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Un ricordo di Jack Kirby

Il 6 febbraio di venti anni fa, moriva , dopo una vita spesa tra i fumetti. La sua importanza e influenza nei comics americani sono indiscutibili, tanto da averlo ribattezzato “il Re”. Da oggi fino all’anniversario della sua scomparsa, Lo Spazio Bianco dedica una serie di articoli, ripescati dal suo archivio o scritti appositamente, alla memoria di questo grande autore.

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Quando leggo i fumetti attuali spesso vengo colto dai ricordi, e il pensiero va ai bei tempi e in particolare al lavoro di un grande, mai più eguagliato. . Di Kirby, morto venti anni fa all’età di 77 anni, da molto tempo non compaiono più lavori in territorio italiano; tuttavia mi sarà difficile dimenticare il 7 Febbraio 1994, giorno in cui un infarto se lo è portato via, mentre era impegnato alla stesura di una sceneggiatura sulla sua vita. Una vita intensa, tutta dedicata al fumetto. Le cifre parlano chiare: 20318 pagine di fumetto realizzate, 1385 cover e 701 tavole di materiale di supporto (pubblicitario e altro) – oltre una tavola di fumetto al giorno in una carriera lunghissima e brillantissima. Kirby non è stato solamente un autore di comics, ma ha incarnato il fumetto stesso, elevandolo al rango di arte.

Jack Kirby, all’anagrafe Jacob Kurtzberg, nacque a New York il 28 agosto 1917, vivendo i suoi anni verdi nel ghetto ebreo del Lower East Side. Comincio’ a disegnare molto presto, tra le mura del suo appartamento nella Bowery, mentre formava la sua fertile immaginazione leggendo i capolavori di maestri del fantastico quali Wells, Verne e Burroughs. Ovviamente tra le sue letture favorite non potevano mancare i fumetti: i suoi preferiti erano il Tarzan di Hal Foster ed il Flash Gordon di Alex Raymond, che apparivano come strip sui quotidiani. Kirby comincio’ anche a lavorare giovanissimo, a soli 14 anni, per gli studi di animazione di Max Fleisher (che realizzavano, tra le altre cose, Braccio di Ferro e Betty Boop). Passo’ poi rapidamente al Lincoln Newspaper Syndicate (una piccola società di disegnatori), ed alla Fox Feauture (di proprietà di Will Eisner e Jerry Iger), ove realizzo’ alcune strisce di Blue Beetle, firmandosi con lo pseudonimo di Charles Nicholas. Proprio alla Fox ebbe modo di conoscere Joe Simon, l’autore con cui avrebbe collaborato per più di vent’anni creando, tra gli altri, un personaggio come Capitan America. Con lui si trasferì, armi e bagagli, alla Timely, che contribuì a lanciare proprio con questo personaggio.

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Di Capitan America, Kirby e Simon realizzarono solamente 35 episodi, contribuendo al successo della serie. In seguito entrambi migrarono alla DC per realizzare serie come Sandman (niente a che vedere con quello attuale: siamo nel 1943…), Manhunter e Newsboy Legion: qui Jack Kirby continuo’ a sviluppare il suo stile grafico profondamente innovativo, sia come tratto che come impostazione delle vignette. Tuttavia l’esperienza DC duro’ poco: erano gli anni della seconda guerra mondiale e Jack fu arruolato e spedito in Normandia, dopo il celebre “sbarco”.

Alla fine della guerra, nonostante la crisi del genere supereroistico, la coppia Kirby-Simon ando’ incontro ad un periodo di iperattivita’: tanto per fare un esempio Jack disegno’ nel solo mese di Settembre del 1947 ben 142 tavole di fumetto… una vera enormita’. Fino al 1956, anno in cui si spezzo’ il sodalizio con Joe Simon, Jack Kirby si dedico’ ai generi più svariati, come i fumetti con protagoniste le gang di ragazzi, ad esempio Boy Commandos, e addirittura ai fumetti d’amore. In seguito torno’ a lavorare per la DC, realizzando serie come Green Arrow e soprattutto Gli Esploratori dell’Ignoto (in Italia pubblicate in parte dalla Corno sul mensile Il Super Eroe), sulle cui pagine Jack fece le prove generali dei suoi ben più noti Fantastici Quattro.

Un ricordo di Jack Kirby - 03A questo punto avvenne la svolta della sua carriera: alla fine degli anni ’50 Kirby migro’ alla Atlas, compagnia guidata da Stan Lee. Con lui Jack comincio’ a realizzare decine e decine di storie horror, fantastiche e western (in parte viste da noi in appendice a numerosi albi Corno), creando mostri dai nomi incredibili. E’ l’epoca di Zzzutak, Xemnu, Goom, Sporr e naturalmente di Fin Fang Foom. I tempi erano maturi: Stan e Jack, nello storico novembre 1961, creano i Fantastici Quattro, e fondano la Marvel con tutta la schiera dei super eroi con super problemi.

