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Comicon 2013: breve cronaca da un consolidato appuntamento culturale di Napoli

La XV edizione del , la seconda dopo il definitivo passaggio da Castel Sant’Elmo alla Mostra d’Oltremare, certifica alcune cose molto interessanti, sebbene abbastanza scontate, per chi ha potuto visitarla: Comicon 2013: breve cronaca da un consolidato appuntamento culturale di Napoli - 20_1365775376-224x300la prima è sicuramente la totale consacrazione del Comicon come uno degli appuntamenti più attesi dell’anno culturale partenopeo; a sottolinearlo sono le sempre crescenti presenze, attestatesi quest’anno a 60.000 persone (contando tra l’altro solo chi ha acquistato un ticket d’ingresso).
Ma anche un allontanarsi sempre più metodico e senza tanti rimpianti da quello che era inizialmente il Comicon, cioè una fiera che tendeva a mostrare il lato artistico del fumetto, più che quello commerciale. La sempre più massiccia presenza di stand dedicati unicamente al merchandising, unita a un pubblico sempre più variegato ed eterogeneo, è testimonianza di quanto detto prima, sebbene il cambiamento non sia avvenuto da un giorno all’altro ma con volontà e ragionamento.

Questa deriva, assolutamente non negativa di per sé, ma anzi di buon auspicio per la manifestazione stessa, che può contare su uno zoccolo duro di fan ormai numerosissimo, è sicuramente specchio di quello che viene richiesto dal pubblico.  Sempre più eterogeneo, e composto per la maggior parte da persone anche lontanissime nella loro quotidianità dal mondo dei fumetti, e quindi magari poco interessate alle mostre e agli incontri specificatamente dedicatigli, come tra l’altro sempre più spesso avviene in tutte le mostre in giro per lo stivale.

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Un momento della premiazione dei Micheluzzi, con Lello Arena

Questo però non assolve in pieno l’organizzazione: sempre professionale e capace di muovere una macchina organizzativa enorme, ai membri dello staff vanno fatti solo applausi per quello che sono stati capaci di fare e per l’importanza che ormai il Comicon riveste nell’immaginario della città. 

Tuttavia alcuni appunti appaiono giusti, nonché costruttivi: è pur vero che non si possono obbligare i visitatori a interessarsi alle mostre ma, ad esempio, piazzarle in punti più strategici avrebbe sicuramente permesso che queste fossero maggiormente visitate e apprezzate. Anche gli incontri, e soprattutto la cerimonia di premiazione dei Micheluzzi 2013, sono parsi noiosi obblighi da espletare. Un po’ di impegno in più da questo punto di vista aiuterebbe a mantenere uno standard qualitativo ancora più alto, senza grandissimi sforzi.
Ma questa potrebbe apparire una critica da brontolone nerd: non è così. È solo un attestato di stima, un riconoscimento al lavoro di anni e una speranza lanciata da una persona che col Napoli Comicon è cresciuta e si è avvicinata a un mondo.

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Mostra del fumetto di Marco Castaldi dedicato a Diego Armando Maradona.

Dispiacciono anche le voci che colpiscono la città di Napoli, accusata anche di non essere pronta al Comicon, sia a livello istituzionale che “popolare”, accuse che prendono in considerazione la vile aggressione subita da un cosplayer sabato pomeriggio, circostanza già stemperata da un comunicato dell’organizzazione stessa, anche se le iniziali dichiarazioni minimizzavano l’accaduto in maniera poco edificante. Ma un episodio triste, occasionale, non deve essere preso a esempio collettivo, ma solo stigmatizzato. Non è certo colpa dei membri dello staff, che però devono vigilare con ancora maggiore attenzione e diligenza, onde evitare che pochi infelici episodi rovinino anni di reputazione e lavoro.
Da questo punto di vista, anche la visita del sindaco Luigi de Magistris, avvenuta domenica mattina, mostra invece la vicinanza delle istituzioni a una manifestazione che funziona ed è un vanto per la città. Napoli è pronta al Comicon, e il Comicon è un pezzo di Napoli: uno dei pezzi più colorati e festosi. E se anche solo uno dei tanti giovani novizi che hanno partecipato si è appassionato al mondo delle nuvole bianche, è sempre una vittoria e una soddisfazione.

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A riprova di questo, e dalle voci che circolavano, anche le vendite agli stand sono andate bene, sia per gli espositori che per gli editori. Grasso che cola in un mercato alquanto contratto come quello del fumetto, che risente della crisi in modo forte. L’analisi del perché delle buone vendite la lascio volentieri a chi più si intende di logiche di mercato. Sicuramente la presenza agli stand di tanti fumettisti ha incoraggiato all’acquisto delle loro opere, così da farsele autografare e dedicare (vedere le immense file allo stand della Bao per le signing session di Zerocalcare, ma anche le buone vendite di alcuni stand di autoproduzioni, dove gli autori erano ben lieti di firmare e fare sketch).
E anche da questo punto di vista, la speranza per l’anno prossimo è che la manifestazione stessa riesca a essere calamita di attenzioni, a far intervenire al Comicon qualche artista internazionale. Per fargli conoscere una mostra e una città che meritano di essere visitate.

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