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Un anno per arrivare a Topolino 3000: a che punto siamo ora?

Un anno per arrivare a Topolino 3000: a che punto siamo ora?

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, il giornalino per ragazzi per antonomasia taglia oggi un traguardo di tutto rispetto: dal 1949, quando le rotative della stampa tornano in funzione dopo l’arresto forzato a causa della Seconda Guerra Mondiale, ben tremila numeri hanno visto la luce nel formato attuale, comunemente denominato “libretto”. Diverse sono state le cadenze d’uscita nelle edicole, così come alterne sono state le fortune e le scelte editoriali di una redazione creativa e vitale, che ogni settimana è pronta a mandare in stampa un numero sempre diverso, sempre migliore del precedente.

Ma, con il 3000 già nelle edicole, una domanda sorge spontanea fra gli appassionati: a che punto siamo ora? È così che, tra direttori entrati nel mito e autori degni del titolo di Maestro, proviamo a dare una risposta analizzando brevemente, dal punto di vista editoriale, l’ultima annata.

Donne al potere

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è la seconda donna, nella storia del giornalino, a essere diventata direttore della testata, ereditando la staffetta da Claretta Muci nel 2007. Ciò che si trova di fronte la De Poli sono sette anni durante i quali alcune scelte, discutibili o meno, hanno portato all’abbassamento del target di destinazione e a una sorta di esilio volontario di alcuni autori. Poche le nuove leve, alcune delle quali ancora oggi ci dicono ben poco.
Richiamare attorno a sé proprio quella serie di autori “allontanati” è uno dei grandi meriti della nuova “direttora”, che dimostra non solo una grande sensibilità nei loro confronti, ma anche una costante attenzione alle aspettative dei lettori e alla qualità complessiva del prodotto editoriale. Anche per questo, gli ultimi due anni hanno visto la pubblicazione di storie che si inseriscono appieno nel solco di una tradizione tutta di particolari canoni e leitmotiv.

L’attualità anche come momento didattico

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Una caratteristica che rende un giornale amato da adulti e bambini è la possibilità di giocare con l’attualità e con le trasformazioni in atto nella società civile.
Non a caso, in un’intervista alla testata online fanpage.it, Tito Faraci definiva i personaggi disneyani degli «uomini calati nel nostro tempo». Negli ultimi anni, infatti, il fiorire di storie dedicate ad argomenti particolarmente sentiti dall’opinione comune (quali l’ecologia e l’importanza delle risorse d’energia rinnovabili) ha permesso di creare delle rubriche di sensibilizzazione, a scadenze irregolari, i cui protagonisti sono gli stessi giovani lettori.
Non solo: la volontà di coinvolgere il proprio pubblico, rafforzando il legame con chi legge, ha portato a dei progetti di fidelizzazione che partono da basi estremamente semplici ma efficaci; giocare con i propri lettori, soprattutto più piccoli, ha portato a reinvestire su iniziative che, in pieno “stile Topolino”, si caratterizzassero per un aspetto didattico e ludico. Campionati sportivi, piccoli reporter, giornate dedicate alla cultura e alla scienza: tutto poi trova un suo ideale resoconto in rubrichette poste tra una storia e l’altra, per illustrare, con una notevole carica user-friendly, ciò che è stato portato a termine dai partecipanti.

Topolino goes digital

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Nell’Estate del 2011 viene lanciata la versione digitale di Topolino, con tanto di applicazione iPad per gli abbonati. La rivoluzione dei nuovi media è, dunque, finalmente consacrata: certo non si poteva restare indietro e Topolino ha deciso di raccogliere la cosiddetta sfida del digitale, cominciando a fornire quello che è un servizio base per una qualsiasi rivista del nostro tempo.
Si è potuto notare, inoltre, un grande sforzo nella presenza sui principali social network quali Facebook e Twitter, con comunicazioni di buon livello soprattutto per quanto riguarda il primo.
Di storie con protagonista la tecnologia ce ne sono sempre state e sempre ce ne saranno, starà poi alla genialità degli autori saper giocare con questi temi, evitando moralismi o apologie, per tratteggiarli in modo adatto alla nostra epoca.

La grafica del direttore?

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Non è pienamente vero che ogni direttore è in qualche modo riconoscibile anche solo dalla grafica della pubblicazione, nonostante sia una prassi quasi consolidata nel mondo dell’editoria dei periodici.
L’attuale impostazione grafica delle rubriche risulta essere giocata interamente sul giallo e sul rosso, colori che ormai da circa quarant’anni contraddistinguono la costina di Topolino, rendendola riconoscibile all’occhio di ogni lettore (e non). L’introduzione delle versioni “avatar” dei personaggi , che strizzano l’occhio all’universo delle community, rafforza il legame tra il web e il giornale, prendendo anche atto della familiarità dei lettori con Internet e con il mondo dei social network.
Una prevalenza dell’immagine sul testo e l’uso di caratteri grandi sono scelte vincenti, pensate soprattutto per il target privilegiato dei bambini in età scolare, senza che dispiacciano ai più grandi.

In conclusione 

In definitiva, il Topolino attuale non è affatto sull’orlo del declino, come si sente da diverse parti. Chi volesse affrontare un’analisi più approfondita, magari partendo anche da più lontano, troverà alla base di tutto lo stesso spirito e gli stessi principi che animavano i primi numeri in formato libretto.
La continuità editoriale del prodotto è ampiamente assicurata, nonostante le epoche caratterizzate da bassi rendimenti, qualitativi e quantitativi; in fondo, anch’esse fanno parte della sua storia. Ma ne riparleremo fra qualche altro numero, magari fra tremila

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