Home > BreVisioni > Vittorio Giardino (Cosulich)

Vittorio Giardino (Cosulich)

Vittorio Giardino (Cosulich) - Cover1«Alla classica domanda “Lei che lavoro fa?”, quando rispondo “Fumetti” suscito reazioni imbarazzate.»
Colpa dell’antico e ancora assodato pregiudizio che relega il fumetto a medium sostanzialmente dedicato ai bambini, più o meno cresciuti. È per questo ancora più apprezzabile che la casa editrice Exòrma dedichi a la quinta uscita di una collana dedicata all’arte contemporanea.
In edizione bilingue, italiano ed inglese, il volume si compone di una interessante introduzione di Oscar Cosulich, curatore del libro e autore della ricca intervista con l’autore, nella quale l’autore racconta gli inizi della propria carriera, ma anche le sue influenze, l’evoluzione del suo stile e la sua poetica.
Non si fatica a trovare affinità tra le parole di Giardino e le sue tavole: per la chiarezza espositiva e per la naturalezza con la quale utilizzano, mai in maniera gratuita o leziosa, citazioni o riferimenti letterari.
Su tutto spicca la grande vitalità di un appassionato di Storia e storie, temperata dalla prudenza e dalla meticolosità proprie del ricercatore; la dedizione con cui l’autore bolognese si documenta è quasi maniacale, e la cura del dettaglio, grafico, storico e persino architettonico è ormai un celebre tratto distintivo del suo stile. Accuratezza storica come valore aggiunto, nel momento in cui opere come No Pasarán in Francia vengono consigliate nelle scuole per lo studio della guerra civile spagnola.
Un riconoscimento utile anche a superare, si spera, imbarazzi ormai anacronistici.

Abbiamo parlato di:
Vittorio Giardino
Oscar Cosulich
Exòrma, 2013
128 pagine, brossurato, colori –  € 21, 50
ISBN: 9788895688619

Vittorio Giardino (Cosulich) - giardino-Footer

 

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

I commenti sono soggetti a moderazione, per questo motivo potresti non vederli apparire subito.
Ti preghiamo di non usare un linguaggio offensivo ma di esporre le tue idee in maniera civile.