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Long Wei: fra la Via della Seta e via Giambellino con Diego Cajelli

Long Wei: fra la Via della Seta e via Giambellino con Diego Cajelli

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Si chiama “Drago Maestoso”, il nuovo eroe per caso nato dalla penna di e dalle matite di un gruppo di giovani e agguerriti disegnatori di tutta Italia per rinverdire i fasti di Bruce Lee & C. Una chiacchierata dietro le quinte con l’autore già apparsa poco prima di Lucca 2012 su “Il manifesto” e aggiornata al dopo “Cartoomics” in vista del debutto.Long Wei: fra la Via della Seta e via Giambellino con Diego Cajelli - copertina-Long-Wei-237x300

” arriva nelle edicole dopo un successo di pubblico e di critica come  quello del “John Doe” di Bartoli & Recchioni. Una sfida da far tremare i polsi, tanto per restare in tema di iperboli fumettistiche.
Sì, e anche parecchio. Quella di arrivare sugli scaffali con un progetto interamente mio è una grande opportunità. Finora mi sono sempre occupato di personaggi creati da altri, tutti characters che già godono di grande fama, come Diabolik, Dampyr e Zagor… ma lì, il grosso del lavoro era già fatto. Con “” partiamo dall’inizio.

Qualche tempo fa hai dichiarato che l’ambito narrativo della nuova collana è attiguo a quello di “Milano Criminale”. Come mai questa scelta in controtendenza rispetto alle ambientazioni esotiche tipiche del fumetto seriale?
L’ambientazione casalinga non è mai stata sfruttata dal fumetto seriale italiano e secondo me è un gran peccato. Vuoi mettere la “fortuna” che ha un lettore di Spider-man che vive a New York? Quello apre la finestra e si ritrova nel contesto in cui si  svolgono le avventure del suo eroe preferito. Ecco. Usando ambientazioni italiane si potrebbe fare lo stesso, avvicinare il fumetto di genere alla realtà, collocarlo in un luogo preciso, creando affezione. È un dettaglio che ho “scoperto” con la miniserie di “Milano Criminale”.Ci sarà un grosso collegamento con l’universo narrativo che ho creato in quel caso,anche se “Long Wei” è ambientato ai giorni nostri.

 

A giudicare dalle premesse, in “Long Wei” non sembra esserci troppo spazio per l’ironia che ha contraddistinto altre tue avventure editoriali…
È vero, le trame sono molto realistiche, ma con uno svolgimento piuttosto leggero. L’ironia sta tutta nel rapporto tra Long Wei e Vincenzo, il suo amico. A partire da una piccola, fondamentale inversione dei ruoli. Nel racconto di genere classico”il cinese” è la spalla dell’eroe: penso al Bruce Lee di “Green Hornet”. In un fumetto tradizionale, Vincenzo dovrebbe essere il protagonista, Long Wei: fra la Via della Seta e via Giambellino con Diego Cajelli - Immagine-1e Long Wei l’aiutante. Ma con un nome che significa “Drago Maestoso”, mica potevamo fargli fare il ragazzo di bottega.

Per uno sceneggiatore, coreografare scazzottate a suon di arti marziali è un lavoraccio. Come te la sei cavata con i disegnatori? Seppellendoli di reference o dando loro carta bianca? 
Al lavoro ci sono otto disegnatori, tutti di diverse parti d’Italia. Per gestire la lavorazione nel modo più razionale e “filologicamente corretto”, abbiamo creato un archivio on line aperto a tutti. La sezione “arti marziali” comprende una ventina di cartelle con dentro centinaia di foto divise per stili, tecniche, pugni, calci, prese, eccetera. Conosco bene le arti marziali, ho passato settimane a setacciare internet e il mio archivio cercando immagini. Foto che ho poi suddiviso in cartelle specifiche, facendo un po’ il precisetti.Io indico lo stile e il tipo di azione che il personaggio deve fare e indico al disegnatore la documentazione. Idem come sopra per l’ambientazione milanese, documentata con foto scattate in varie zone di Milano.

Fra parentesi: il parco disegnatori si discosta molto dal realismo puro, ma le storie no. Una scelta un po’, come dire, schizofrenica.
Personalmente, preferisco il segno grottesco. Non amo il disegno iperrealista. È questione di gusti, ma se voglio “il realismo fotografico” uso una fotocamera. La recitazione, la teatralità, il volume narrativo “a tavoletta” del fumetto a parer mio funzionano meglio con un disegno non realistico.

 

Differenze e affinità fra il mondo Aurea e il mondo Bonelli.
Credo di portare in Aurea la mia esperienza come autore Bonelli e viceversa. “Long Wei” non è un fumetto bonelliano, non rispetta neanche uno dei codici narrativi della casa editrice milanese. Per fare un esempio, in “Long Wei” faccio un 
uso del realismo abbastanza spregiudicato, tenendo un registro realistico finché mi conviene, per poi svicolare sulla fiction pura. So che alcune scene risulteranno fortemente sbilanciate e richiederanno una forte complicità con il lettore. La classica narrazione bonelliana risolve il problema collocando gli eventi “altrove”, e usando l’ironia come contorno. In “Long Wei” invece l’ironia è parte dell’avventura, è collocata all’interno del plot. Io comunque ho imparato il mestiere lì in Bonelli, ed è proprio il mestiere che ho portato in Aurea. Il mio modo di lavorare e gestire le cose.

Che obiettivi si propone questa nuova testata? Replicherete il discorso di “serie 
di miniserie” già collaudato con John Doe?

“Long Wei” si pone un unico obiettivo: diventare il miglior fumetto del 2013. Per riuscirci ci stiamo impegnando con tutte le energie che abbiamo. E sì, nel caso in cui le cose andassero come speriamo, l’idea di un ciclo di “stagioni” non è affatto da scartare.

 

Come mai avete preferito rimandare l’uscita rispetto alla data preventivata?
Questioni redazionali e di sana prudenza. Uscendo a Maggio abbiamo dietro le spalle 5 numeri finiti e siamo più sereni.

Com’è stato il riscontro a Cartoomics?
300 copie bruciate. Sabato ne erano rimaste 20. Domenica le abbiamo centellinate. Abbiamo fatto una foto all’ultimo acquirente, la puoi vedere sulla pagina facebook di Long Wei.

Una cosa importante del numero uno che ci tiene a sottolineare?
SPOILER!
Long Wei inizia il fumetto come comparsa e lo conclude come protagonista.
È figura secondaria nel prologo e figura principale nell’epilogo.
Prologo ed epilogo andrebbero riletti con attenzione, in modo da apprezzare Long Wei che “ripete” in un contesto diverso le stesse scene girate dall’eroe cinematografico all’inizio del fumetto.

longweifumetto.blogspot.it

 

 

Intervista apparsa originariamente su Il Manifesto (ottobre 2012) e integrata a marzo 2013 via mail.

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