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Le Storie Bonelli #12 – La pazienza del destino: Paola Barbato e Giovanni Freghieri tra le ombre di Hollywood

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Come tutti i luoghi nati dalla speculazione, 
alimentati dal troppo denaro
e abitati da gente che ieri non aveva nulla e oggi ha tutto.
Hollywood è dunque la più strana
tra le combinazioni di contrasti. 

Le Storie Bonelli #12 - La pazienza del destino: Paola Barbato e Giovanni Freghieri tra le ombre di Hollywood - la-pazienza-del-destino-cover-227x300Con queste poche righe, la scrittrice Oriana Fallaci denuncia la società hollywoodiana con la schiettezza che solo lei poteva ostentare; additando i suoi protagonisti come una specie umana al di fuori del convenzionale; il risultato di una serie di particolari eventi consequenziali, senza grandi meriti che ne potessero bilanciare gli svariati difetti.

A dare un’ulteriore visione di tale realtà parallela, questa volta tramite il medium del fumetto, è l’autrice , coadiuvata dal tratto di ; alle prese con quel miscuglio di cipria, fondotinta, sorrisi falsi troppo spenti, stelle decadenti e luci abbaglianti. Lo fa in una cornice che mischia i canoni classici del Noir anni 30 con un retrogusto di vintage fresco e vibrante; quel mondo dove il bianco e il nero racchiudono tutte le sfumature dell’animo umano, un mondo fatto di impermeabili a doppio petto, cappelli dalla visiera atti a nascondere perennemente gli sguardi, sigarette sempre accese anche sotto la pioggia, e barman apparentemente distratti, ma con orecchie sempre attente.

In tale affresco, la Barbato riesce nell’ardua impresa di partorire una storia tanto antica quanto pienamente godibile anche ai giorni nostri; dove l’amore si scontra inevitabilmente con gli interessi professionali, dove l’ossessione per la propria immagine pubblica distorce la visione della realtà,e i soldi muovono troppi ingranaggi di un palcoscenico ricolmo di paradossi.
Le Storie Bonelli #12 - La pazienza del destino: Paola Barbato e Giovanni Freghieri tra le ombre di Hollywood - la-pazienza-del-destino-le-storie-bonelli-121È così che facciamo la conoscenza dei nostri protagonisti, i cui volti portano alla memoria i mostri sacri di un cinema lontano. Abbiamo così un vissuto investigatore Douglas Monroe con le sembianze di un etereo Humphrey Bogart, l’attore Barry Meville con le fattezze ridisegnate di un ribelle Marlon Brando che ha chiesto in prestito i baffetti di Clark Gable; per finire con la diva del momento Rosie Carlyle dal temperamento di una Marilyn insopportabile e l’eleganza glaciale di una Grace Kelly.
In principio, tutti i fotogrammi di questo sceneggiato sembrano susseguirsi in maniera prevedibile, assottigliandosi verso una banale questione di sentimenti inespressi e sogni infranti; ma è proprio quando il lettore sembra possedere il fil rouge dell’intera matassa, che la Barbato annienta le poche certezze maturate di vignetta in vignetta, affollando le sequenze e il susseguirsi degli eventi, per poi stupire gli spettatori facendo cadere le maschere e invertendo il gioco delle parti, dove le vittime si riveleranno i peggiori carnefici e i lupi avranno paura delle pecorelle smarrite.

Le Storie Bonelli #12 - La pazienza del destino: Paola Barbato e Giovanni Freghieri tra le ombre di Hollywood - 27682_rg_st12tav01-287x400Unica pecca da segnalare, in una sceneggiatura capace di mantenere sempre viva l’attenzione, e perfettamente godibile dal principio alla fine, è l’adozione dell’ormai consumato espediente narrativo dello spiegone finale, irrompendo forse in modo eccessivamente brusco sul finire del racconto, ma che allo stesso tempo pone i dovuti contorni alle nebbia dell’incertezza e facendo luce nelle zone d’ombra.

Ai pennelli troviamo un Freghieri estremamente ispirato, tanto nel tratto quanto nella consequenzialità delle scene; vignette che sembrano istantanee di un film sospeso nella  staticità del disegno.
Il tutto viene impreziosito da giochi di ombre graffiate che si sposano con un tratto assolutamente pulito e pregevole; giochi di luce che donano atmosfera alle scene, prospettive azzeccate e primi piani da locandina.
Risulta di altissimo livello anche l’attenzione ai particolari, tanto per gli oggetti, quanto per gli fondi. Il tutto racchiuso in una patina di malinconia.

In definitiva, uno sposalizio perfettamente riuscito tra il linguaggio della vignetta e il talento registico di un giovane Michael Curtiz in erba. Un ottimo numero di una interessante collana, portata avanti dalla casa editrice milanese, e che si spera possa regalare altre gradite sorprese.

Abbiamo parlato di:
#12 – La Pazienza del Destino
,
, Settembre 2013
114 pagine, brossurato, bianco e nero – 3,50€
ISBN: 9772281008006

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