Interviste

Tu vuò fa l’americano: intervista a Pasquale Qualano

Tu vuò fa l’americano: intervista a Pasquale Qualano

Tu vuò fa l’americano: intervista a Pasquale Qualano - Pasquale_qualano è nato a Torre del Greco il 16 Aprile 1974. Si è avvicinato all’arte tramite la scultura sacra e la lavorazione di corallo e cammei la creazione di cammei , attività tipica della sua città natale. Successivamente si è avvicinato al mondo del fumetto, e dal 2005 ha iniziato a collaborare col GG Studio, sia su progetti interni alla casa editrice (The One) che su commesse esterne (She-Hulk per la Marvel Comics, che aveva offerto al GGStudio la possibilità di far disegnare alcuni numeri della testata da alcuni dei professionisti più interessanti della casa editrice). In seguito è entrato nello staff dei disegnatori della Aspen Comics, per la quale ha firmato la serie Idolized (su testi di David B.  Schwarz), e numerose copertine, anche di personaggi storici della casa editrici come Soulfire e Fathom. Vive attualmente a Poggiomarino, in provincia di Napoli. Il suo sito è www.qualanoart.com.

 

Tu vuò fa l’americano: intervista a Pasquale Qualano - lsbCiao Pasquale, e benvenuto sulle pagine virtuali de LoSpazioBianco.it!
Grazie a voi!

Sei nativo di Torre del Greco , luogo ricco di richiami artistici, soprattutto per l’arte della scultura, l’industria e l’artigianato orafo. Ci puoi raccontare le tue prime esperienze nel mondo dell’arte e come ti sei avvicinato successivamente al mondo del fumetto?
Sono nato in una famiglia di artigiani torresi, il mio bisnonno e successivamente mio nonno hanno lavorato corallo e cammeo. In seguito i miei zii hanno intrapreso la strada della scultura sacra,e per me si è aperto un percorso quasi obbligato verso quella direzione. La passione per il fumetto in me è innata, ho iniziato a leggere fumetti in età acerba. Quel mondo fantastico mi affascinava, ma la passione vera e propria per i supereroi, per me sconosciuti fin a quel momento, è cominciata con le prime uscite dell’ editoriale Corno di Spider-man. Iniziarono in TV le prime serie delle avventure dell’ Uomo Ragno, di cui non perdevo una puntata. Da bambino trascorrevo i miei pomeriggi cercando di catturare su di un foglio quelle immagini in movimento.
Tu vuò fa l’americano: intervista a Pasquale Qualano - pasquale11-197x300
Hai iniziato a farti apprezzare nell’ambiente partecipando attivamente ai progetti del GG Studio di Giuliano Monni, disegnando One, su testi di Davide Rigamonti. Ci puoi parlare di quel progetto? in futuro c’è ancora la possibilità che tu possa collaborare con lo GG?
Ho conosciuto Giuliano Monni, editore della GG studio, in una piccola fiera campana e gli mostrai i miei primi lavori. All’epoca pur avendo già avuto esperienza nel campo, il mio tratto era ancora immaturo ed in fase di sviluppo. Giuliano decise di voler investire su di me, avvertendo da parte mia una buona potenzialità, dandomi le prime dritte su come migliorare il mio stile e renderlo più interessante in campo editoriale. La prima esperienza lavorativa con loro fu su She-hulk per la Marvel, con i colori di Barbara Ciardo e le chine di Vincenzo Acunzo. In seguito Giuliano mi offrì la possibilità di continuare la collaborazione su ”The One”, il primo fantasy del GG Studio con i colori di Andrea Errico e Alessia Nocera. Lavorare con la GG Studio è stato entusiasmante, mi è stata data l’opportunità di crescere ed affermarmi, conoscere grandi artisti, rivelatisi anche buoni amici. Un nuovo progetto con GG Studio? Attualmente non saprei, ma… “mai dire mai”!

Tu vuò fa l’americano: intervista a Pasquale Qualano - SHEHULK-QUALANO

Credo che l’importanza del GG Studio sia di essere stato una palestra per dare la possibilità a tanti bravi disegnatori italiani e in particolar modo campani, di emergere negli Stati Uniti (penso a te, a Barbara Ciardo, senza contare Fabrizio Fiorentino, che però lavorava già per gli USA).
Il GG Studio ha concesso a molti di noi di esordire nel mercato nostrano e statunitense. All’epoca era l’unica casa editrice in Italia che dava questa opportunità a chi, come me, non aveva un tratto tipicamente in stile italiano. I progetti erano interessanti e venivano sempre bene accolti dai fan, tanto è vero che a Lucca lo stand era assediato! Come poc’anzi ho Tu vuò fa l’americano: intervista a Pasquale Qualano - qualano3-207x300affermato, al GG studio ho conosciuto e mi sono confrontato con grandi autori,crescendo artisticamente con loro; diventati col tempo ottimi amici. Tra questi spicca la figura di Fabrizio Fiorentino, che conoscevo sin dall’ infanzia, essendo compagni di classe alle medie. E’stato un immenso piacere ritrovarlo dopo anni al GG Studio come collega.

