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Batman Black & White #3

Batman Black & White #3 - immagine1-954La serie Batman Black & White è stata ideata per raccogliere le storie brevi di batman, rigorosamente otto pagine in bianco e nero, che in USA vengono pubblicate usualmente come postfazione alla serie regolare; un po’ come dire “dulcis in fundo”. Basta dare un’occhiata ai credits per capire che spesso proprio di leccornie si tratta.
Questo terzo numero, ad esempio, raccoglie nell’ordine storie di:

Paul Dini & Alex Ross
Marie Severn & Ty Templeton
&
&
Steven T. Seagle & Daniel Torres
Cyrus Voris & Chris Bachalo
Dwaine McDuffie & Denys Cowan
Don McGregor & Dick Giordano
Paul Kupperberg & John Watkiss
Doug Alexander & Rob Haynes
Scott Peterson & Danijel Zezelj
Mark Askwith & Michael W. Kaluta

Il ridotto numero di pagine fa sì che si tratti, più che altro, di impressioni sul tema, storie brevi che diventano spesso brevissime, per la velocità con cui le si legge o per la mancanza totale di testo (La battuta finale – Alexander & Haynes). A volte si fanno occasione per affrontare argomenti che più che altro sono dei “divertissemant”: in Oggetto di studio – Dini & Ross, si ipotizza la sanità mentale del Joker, mentre in Una questione di fiducia – Claremont & Rude, il signor Wayne non indossa mai il costume, ma lo vediamo fare “semplicemente” il baby sitter; o ancora, sono storie che ripercorrono semplicemente i luoghi comuni della vicenda di Batman (Notte dopo notte – Pucket & Sale).
Vedere all’opera col bianco e nero disegnatori che magari ci hanno abituato al colore è quantomeno interessante. Si vede subito la differenza tra chi è abituato a questa tecnica (Zezelj), e chi deve ricorrere ad inchiostri e retini perché normalmente è “illuminato” dai colori (Bachalo, Haynes).; c’e’ poi chi risolve tutto virando la sua tavolozza al grigio, come Alex Ross.
Piccola critica per la copertina, affidata ogni volta ad un autore ospite diverso: qui tocca a Mignola, che sforna una illustrazione con una impostazione valida e di sicuro effetto, ma che lascia l’impressione di essere stata fatta in tutta fretta per rispettare una scadenza, quasi più uno schizzo da convention che una copertina vera e propria.

La necessità di raccontare tutto in otto pagine non lascia certo spazio alle pinup che disegnatori di questo calibro potrebbero permettersi (e che allieterebbero lo sguardo dei lettori), o ad intrecci particolarmente complessi o originali, ma già il vedere all’opera tanti autori diversi su un personaggio forte come Batman rappresenta una bella soddisfazione per un appassionato di fumetti. In definitiva, una buona prova per tutti.

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