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Dragonero: Luca Enoch e Stefano Vietti inaugurano il fantasy Bonelli

La genesi del progetto comincia a prendere forma nel 1995, ben diciotto anni fa, nel momento in cui e , appena entrati in Bonelli, si conoscono e scoprono di condividere una grande passione per il genere Fantasy. Dragonero: Luca Enoch e Stefano Vietti inaugurano il fantasy Bonelli - images
Questa affinità si consolida nel 2007, quando la nuova collana “Romanzi a Fumetti Bonelli” (una serie composta di volumi di oltre 300 pagine e che ospitano di volta in volta nuovi autori e nuove storie) esordisce con Dragonero, fantasy firmato dai due, nel qualr incontriamo Ian Aranil e il suo mondo.
Ian è uno scout imperiale dell’enorme distesa chiamata Erondàr, una landa in cui un unico governo centrale cerca di far coesistere le numerose razze e le diverse colture che la popolano. Il protagonista appartiene alla casata dei Varliedardo, conosciuti anche come gli “Uccisori di Draghi”, ed è il possessore della famosa spada “Tagliatice Crudele”, con la quale, come raccontato nel primo volume dei Romanzi a Fumetti, ha ucciso il drago grazie al quale è ora conosciuto con il soprannome di Dragonero.

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Forte del successo della sua prima avventura, arriva nelle edicole la serie regolare dedicata alle imprese dell’uccisore di draghi e dei suoi compagni di viaggio.
Dragonero: Luca Enoch e Stefano Vietti inaugurano il fantasy Bonelli - 10_941-705_resizeLa storia è ambientata alcuni anni dopo l’uccisione della bestia e vede Ian, sua sorella Myrva (membro della gilda dei Tecnocrati), l’orco Gmor e Sera (un elfa Silvana del villaggio di Frondascura), indagare su un traffico d’armi presso la città portuale di Baijadan. Ed è proprio qui che, dopo un combattimento e la conseguente morte di un contrabbandiere Fakhry, i nostri vengono a conoscenza di una misteriosa e devastante arma chiamata Fango Pirico; arma che Ian aveva già incontrato in precedenza e pensava di avere distrutto.
Questa primo numero presenta una storia ben scritta e ben orchestrata dai due sceneggiatori, che ci offrono un azzeccato alternarsi di scene di azione e di flashback sul passato dei tanti protagonisti della storia.

La caratterizzazione dei personaggi, costruiti secondo i canoni tipici del genere, offre pochi spunti per una loro evoluzione non stereotipata. Il discorso pare diverso per quanto riguarda Ian, che, dopo avere ingurgitato il sangue del drago ucciso, sta sviluppando strani e sovrumani poteri, i quali, è facile immaginare, lo porteranno a confrontarsi con se stesso e con la sua visione del mondo.

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Peccato che addentrandosi nella storia si venga costantemente assaliti da una sensazione di già letto e di già visto. D’altronde la storia, i personaggi e il background creati da Enoch e Vietti per Dragonero sono una commistione dei classici del genere. Impossibile non notare i richiami alle più famose saghe letterarie di Robert Jordan, Terry Brooks, John R.R.Tolkien (ma meno epico), George R. Martin (sia su Erondàr sia nelle “Cronache del Ghiaccio e del Fuoco”, le gelide terre del nord abitate dai feroci Algenti sono separate da una catena montuosa. Orchi, elfi, umani, draghi, maghi, le varie gilde: insomma tutto quello che ci aspetta da un fantasy di stampo classico. Lo stesso Aranìl ha una notevole somiglianza fisica con Geralt lo Strigo di Rivia, famoso protagonista dei romanzi di Andrzej Sapkowski.

Ci troviamo di fronte ad un grande fantasy “popolare” nel quale, mentre gli estimatori del genere ritrovano figure a loro consuete, i nuovi lettori, magari attratti dal rassicurante marchio Bonelli, possono cominciare a conoscere su tavola un genere sdoganato largamente dalle grandi produzioni cinematografiche.