Poi arriva la grande chiamata, e un sogno chiamato America: la Aspen! Raccontaci come sei stato scelto dalla casa editrice americana e i tuoi inizi oltreoceano.
Ho sempre ammirato il lavoro del compianto Michael Turner (è uno dei miei autori preferiti), il primo contatto con l’ Aspen Comics l’ho avuto su FB! Successivamente ho conosciuto l’Aspen Team ed il suo Editor al New York Comicon 2010, una delle più grandi convention Statunitensi. All’ epoca lavoravo su The One per il GG Studio, per il momento una collaborazione con loro doveva attendere. Appena concluso il mio arco di storie per il GG Studio fui contattato dall’ editore per lavorare sul loro evento estivo abbinato al San Diego ComiCon del 2012 SoulFire “Search for the light”. Per me fu una grande emozione lavorare sui personaggi creati da Michael Turner e su Grace, il mio character preferito. Da quel momento ho lavorato anche come copertinista per loro firmando le variant cover delle 5 testate di SOULFIRE: SEARCH FOR THE LIGHT ed altre, tra cui FATHOM. Concluso il mio lavoro sul oneshot con ottimi successi di critica mi offrirono di lavorare su Idolized, il loro primo titolo supereroistico.

Idolized, la serie a cui hai prestato la tua matita, è scritta da David B. Schwarz, e graphic policy l’ha Tu vuò fa l’americano: intervista a Pasquale Qualano - pasquale111-197x300addirittura inserita nella lista dei 5 migliori fumetti supereroistici del 2012 al 3° posto. Ci puoi parlare del tuo lavoro sulla serie, del tuo rapporto con Schwarz e soprattutto delle tematiche della serie?
Idolized mi è stato proposto quasi subito aver concluso il mio lavoro su Soulfire: Grace. Idolized è scritto da David B. Shwartz e colorato da David Curiel, coniuga il reality show tipo American Idol ed i fumetti supereroistici. La protagonista e’ Leslie, una giovane adolescente turbata dalla morte dei genitori causata da un attentato. Lei cercherà di vincere il reality per poter poi vendicare la morte prematura dei genitori, avvenuta per mano di Stasis, capo di un organizzazione terroristica, composta da persone con poteri e non. Ma la storia in realtà è molto più complessa: la fase iniziale è fitta di problemi per la giovane donna, dovrà affrontare una serie di difficoltà per concorrere al reality, ma soprattutto dovrà fare i conti con il suo disagio nel relazionarsi con gli altri concorrenti. Successivamente i suoi problemi aumenteranno dal momento della vittoria del reality show… ma non voglio svelare troppo! E’stato un progetto per me gratificante e quando il sito Graphic Policy lo ha stimato tra i 5 miglior fumetti a tema supereroistico del 2012, per me è stata una grande emozione! David Shwarz ha dato spazio alla mia creativita’ sulla serie e lavorare con lui è stato davvero eccezionale. La sua sceneggiatura era fantastica, piena di ritmo, azione, rendendo il tutto molto entusiasmante.

Tu vuò fa l’americano: intervista a Pasquale Qualano - beachvolley-qualano_color

Che possibilità ci sono che un’edizione italiana di Idolized approdi nelle fumetterie del Bel Paese?
Per ora non saprei, spero di vederlo presto nelle fumetterie Italiane.

Tu vuò fa l’americano: intervista a Pasquale Qualano - soulfire-grace-1-d-sdcc-2-197x300Questa è una domanda che pongo sempre ai disegnatori che lavorano nel mercato americano: quali sono le differenze di approccio al medium e alle metodologie lavorative che hai notato tra Italia e Stati Uniti?
Il metodo di approccio del GG Studio è simile a quello americano, quindi io non ho notato grandi differenze nella metodologia di lavoro, forse in passato le case editrici statunitensi si confrontavano con i propri lettori in maniera differente da quelle Italiane . Grazie ai mezzi di comunicazione odierni,come i social network, tra cui Facebook, questa differenza si è assottigliata moltissimo; infatti, attualmente anche in Italia molti editori pubblicizzano i loro prodotti, mostrando preview e work in progress sui social network.

Ci puoi raccontare come organizzi il tuo lavoro? Quali materiali utilizzi e come passi dalla pagina interamente bianca a quella completa?
Dopo aver letto l’intera sceneggiatura preparo i layout delle pagine per dare una mia idea di come vorrei sviluppare il lavoro. Dopo aver ricevuto l’approvazione dallo sceneggiatore, passo al lavoro sulla pagina. Completata la pagina viene nuovamente rinviata in attesa di una nuova approvazione “definitiva” e così per tutto il lavoro sull’albo. In Aspen digitalizzano le mie matite rendendole simile alle chine quindi devo cercare di essere il piu’ pulito possibile sulla tavola ,questo puo’ comportare qualche difficoltà, ma lavoro con matite piu’ dure e faccio un lavoro di clean-up, preparo le bozze e successivamente le pulisco disegnando su un tavolo luminoso.

Quali sono i progetti futuri di ?
Quest’ anno si celebrano i 10 anni dalla nascita dell’ Aspen Comics; completato Idolized , ho iniziato il lavoro su Executive Assistant Assassins: IRIS vol.  4, altro personaggio dell’ Aspen che amo molto disegnare,per il resto…STAY TUNED!Tu vuò fa l’americano: intervista a Pasquale Qualano - pasquale

Clicca per commentare

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Lo Spazio Bianco: nel cuore del fumetto!

Inizio