Praticamente Jack Kirby mise mano a tutti i personaggi Marvel di quel periodo realizzando qualcosa come 108 storie continuative dei Fantastici Quattro (record ancora imbattuto), 11 episodi di Ant Man, 14 di Hulk, 4 di Iron Man, 89 storie di Thor, 17 degli X-Men e 11 dei Vendicatori, ed infine 45 episodi dell’amato Capitan America, senza dimenticare i 19 numeri di Nick Fury e le due storie di Silver Surfer, che aveva contribuito a creare sulla serie dedicata ai Fantastici Quattro. In questo periodo Kirby comincio’ a dedicarsi anche alla sceneggiatura, ed è molto probabile che molti di questi episodi siano stati realizzati quasi interamente dal solo “king”, sullo spunto di idee di Stan Lee. Proprio alla Marvel Kirby delineo’ il suo stile, fatto di architetture monolitiche e futuristiche, con tratti anatomici deformati e con una costruzione delle vignette davvero innovativa. Praticamente tutti i disegnatori contemporanei furono influenzati dallo stile di Jack Kirby e dal suo modo di fare fumetto.

Nel 1970 Kirby si trasferì nuovamente alla DC, dalla quale ebbe assicurazione di maggiore libertà creativa. Il risultato fu la Saga del Quarto Mondo, che affresco’ l’epica lotta tra gli dei di Nuova Genesi e le forze del male di Apokolips personalizzate dal malvagio tiranno Darkseid, rappresentazione del male supremo, a cui si ispiro’ lo stesso Jim Starlin per creare il suo Thanos. La saga del Quarto Mondo è stata in Italia parzialmente pubblicata dalla Corno nel quattordicinale Kamandi e nel mensile Il Super Eroe, riproposta dalla Play Press in tre volumi e attualmente è in fase di pubblicazione in volumi omnibus da parte della RW Lion. Restano inediti ancora solamente una decina di episodi di Mister Miracle, non appartenenti al quarto mondo. Jack Kirby alla DC pero’ si occupo’ anche del mondo di Superman creando personaggi come Il Guardiano, La Newsboy Legion, Dubbilex ed il Progetto Cadmus, e creo’ il personaggio di Kamandi, quello che paradossalmente ebbe maggior successo all’epoca della sua uscita.

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Nel 1975 l’esperienza alla DC finì praticamente in un fallimento totale: i nuovi personaggi non erano piaciuti al pubblico (ma le potenzialità che avevano espresso erano enormi, e sarebbero stati ripresi da altri autori miriadi di volte). Jack Kirby ritorno’ dunque alla Marvel e lì realizzo’ altri 24 episodi di Capitan America, 20 indimenticabili albi con Gli Eterni, ed una manciata di storie di Pantera Nera, di Mister Macchina, di una saga legata al grande film di Stanley Kubrick “2001: odissea nello spazio”, e 9 episodi di Devil Dinosaur, saga completamente inedita in Italia e che si spera chi di dovere presenti quanto prima in edizione adeguata. Le nuove storie raccontano di mitologie galattiche e si distaccano dal classico universo Marvel: ognuna in se stessa è un piccolo capolavoro, ma proprio per il fatto di essere così distanti dalle tematiche di tutti i giorni care all’Uomo Ragno e compagnia, ebbero poco successo.

Negli anni successivi il “King” abbandono’ quasi del tutto il fumetto dedicandosi al cinema ed in particolare alla realizzazione di serie animate, come ad esempio Super Powers e Thundarr il barbaro. Fanno eccezione due brevi esperienze alla Pacific con 13 episodi di Capitan Victory e qualche storia di Silver Star, personaggi del tutto secondari ed ora dimenticati, ed il breve ritorno alla DC per realizzare la Graphic Novel Hunger Dogs, pubblicata a suo tempo dalla Play Press su Play Special n.10 nel 1991, che conclude la saga del Quarto Mondo.
Sempre in questi anni fa notizia la causa intentata da Jack contro la Marvel per la restituzione delle sue tavole originarie e la lunga diatriba con Stan Lee su chi fosse il vero creatore dell’Universo Marvel. Su questa questione direi che è fuori di dubbio che il contributo del “King” sia superiore a quello che appariva nei credits delle storie, ma non escluderei del tutto l’importanza del lavoro di Stan Lee.

Negli ultimi anni di vita poi Kirby era tornato alla matita realizzando una serie di albi per la Topps con personaggi come Bombast, Captain Glory, Night Glider ed i Satan Six. E’ l’ultimo ruggito del vecchio leone.

Il 7 febbraio 1994 è finita un’era.

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1 Commento

1 Commento

  1. Tony Ros

    Tony Ros

    1 febbraio 2014 a 16:39

    ….grande Marco!!! (y)

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