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Ai disegni troviamo (autore anche del primo Romanzo a Fumetti), copertinista regolare della serie e illustratore dei primi quattro albi della serie, quelli che compongono la prima saga di Aranìl e compagni. Matteoni offre una prova certamente convincente sia nella caratterizzazione grafica deiDragonero: Luca Enoch e Stefano Vietti inaugurano il fantasy Bonelli - dragonero-stefano-vietti-parla-del-nuovo-mens-L-QR3Ys_ personaggi, sia nella composizione fluida e armoniosa delle tavole. Inseguimenti e furiosi combattimenti si alternano a scene più calme e introspettive, ambientate in lussureggianti foreste o sfavillanti città. Il tratto dell’autore rimane sempre pulito, raffinato e con una notevole predisposizione per i dettagli, dimostrandosi sempre all’altezza della situazione.

Oltre ad essere la prima serie fantasy dell’editore milanese, Dragonero è anche la prima testata a ospitare il nuovo logo e la nuova grafica della Bonelli. Confesso di essere rimasto fortemente deluso da entrambe.
Il nuovo look risulta troppo anonimo e simile a quello di altre case editrici che utilizzano il formato bonellide, rischiando così di non far notare il volume in questione (io stesso ho scorto il volume solo alla terza ricerca sullo scaffale). La copertina non è plastificata come le ultime produzioni Bonelli (Julia, Saguaro, Le Storie) ma stampata su cartoncino leggero.  Non è una certamente una necessità, ma visto il prezzo di copertina di 3,30€ (40 centesimi in più per le usuali 98 pagine), la plastificazione della copertina, oltre a rendere l’albo più appetibile a livello estetico, sarebbe stata gradita. Sparito anche il frontespizio interno, solitamente disegnato dall’autore delle copertine e altro punto fermo delle produzioni Bonelli, sostituito da una soluzione grafica più spartana.

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Nel complesso il primo numero delle avventure di Ian Aranìl, seppur come già detto in precedenza poco originale, si dimostra una discreta lettura che invoglia il lettore a conoscere il proseguimento della storia.
La serie ha potenzialità quasi illimitate visto che il fantasy può Dragonero: Luca Enoch e Stefano Vietti inaugurano il fantasy Bonelli - 4861_93245054177_1512499_nspaziare tranquillamente in altri generi come l’horror, l’avventura pura e, in qualche caso, anche verso un genere vicino alla fantascienza. Bisogna poi riconoscere agli autori l’enorme mole di lavoro e di anni spesi per creare un gigantesco e credibile nuovo mondo abitato da numero razze a loro volta suddivise in clan, casate e gilde.

Inoltre Dragonero scava un altro solco nella tradizione, poiché è stato ideato come un prodotto multimediale con ramificazioni in diversi campi dell’intrattenimento. Infatti sono già disponibili una pagina Facebook, un blog (ian-dragonero.blogspot.it) che rappresenta il diario di viaggio di Ian e una applicazione scaricabile dall’App Store ()qui la potete trovare la nostra news: www.lospaziobianco.it/80166-dragone…licazione-ipad )) che contiene una mappa 3D di Erondàr, un dizionario con i termini imperiali, le schede dei vari personaggi e sfondi per desktop. Infine a novembre la Wyrd edizioni, in collaborazione con la Multiplayer.it Edizioni, lancerà sul mercato il gioco di ruolo imperniato sul mondo di Dragonero.

Di questi tempi e vista la crisi non è cosa da poco.

 

Abbiamo parlato di:
Dragonero #1 – Il Sangue del Drago
Luca Enoch, Stefano Vietti, Giuseppe Matteoni
Sergio Bonelli Editore, Giugno 2013
98 pag, brossurato, bianco e nero – 3,30€
ISBN: 9772282430004

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