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The Boys #18: Garth Ennis e la struttura del viaggio dell’eroe di Vogler

The Boys #18: Garth Ennis e la struttura del viaggio dell'eroe di Vogler

The Boys #18: Garth Ennis e la struttura del viaggio dell'eroe di Vogler - The-boys-18-coverIl viaggio dell’eroe, teorizzato da Christopher Vogler, è forse la più diffusa struttura narrativa: la sua dinamica vede un protagonista partire dal proprio mondo ordinario a seguito di una chiamata, arrivare a un mondo straordinario dove affronterà una o più prove per poi fare ritorno al punto di partenza, migliorato.

è sempre stato nemico non tanto della struttura del viaggio dell’eroe, che non manca di utilizzare, quanto della necessità di parlare di eroi, visti come rozze approssimazioni dei modelli di comportamento umano.

The boys, nel 2006, ci ha mostrato la chiamata all’avventura del “piccolo” Hughie Campbell, nella forma dell’assassinio brutale della sua ragazza da parte dell’incontrollabile ipervelocista A-Train.
È l’inizio di un viaggio negli orrori di un pianeta che vede nei “super” una vuota macchina da soldi al servizio delle multinazionali.

Nel mondo straordinario Hughie incontra il suo mentore (Billy Butcher) e impara a fidarsi di un gruppo di psicopatici nero vestiti, conosce una ragazza bellissima di cui si innamora, realizza che la via della violenza e della vendetta tout court creano più danni di quanti sembrino riparare.

In questo volume Hughie si trova di fronte ad A-Train per quella che Vogler chiamerebbe prova centrale. È il momento in cui l’eroe rivede il suo percorso e arriva alla sua personale vittoria.
Peccato che a Hughie non accada, perché non è mai stato davvero un eroe. Perché gli eroi, quelli veri, in The Boys non esistono: c’è solo umanità imperfetta, che ripete i propri errori e al massimo se ne pente quando è troppo tardi.

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Fra le pagine di “Sulla collina con le spade di mille uomini” parecchi nodi vengono al pettine: non c’è solo la vendetta di Hughie, ma anche e soprattutto l’attacco finale del Patriota alle istituzioni umane, in un crescendo di sangue che segna, se possibile, il più alto tasso di emoglobina dall’inizio della testata. Ma anche l’antagonista in pectore della serie viene spogliato di ogni valore: è bruscamente privato della paternità delle sue azioni dalla rivelazione che si consuma in una sala ovale trasformata in mattatoio.

I personaggi ci appaiono per quello che sono: burattini, di se stessi e delle proprie pulsioni, ma anche e soprattutto di una società manipolatrice, che presto o tardi dimostra di avere il perfetto controllo dei mostri che ha generato.
The Boys #18: Garth Ennis e la struttura del viaggio dell'eroe di Vogler - The-boys-18-img1-finLo stesso Butcher è ridotto a mero testimone della sconfitta del proprio avversario di sempre.
Nel bel ciclo “Macellaio, fornaio, candelaio” avevamo percepito l’uomo dietro la rabbia, ma quello che rimane qui e ora è la belva, che festeggia una vittoria non sua stringendo in una mano il cervello del nemico.

Ennis ha finalmente trovato un ritmo ottimale nella narrazione, con un giusto equilibrio fra parti parlate (in precedenza fin troppo gonfie e autoreferenziali) e scene d’azione (ben dosate e mai fini a se stesse). Il compiacimento per il grottesco è stato, per una volta, messo quasi completamente da parte, tranne che per l’accidentale assassinio del presidente degli Stati Uniti o per l’impropria arma umana usata da Queen Maeve nel suo ultimo scontro con il Patriota.

I disegni, a firma Russ Braun, e Keith Burns, si fanno meno volutamente disturbanti del solito, rinunciando alle fronti larghe e agli occhi infossati (marchio di fabbrica di Darick Robertson) in favore di fisionomie più allungate.
È come se i disegnatori avessero cercato di concentrarsi sulla serietà del momento e sulle dinamiche dei personaggi, che campeggiano su sfondi ridotti al minimo indispensabile. Gli scontri sono mostrati solo in parte, in brevi flash che si mantengono leggibili nonostante la caoticità delle scene, oppure a mattanza avvenuta, quando le figure sono rilassate: le pose plastiche da supereroe in azione sono sfruttate solo per deridere i supereroi stessi.

In definitiva: il volume 18 di The Boys mantiene le aspettative, si dimostra uno degli episodi più convincenti della saga e, pur risolvendo quasi tutte le sottotrame, sa tenere alta la curiosità per un finale che minaccia di essere ancora più nero di quanto visto finora.

Abbiamo parlato di:
The Boys #18 – Sulla collina con le spade di mille uomini
, Russ Braun, , Keith Burns
Traduzione di Luigi Mutti
, 2013
160 pagine, brossurato, colore – 15 €
ISBN: 9788863048643

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