Interviste

Simone Bianchi: Ego Sum

immagine1-10031

Simone Bianchi: Ego Sum - immagine1-1003Dal sito stesso della casa editrice (www.pavesio.com) possiamo leggere di questa nuova fatica di , Ego Sum.

Non ha identità e non ha scrupoli, ma soprattutto Sarihan non ha più niente da perdere. I suoi persecutori sono invisibili, e lo hanno sconfitto. Cosa è successo alla sua memoria e perché qualcuno ha nascosto nel suo organismo indizi di un passato in cui fatica a riconoscersi? Perche’ orribili creature assalgono la sua mente lanciandogli messaggi sconvolgenti? Da dove arrivano e cosa hanno a che fare con la sua ricerca? Dal sottobosco criminale allo spazio cosmico. Una fuga rocambolesca e una caccia senza esclusione di colpi, per stanare la preda più sfuggente: se stesso.

Grazie al disponibilissimo Flavio Troisi, abbiamo rivolto a Bianchi alcune domande su Ego Sum.

, anni di professionismo e di importanti collaborazioni, eppure forse fuori dal “giro” dei nomi più noti del panorama italiano – condanna di tutti coloro che non fanno della serialità la loro bandiera. Ti ritrovi in questa considerazione? Pesa a volte questa situazione?

Finalmente un’ ottima domanda!!!!!!!! (grazie! – ndr)
Richiederebbe eoni di tempo per poter avere una risposta adeguata, ma saro’ il più breve possibile.

Primo:
Ho “solo” 31 anni e come sai bene nella mia professione ( è un modo brutto per definire altrimenti quello che sarebbe più giusto chiamare una passione ) posso essere considerato un bambino, che è quello poi che effettivamente mi sento a tutti gli effetti e anche per mille altre questioni inerenti la mia vita.Penso di avere tutto il tempo di questo mondo per rientrare a pieno merito in quello che tu, giustamente, chiami il “giro dei nomi più importanti”.

Secondo:
Questo è stato ed è il mio percorso (che in un’altra sede potrei definire “Karma”)!!! Non rimpiango niente di quello che ho fatto e delle scelte che, penso, coraggiosamente ho preso. Sono pienamente soddisfatto dei lavori, delle collaborazioni e di cio’ che finora ho realizzato. Voglio non scordarmi che comunque sono un privilegiato a fare, a tempo pieno, quello che amo fare e che, guarda caso, mi pagano anche per farlo ( e anche da questo punto di vista non ho assolutamente niente di cui lamentarmi!!!). Voglio non scordarmi che la stragrande maggior parte delle persone non ha avuto o non ha questa mia solita fortuna ( che poi solo fortuna non è ).

Sono fiero, profondamente sereno e sinceramente grato di potermi svegliare ogni mattina e occuparmi esclusivamente di disegnare, scrivere o dipingere, considerato che queste discipline oltre a potermi permettere di mangiare, offrire qualche pizza alla donna che amo quando me lo permette e alle altre quando non lo fa, viaggiare, pagare il mutuo della casa e comprare la quantità indecente di libri, fumetti, cd e film con cui solitamente mi drogo, sono anche uno straordinario mezzo per conoscermi meglio, disciplinare la mia indisciplinatissima vita interiore o più semplicemente, in una parola sola, “crescere”.

Se capisci esattamente quello che voglio dire ti rendi anche conto che non ci può essere nessun “peso” nel non far parte di quel “giro” di cui all’inizio di questa chilometrica risposta. Non provo più nessun tipo di risentimento (anche se per un periodo sinceramente l’ ho fatto) per tutte quelle condizioni, persone o situazioni che non mi hanno permesso di entrare in quella serialità che sicuramente mi avrebbe “regalato” più fama ma allo steso tempo anche molte più costrizioni. Sono stati i miei “nemici” buoni, e oggi li ringrazio. Concludo con una frase del mio illuminatissimo padre, Giampaolo: “Non puoi sfuggire tanto all’insuccesso quanto al successo”.
Non devo fare niente, solo sedermi sulla riva del fiume con i miei colori, pennelli, matite ed aspettare.

Ego Sum è un’opera importante, sia in se’, sia perché rappresenta il primo passo della divisione francese della Vittorio Pavesio. Come vivi questa “responsabilita’”?

Faccio quaranta vasche a nuoto tutte le mattine, anzi, al momento, un giorno sì e uno no, quindi penso di avere le spalle abbastanza larghe per poter sopportare questa che è contemporaneamente una responsabilità ma anche un enorme soddisfazione. Sono pronto ad accogliere tanto le critiche ( che comunque ancora detesto, ma che un giorno, ne sono certo, sapro’ farmi scivolare addosso) quanto, spero, gli elogi.

Simone Bianchi: Ego Sum - immagine2-1003Come nasce Ego Sum? Quali fonti e citazioni vi hai fatto confluire?

