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Orange Crash

Orange Crash - immagine1-1045, scrittore di Orange Crash.

CUT UP torna alle pubblicazione, puntando fortemente sul fumetto italiano. Opere che si presentano certamente interessanti e raffinate, ma che rischiano di avere poca visibilità in un mercato affollato e poco attento. Cosa pensi serva per smuovere un poco la situazione di quasi anonimato di tante pubblicazioni italiane indipendenti?
Domanda da un milione di dollari! Nel nostro caso molto potrebbero fare i distributori. Molto potremo fare noi stessi proponendo un cartellone indipendente unitario con le altre case.
Fondamentale è lavorare bene e produrre cose di alto livello, questo si, ma non basta purtroppo.

Dove e come è nata la tua passione per il fumetto, ed a quali autori sei più legato?
Leggo fumetti da quando ho imparato a leggere e prima guardavo le figure. Adoravo (e adoro) Ken Parker, Martin Mystere. I grandi autori come Alan Moore, Munoz, Taniguchi, Moebius, Bilal, Ditko, Kirby, Morrison, Breccia, Pratt, Eisner etc etc. Ho la casa invasa da fumetti, volumi, vhs (circa 4.000) e cd e vinile.

Parliamo di Orange Crash – La stanza arancio. Questa storia nasce come racconto nel 1997 (anche se sarà pubblicata solo nell’anno venturo). Da quali ispirazioni nasce?
Si è una storia vecchiotta ed abbastanza archetipica. Parla essenzialmente di privazione della libertà prima ancora che un essere venga al mondo. Nella versione fumettistica ho aggiunto tutta la parte sui campi di concentramento, sulla eugenetica, perché certe tentazioni ritornano ciclicamente. Ho aggiunto in inglese una tirata a fine albo sulla situazione italiana riguardante il Regime cui siamo sottoposti in questo momento.

Che difficoltà hai trovato nel trasporre il racconto in prosa in fumetto?
Nessuna difficolta’, lo faccio continuamente. Anche la cosa che sto sceneggiando per Giacomo viene da un racconto scritto nel ’95.

Una donna trasformata in sirena, che porta con se’ la testa dell’assassino di sua madre. Una trama certo originale e bizzarra! La figura della sirena la associo automaticamente alla liberta’, mentre in questa storia è chiusa in gabbia ed esibita come un freak, creato dalla scienza e dal giocare con i geni. Cosa pensi a riguardo di questi temi? Dov’e’ il confine tra cio’ che è lecito in nome del sapere e cosa non lo e’?
E’ illecito, punto e basta. Oggi si manipola tutto. Il premier che metà di questo popolo ha votato afferma una cosa che dopo mezz’ora ritratta dicendo che “e’ stato frainteso”, visto che lui non sbaglia mai. I media manipolano tutto, dichiarazioni, immagini: viviamo in uno stato di totale bugia. Pensa a quello che hanno raccontato sulla morte di Carlo Giuliani o sul fatto che i carabinieri di Nassirya fossero in missione di pace (parole del presidente della repubblica): falso, perché, come dice quel pazzo di Bush, erano in missione di guerra!

 

Francesco Dossena, disegnatore di Orange Crash.Orange Crash - immagine2-1045

Che definizione daresti del tuo stile? Quali sono le origini del tuo tratto, da cosa hai tratto ispirazione?
Mah…!? Il mio stile è ancora in fase d’incubazione. Ogni volta che inizio un lavoro o faccio degli schizzi vedo che il tratto e il modo sono differenti dai precedenti. Per esempio, dopo varie accuse di fare nasi spropositamente grandi ora sto cercando, con non poca fatica, di ridurli. Non so effettivamente come definirei cio’ che disegno, forse “dolcemente grottesco” e per quanto riguarda l’ispirazione, come ogni buon artista, la prendo dalla donna che amo.
P.s: Anche da Mc Farlane, Milazzo, Battaglia e soprattutto Miller (ma questo non ditelo a nessuno).

