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DC Universe #1

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DC Universe #1 - immagine1-958Il primo numero di una rivista è sempre accolto con curiosità ed attenzione, specie se, come in questo caso, segna per la , editore che detiene i diritti per le serie supereroistiche della , il ritorno al formato rivista dopo l’abbandono anni fa delle edicole ed il travaso in volumi da fumetteria.DC Universe nasce come un tentativo per riavvicinare un pubblico che si è sentito progressivamente sempre più abbandonato a se stesso, ed approfitta per farlo dell’attesissimo inizio del run di Jeph Loeb e su Batman, del ritorno dell’amata Justice Legue di , Jim DeMatteis e , e della ultima reincarnazione post Smalville di Superman, ad opera di Mark Waid e .

Una offerta di titoli di tutto rispetto, per un mensile che dispiace non vedere in edicola a prezzi più popolari, anziche’ relegato in fumetteria in una confezione che ha suscitato diverse polemiche, sia per una grafica ancora debitrice delle reminescenze del vecchio Play Magazine, sia soprattutto per una carta non patinata, economica e più trasparente rispetto alla concorrenza. Difetti che effettivamente si riscontrano, ma per i quali forse è stato montato fin troppo un tiro al bersaglio contro la Play.

Di certo, invece, riesce difficile capire la scelta del confino in fumetteria. Se è pur vero che, dai tempi della Corno, l’universo Marvel ha progressivamente soppiantato quello di Batman e soci, non possiamo ignorare come in edicola sopravvivano titoli, come per esempio Vertigo Presenta o ABC, con molto meno richiamo per il grande pubblico, ed un bacino potenziale di utenza certamente minore, di una testata che raccoglie sotto di se il Cavaliere Oscuro e Superman, due icone riconoscibili da tutti.
DC Universe #1 - immagine2-958Con tutte le remore di cui sopra, comunque, non si può non apprezzare quello che speriamo essere un primo passo per un ritorno della Play ad una politica più concorrenziale, e ad una differenziazione dell’offerta che riesca ad esaltare il vasto parco di testate su cui può contare.

Tornando pero’ alle storie, che rischiano di passare ingiustamente in secondo piano rispetto alle critiche, possiamo dire che il mix risulta ben amalgamato. Piatto forte risulta essere di certo Batman, con il ritorno ai disegni di quel che fu tra i primi artefici dell’Image, per poi accasarsi sotto le ali protettrici della DC con la sua etichetta, la Wildstorm. La storia entra subito nel vivo dell’azione, mettendo l’uomo pipistrello in difficoltà fin dalle prime pagine. Ogni inquadratura è ben studiata per esaltare la mano per niente arrugginita di Lee, una mano anzi più matura che mai.
Birthright narra, rinnovate per i lettori delle nuove generazioni, le origini di di Kar El, ovverosia Superman, puntando principalmente sulle sue prime esperienze da reporter prima di decidere di indossare il costume rosso e blu. Probabilmente la storia più debole dell’albo, vittima di un eccessivo tono didascalico, ma i nomi coinvolti fanno ben sperare per il proseguo.
Infine, la miniserie Formerly Known as the Justice Legue presenta un team d’autori ampiamente rodato che confeziona un numero introduttivo, eppure esilarante e frizzante; ennesima ma non scontata o stanca parodia/omaggio dei luoghi comuni del supereroe. Il ritorno del più scalcinato gruppo di supereroi dell’universo rappresenta una lettura che difficilmente può mancare al fan del fumetto di genere.

In chiusura, non possiamo che augurare, alla neonata rivista ed alla , la fortuna che l’entusiasmo che traspare dall’editoriale merita, ben sapendo che dipenderà molto anche dalle future scelte editoriali. Con questi fumetti e pochi aggiustamenti, DC Universe non potrà che diventare un appuntamento fisso per molti lettori.

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