Nasce dalla mia esperienza diretta come comune essere senziente, per quel che riguarda l’intenzione della storia, e dal mio incontro con la casa editrice di Vittorio Pavesio, per quel che riguarda la realizzazione concreta dei libri. Le fonti e le citazioni confluiscono direttamente da tutta quella smodata quantità di fumetti, libri, musica e cinema di cui alla domanda 1. Ovviamente spero solo dal meglio di tutto questo.

La fantascienza da sempre è un genere che nasconde spesso critiche alla società nascoste nella rappresentazione di futuri, razze o situazioni più o meno probabili. Ego Sum rientra in questa categoria di storie? Vuoi comunicare qualcosa, oltre a intrattenere, con quest’opera?

Ego Sum rientra sicuramente in questa categoria di storie e per capire quello che intendo comunicare, e definitivamente intendo comunicare qualcosa attraverso l’allegoria della fantascienza, penso che la strada più chiara e veloce sia quella di leggere i 3 libri che verranno pubblicati in questi anni.

Sulla carta, il protagonista di Ego Sum non sembra una figura di riferimenti e di immedesimazione: è cosi’, o ci sarà un lato umano che verrà fuori?

Non solo ci sarà un lato umano, ma ci sarà una sorte di illuminazione spirituale di Sarihan, che è l’assoluto protagonista di tutta la saga, quanto io lo sono della mia vita, riguardo alla quale spero che succeda la stessa cosa.

Ha rappresentato un modo differente di lavoro rispetto al tuo solito? Come dividi i compiti tra soggetto, sceneggiatura e disegno?

Non c’e’ nessuna differenza tra un’illustrazione, un quadro, una sceneggiatura scritta od una storia disegnata a fumetti. L’unico obiettivo è di centrare l’emotività di chi fruisce di una qualsiasi di queste attività creative. Per quel che riguarda la divisione del lavoro per questo primo libro ho prima scritto un soggetto – trattamento dettagliato di tutti i tre i libri, dopodiche’ invece che buttar giu’ la sceneggiatura nel dettaglio ho disegnato una sorta di geroglifici che in realtà erano le tavole in formato ridottissimo dove ho deciso la consequenzialità dell’azione della storia. Il secondo passaggio è stato rappresentato dal disegno a matita dei layouts di ogni singola pagina, a cui è seguita la realizzazione delle tavole a matita, con una definizione ed una precisione più accurata possibile. Infine ho fotocopiato il tutto, incollato ogni singola pagina su legno e colorato ogni vignetta con una tecnica mista che ha compreso l’utilizzo di colori acrilici, matite e chine colorate, pastelli ad olio e saltuariamente un ripasso a china vero e proprio. Una volta dipinta tutta la storia in questo modo mi sono dedicato alla scrittura dei dialoghi e delle didascalie e poi sono rimasto a letto 2 settimane.
Considera che tutto questo processo è durato almeno 10 mesi (escluse le 2 settimane del letto ed una settimana in Marocco).

L’Italia alla conquista della Francia? E’ sicuramente un augurio che rivolgiamo alla Pavesio ed a te! Dopo questo primo volume quando arriverà il seguito? Hai già progetti per lavori post-Ego Sum?

Senza nessuna ombra di dubbio l’Italia alla conquista della Francia. Ritengo che gli autori italiani non abbiano niente da invidiare ai grandissimi maestri d’oltralpe, di cui ho un enorme rispetto. Su tutti, vorrei citare Moebius, Enki Bilal e Juan Gimenez. Spero di poter presentare il secondo libro alla fine del 2004 o all’inizio dell’anno nuovo.
Per quel che riguarda i progetti futuri, ho almeno 4 sogni nel cassetto, anzi 5: collaborare di nuovo con la Direct to Brain, possibilmente per il nuovo video clip dei Tiro Mancino, che è un gruppo di cui ho una grandissima stima; un libro di racconti a fumetti (direi 4 di una lunghezza media di 11 pagine l’uno) a tema libero, fra cui uno di cui i testi con ogni probabilità verranno scritti da Meg, che tutti conoscono come la voce femminile dei 99 Posse; la seconda raccolta di illustrazioni sempre per la Casa Editrice di Vittorio Pavesio, di cui ho già pronte almeno una ventina di quadri; un portfolio di 12 illustrazioni ispirate ad un testo letterario a mia scelta per la Lizard Edizioni ed infine,visto che questa estate me ne andro’ a vivere per 3 mesi a New York, alcune copertine dipinte per la Marvel o per la DC Comics (possibilmente per una delle testate del mio personaggio preferito di tutta la storia del fumetto: Batman).
Ma sopra ad ogni altra cosa la realizzazione dei 2 progetti più preziosi ed ambiziosi: Pace e Fortuna.

E noi auguriamo a Simone di realizzare tutti i suoi sogni, a partire dagli ultimi due… il resto, crediamo, verrà da solo.

Vi segnaliamo diligentemente un’altra intervista/anteprima di Ego Sum, sulle pagine di uBC Fumetti.

Clicca per commentare

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Lo Spazio Bianco: nel cuore del fumetto!

Inizio