Come ti sei avvicinato ad illustrare Orange Crash? Per esempio, hai avvertito la necessità di adattare il tuo stile ed il tuo approccio al disegno per questa storia?
Era un periodo in cui cercavo una Fanzine da rovinare. Un tizio (che ha avvertito la minaccia) mi ha scaricato a Campanella e cosi inizio’ tutto.
Le prime bozze erano molto pittoriche, lavoravo alla Bilal, una vignetta per volta per poi montarle sulle tavole. In questo modo pero’ non mi sentivo per niente spontaneo. Dopo di che c’e’ stato un periodo di sperimentazione, per essere precisi, due anni di studio per poi disegnarlo in un mese (e qui colgo ancora l’occasione di ringraziare Melissa, senza di te sarei scoppiato). Il bello è che, una volta definita la sceneggiatura e considerata l’effettiva possibilità di rovinare Campanella, ho iniziato il tutto dimenticandomi di tutto. Professionale no???

Come è stato il rapporto sceneggiatore/disegnatore con Campanella?
Apriro’ cosi’: io e Campanella non ci siamo mai visti, o almeno, non prima di due anni riempiti da un coraggioso rapporto epistolare.
Le sue sceneggiature non hanno una via di mezzo, a volte ci sono pagine maniacalmente descrittive (lui è un amante dei riferimenti musicali), altre mi lasciavano smarrito ad immaginare le sue macchinazioni mentali e posso garantirvi che non è sempre divertente (ciao Andrea!!!!). In ogni caso, come avrete capito il mio sceneggiatore mi ha concesso molto spazio nel quale, visto il mio scopo, ne ho approfittato per dare il peggio di me. Bando agli scherzi, il nostro rapporto ha del romantico. Si potrebbe fare una versione alternativa di Orange crash solo con le mail scritte.

Che cosa ti ha colpito di più di questa storia?
Mi ha colpito il suo potenziale e gli elementi che la costituiscono. Molti mentre ci lavoravo mi chiedevano di cosa parlava e dopo varie crisi di panico sono riuscito a formulare uno pseudo-riassunto: una bambina nasce con una coda di sirena, gli ammazzano la madre e viene venduta ad un circo dove vivrà portandosi sempre appresso la testa dell’assassino della mamma (a volte dico che la testa parla), in seguito verrà liberata da suo padre che è un genio obeso della meccanica. Ah, in tutto questo ci sono di mezzo dei terribili nazisti incazzati! Queste poche parole racchiudono una forza che, con strani meccanismi, fa interagire i suoi straordinari personaggi. In questo un gioco quasi dadaista è la sfida di dare un’immagine al tutto che mi ha spinto a disegnarlo.

Tra le tue esperienze anche diversi lavori come autore completo. Come preferisci lavorare, curando tutto, dalla storia ai disegni, o concentrandoti solo su questi?
Ebbene, se devo essere sincero, sono portato a curare tutto, dalla storia ai disegni. Dovro’ assumermi le mie responsabilità prima o poi! Adoro l’aspetto narrativo e il fumetto è il linguaggio che ho scelto per esprimermi e raccontare. In ogni caso, disegnare per qualcuno ti mette effettivamente di fronte ai tuoi limiti, perché a volte ci si trova a fare cose che per comodità non facciamo e niente di più può far crescere un disegnatore. Orange Crash ha un protagonista femminile e io le donne non le avevo mai disegnate.

Dove potremo vedere le tue matite in futuro?
Ora sto facendo diversi concorsi per tenermi allenato e per continuare a studiare il fumetto con temi e storie in cui devo dare il meglio a seconda di un bando. Nel sottobosco non si esclude un seguito di Orange Crash e se posso concedermi una piccola intimita’, vorrei mettere a fumetto una storia di Cecov che adoro.

Purtroppo per un inconveniente tecnico non è stato possibile avere le tavole di anteprima: per ora ci limitiamo a proporre il pdf liberamente scaricabile dal sito di Cut-Up, e non appena sarà possibile sarà aggiornata la preview per fornirvi le immagini di quest’albo.

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