Home > BreVisioni > Severed (Snyder, Tuft, Futaki)

Severed (Snyder, Tuft, Futaki)

Severed (Snyder, Tuft, Futaki) - severed-197x300

Gli autori e Scott Tuft confezionano una storia solida e godibile dalla tipologia piuttosto classica: l’eco di un’esperienza drammatica, ormai dimenticata, torna a farsi sentire, e con lui l’orrore per una minaccia che si pensava sconfitta.
Un buon thriller necessita di un cattivo di rango per funzionare, e questo lavoro ne è la dimostrazione: è lui il vero protagonista di una storia che ricostruisce adeguatamente l’America del 1916, quella attraversata dai treni su cui saltare in corsa e delle periferie fangose delle città in continua espansione. Costruendo ad arte momenti di grande tensione narrativa, la storia risulta avvincente, soprattutto per la continua sensazione di minaccia incombente più che per la messa in scena della violenza, attraverso un cattivo che, pur occupando la parte centrale del palcoscenico, resta lungamente in disparte. Molto buono il lavoro del disegnatore Attila Futaki: il suo tratto, pur mancando in alcuni momenti del dinamismo necessario, è al servizio di una narrazione che gioca con le aspettative del lettore e spesso sfrutta il contrasto tra il racconto per immagini e quello verbale.
Peccato che nel finale la storia scada un po’, adottando un registro meno sofisticato: gli autori sembrano voler riscuotere in modo  rude quanto elargito con garbo in precedenza, passando dall’uso del bisturi, a quello, letteralmente, della mannaia.
Un titolo apprezzabile, realizzato con una cura decisamente sopra la media.

Abbiamo parlato di:
Severed
Scott Snyder, Scott Tuft , Attila Futaki 
Traduzione di Aurelio Pasini, Andrea Toscani
, 2013
176 pagine, brossurato, colori – € 16,00
ISBN: 9788863044263

 

Severed (Snyder, Tuft, Futaki) - severed_int

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

I commenti sono soggetti a moderazione, per questo motivo potresti non vederli apparire subito.
Ti preghiamo di non usare un linguaggio offensivo ma di esporre le tue idee in maniera civile.