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Coliandro

Coliandro - immagine1-996 è uno dei nomi più noti della narrativa italiana, un autore di livello internazionale che non ha mai nascosto il suo debole per i fumetti. Il personaggio di Coliandro nasce dalla sua penna in una antologia pubblicata da Granata Press, un po’ emulo ed un po’ figlioccio del sergente Sarti di Loriano Macchiavelli. Coliandro piace tanto da diventare protagonista di due romanzi, editi sempre dalla defunta casa editrice, presso la quale prendono infine corpo, sulla rimpianta rivista Nova Express, brevi racconti a fumetti. Adesso questi fumetti vengono meritatamente recuperati da in questo volume, passato forse in sordina nelle fumetterie meno attente.

Coliandro è un personaggio che più che simpatia suscita comprensione, compassione ed al contempo profonda antipatia per l’insieme dei suoi difetti e dei suoi vizi, che appaiono assai più caratteristici delle virtu’. Un protagonista eroico ma non quanto vorrebbe, troppo attaccato alla pelle, troppo timoroso di morire (e come dargli torto?) per essere un cavaliere senza macchia e senza paura. Coliandro è un poliziotto che vive in tempi a noi prossimi, e riassume su di se’ un insieme di umana natura che lo rende molto realistico e molto naturale. Irascibile, spesso in maniera ottusa, prepotente, pronto a scaricare sugli indagati la sua rabbia repressa, abituato a giudicare il mondo con i suoi preconcetti, indifferente ai perché ed ai motivi dei problemi: non sono fatti suoi, semplicemente. Eppure, rimane un buon diavolo, fedele ai valori del suo ruolo, del proprio mestiere, e tanto gli basta.

Questa serie di brevi episodi a fumetti sono affidati alla matita di , disegnatore di Nathan Never (dove forse il suo segno forte non trova lo spazio ideale), di Stella Rossa (Kappa Ed) e prossimamente di una miniserie per l’Eura su testi di Roberto Recchioni; il suo stile si adatta bene all’ambientazione cittadina, così netto e centrato sugli sguardi e sui volti, segnati e fortemente caratterizzati. Episodi di quotidiano lavoro per questo strano (ma non tanto) poliziotto, la cui figura Lucarelli efficacemente riassume cosi’:

E’ un personaggio contraddittorio come potrebbe essere l’ispettore Callaghan se lavorassi a Bologna, e non nei film di Hollywood, per cui Clint Eastwood – a parte problemi di Nuovo Codice, mezzi che mancano, carenze amministrative e collusioni mafiose che fermerebbero la sceneggiatura non oltre pagina 2 – tradotto in italiano suonerebbe un po’ razzista, un po’ maschilista, un po’ fascista e un po’ stronzo.
Perche’ soltanto un po’? Perche’ il sovrintendente Coliandro, suo malgrado, è un personaggio ironico, che vuole mettere in luce problemi e caratteristiche di una realtà concreta esasperandola ma non poi tanto […]Una caricatura in nero di una citta’, di un mestiere e di una realtà che cerca di stare in equilibrio tra ironia e realismo […]

Così Lucarelli e Catacchio ci espongono i successi (poco soddisfacenti) ed i tanti fallimenti (miseri) di questo piccolo uomo, con brillantezza, ironia e cattiveria, rendendolo esponente di un archetipo (basato spesso su fatti di cronaca vera) di un mestiere dove convivono molti estremi e molte contraddizioni, reinterpretato con un ghigno divertito e scanzonatorio.

Si parla per questo personaggio di una futura fiction televisiva: la speranza è che non snaturino quest’uomo comune, negandoci le sue manchevolezze e la sua bambinesca cattiveria.

(Rimane infine una domanda: ma questo Coliandro, piacerà anche ai lettori suoi colleghi?)

Per maggiori informazioni su Coliandro e su Lucarelli, vi segnaliamo il sito www.carlolucarelli.net ed il sito http://www.spanio.it/lucarelli!

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