Phalanx, che li adotterà come figure genitoriali e con la quale potrebbero porre fine a tutta la vita nell’universo.
Oh, lo dice l’Osservatore nell’ultima pagina. Non so voi, ma io gli credo.

A Justin la seconda stesura piacque più della prima e pochi giorni dopo, comunicandomene l’approvazione definitiva, mi resi conto del rischio che avevo consapevolmente corso. Le storie proposte per l’ondata di What If? del 2009, erano infatti un cosiddetto bake-off, ovvero una “infornata” di storie proposte da tanti autori allo stesso tempo e sugli stessi argomenti. Le migliori, quelle che uscivano “cotte meglio”, venivano realizzate. Per tutti gli altri c’era un “Grazie, sarà per un’altra volta.”
Ma ricapitoliamo un attimo. La Marvel mi chiede di fare due proposte per i What If? e io decido di farne una sola, riducendo del 50% la possibilità di realizzare il sogno di una vita. Poi mando una proposta, una, per una storia con gli X-Men che viene approvata.

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Pag. 6 Sceneggiatura originale

 

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PAGE 6
…a partire dalla “frittura” del cervello di Xavier, sconvolto dal feedback psichico del massacro mutante. Poi ci “avviciniamo pericolosamente”, con la telecamera, ai due piccioncini che iniziano a tubare. È interessante notare come sia andato perduto un effetto che chiedevo in modo specifico nella vignetta 6.6, quando faccio riferimento a come le due battute dovessero fondere insieme gli eventuali (non potevo esserne sicuro, mentre scrivevo) balloon specifici di Ultron e Danger, che sono invece diventati due didascalie di “proprietà” di Danger. Se fosse stato fatto quanto avevo chiesto, avremmo avuto i due balloon per metà squadrati (come “parla” Danger) e per metà con gli angoli arrotondati (come sono i balloon di Ultron), così da rendere l’idea che i due automi avessero raggiunto insieme il culmine del loro amplesso tecnlogico.

Devo smetterla di contare sulla mia fortuna, mi sa.
Andata com’è andata, mi sono messo a scrivere la sceneggiatura, divertendomi un sacco a trovare le voci dei personaggi e immaginando modi originali per ammazzare i miei amati (?) mutanti. La morte che preferisco è quella di Emma Frost (a tavola 9, vedere per credere).

Il disegnatore che mi venne affiancato era Mike Getty, che mi lasciò senza fiato dai primi studi di personaggi che mi fece avere (e che credo di aver postato sul mio trascurato blog, qualche tempo fa). Le sue tavole erano davvero convincenti, anche se temo che i colori di Joerge Maese, ottimi a schermo, siano venuti troppo scuri in stampa e abbiano finito per soffocare un po’ il disegno.

Colori che potete comunque ammirare a fine articolo nelle tavole che, insieme ai ragazzi de LoSpazioBianco, abbiamo scelto e che arrivano corredate dalla sceneggiatura, ovviamente in inglese, perché è così che l’ho scritta – quando facevo traduzioni, anni fa, gli autori americani sapevano sempre e solo due parole italiane: “Traduttore-Traditore!” (e giù a ridere…) perché è risaputo che nell’adattamento, qualcosa va sempre perso. Io ho la fortuna di non averne bisogno, quindi spero sia divertente per voi da leggere anche così.
In caso contrario, siete autorizzati a odiarmi un altro po’.

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Pag. 9 Sceneggiatura originale

 

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La “striscia vertiginosa” che avevo chiesto è sparita per lasciare spazio a una versione più ba-BOOooom della 9.6. le vignette da 9.2 a 9.4, invece, raccontano la morte di Emma Frost come l’ho immaginata per mano di Ultron. La Regina Bianca è l’ultima a cadere, quindi a lei va tutto il nostro rispetto, anche se la “canzonatura” di Ultron (la citazione è così chiara che credo farei un torto alla vostra intelligenza spiegandola). Questa è una scena di cui restai molto soddisfatto e che piacque parecchio anche in redazione.

Potrei chiudere dicendo che è stata un’esperienza straordinaria, che vorrei tanto vedesse la luce anche in Italia per Panini – hanno garantito che verrà pubblicata prima o poi, così come è stata pubblicata Iron Man – Pioggia Pesante la mia seconda storia breve Marvel, vista su Iron Man e i Vendicatori #46.
Ma permettetemi di aggiungere che è stata una soddisfazione vedere che la Marvel si è finalmente accorta del potenziale di un personaggio come Ultron. Quando vidi per la prima volta le anticipazioni di Age of Ultron non riuscii ad evitare di sorridere. Perché il (presuntuosissimo!) pensiero che qualcuno, leggendo le mie modeste dodici pagine di What If?, possa aver pensato, “Questo mangiaspaghetti non ha poi tutti i torti…” e abbia deciso di fare di Ultron il cazzutissimo caposaldo di un megaevento così importante, fa girare un po’ la testa. Se poi ci mettiamo anche che Avengers – Age of Ultron sarà il titolo per il sequel del recente blockbuster Marvel diretto da , lo stesso che scrisse la storia che ispirò la mia, be’, il presuntuosissimo pensiero di poco fa diventa una soddisfazione ingiustificata e inaccettabile.
Ma l’idea mi piace comunque, quindi lasciatemi crogiolare in questa idea ridicola, dai.
Scherzi a parte, permettetemi di aggiungere che restai davvero sorpreso quando, il giorno prima della vigilia di Natale di quell’anno, Justin mi chiamò per dirmi che aveva tra le mani l’albo. Sapeva che io non avevo ancora avuto modo di vederlo e si disse davvero contento del risultato, complimentandosi per il lavoro che io e Mike avevamo svolto. Io ero senza parole per l’attenzione che la Casa delle Idee mi dimostrava con quella chiamata, ma riuscii a ricambiare li auguri di buone feste e riattaccai senza parole.

Dopo tutto, avevo ammazzato gli X-Men. Tutti.
E sotto Natale, per di più.

Abbiamo parlato di:
What If Danger became a bride of Ultron?
in: What If? Astonishing X-Men #1 (One Shot)
, Mike Getty
, Febbraio 2010
40 pagine, spillato, $ 3,99

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