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Il peggiore fan dei fumetti in circolazione: intervista a Paolo Rivera

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Paolo Rivera (1981, Daytona Beach, Florida) si diploma nel 2003 alla Rhode Island School Of Design di Providence, dove ha studiato sotto l’ala di David Mazzuchelli, dopo aver trascorso il suo Junior Year in Italia, a Roma.
Nel 2002, grazie all’apporto dello sceneggiatore Jim Krueger incontrato alla Megacon di Orlando, firma un contratto in esclusiva con la Marvel Comics.
Dopo due storie brevi in pittoriche, mantenendo lo stesso stile pubblica quello che probabilmente è il suo lavoro più famoso: Mythos, una miniserie di sei numeri su testi di Paul Jenkins che ripercorre le origini di altrettanti supereroi della casa delle idee. Nel 2009 inizia a disegnare, abbandonando lo stile pittorico che mantiene però per molte copertine, diverse storie dell’Uomo Ragno tra one shot e The Amazing Spider-Man, per la quale illustra la controversa saga “One Moment In Time” in tandem con Joe Quesada. 
Nel biennio 2011-2012 collabora con Mark Waid e Marcos Martin al rilancio della serie Daredevil, che gli frutterà due Eisner Awards come Best Single Issue per Daredevil #7 e come Best Continuing Series. Nel giugno 2012 rinuncia al contratto in esclusiva firmato 10 anni prima per dedicarsi a progetti diversi, pur continuando a collaborare con Marvel Comics.
Per rimanere costantemente aggiornati sui suoi lavori, anche extra fumetto, Paolo aggiorna regolarmente il suo blog, The Self-Absorbing Man, all’indirizzo paolorivera.blogspot.co.uk.

Sei arrivato nel mercato dei comics all’età di 21 anni. E’ sempre stato il tuo obiettivo diventare un fumettista?
Decisamente sì. 
Non so cos’altro avrei potuto fare. Probabilmente avrei trovato un lavoro, ma il mondo dei fumetti era quello dove volevo andare.

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Quali sono i tuoi disegnatori preferiti? Ci sono, ti piacciono o segui altri artisti non necessariamente coinvolti nei fumetti?
Ci sono troppi nomi. Ho iniziato ad amare il fumetto con una dose salutare di Jim Lee, JoeMadureira, AdamHughes e AlexRoss. Non sono mai stato legato ad un particolare stile, mi interessava soltanto la tecnica. Maturando, sono rimasto attratto dai lavori di Kirby e Toth, ma c’è un intero mondo di artisti la fuori. Guardo anche moltissimo ai pittori, non più tanti quanti una volta, anche perché ora dipingo molto meno. Nonostante ciò, credo che il mio preferito sia H.J. Ward.

Leggendo il tuo blog abbiamo scoperto il tuo amore per la scultura; vuoi parlarcene? Ci sono altri tipi di arte con cui ti piacerebbe cimentarti?
Secondo me è tutto collegato: se non sai scolpire, non sai davvero disegnare. Credo che però sarebbe difficile sopravvivere con la scultura. Tendo ad essere un perfezionista ed avere a che fare con le tre dimensioni moltiplica la mole di lavoro e, nonostante ciò, la paga rimane la stessa. Puoi anche raggiungere più persone con la sola arte in due dimensioni, senza parlare del raccontare storie più complesse. La scultura è un qualcosa che amo e rispetto, ma per me è soltanto un mezzo per arrivare al risultato.

Come hai iniziato a lavorare in Marvel?
Ho incontrato Jim Krueger al MegaCon di Orlando quando ero ancora al liceo. Ero un grandissimo fan di Terra X ed è stato gentilissimo dandomi l’opportunità di lavorare ad alcuni dei suoi progetti creator-owned. Dopo qualche anno mi ha presentato ad alcuni editor della Marvel con il portfolio che avevo costruito con i suoi personaggi. Anche se l’impatto iniziale non è stato molto incoraggiante, Joe Quesada irruppe e mi assunse immediatamente. Fino ad ora ho lavorato con le stesse persone.

I tuoi primi lavori (Spectacular Spider-Man 14 e la serie Mythos) erano dipinti. Quanto tempo è necessario per completare un numero con questa tecnica?
Ogni numero ha avuto tempi di realizzazione diversi. Per Spectacular Spider-Man 14 ci sono voluti tre mesi e mezzo. Più o meno lo stesso tempo impiegato per Mythos: Spider-Man, mentre per Mythos: X-Men ce ne sono voluti circa dieci. Dipende quali medium usavo e quanto duro stessi lavorando. Per i volumi che mi impegnavano per lo stesso tempo, raramente lasciavo il mio appartamento o dormivo (o trovavo il tempo per una doccia).

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Preferisci una sceneggiatura molto dettagliata o una che ti lasci più libero nella costruzione della tavola?
Amo avere la libertà di fare tutto ciò che voglio, allo stesso tempo però posso capire quando uno scrittore sa esattamente quello che vuole. C’è sempre un po’ di spazio per la creatività, anche nelle sceneggiature più dettagliate.

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Come definiresti la tua esperienza su Daredevil? Com’è stato disegnare il personaggio e lavorare con Mark Waid?
Oserei troppo dicendo che è stato il momento cruciale della mia carriera? Sono un fan di Mark Waid da quando a quindici anni comprai Kingdom Come, quindi è stato un vero onore lavorare al suo fianco. Mi piace dare fastidio a Steve Wacker, ma rispetto tantissimo i volumi che realizza e le persone che lavorano con lui. Dal punto di vista creativo non potrebbe esserci di meglio.

Quali sono stati i tuoi punti di riferimento per Daredevil? Miller, Mazzuchelli (che è anche stato tuo insegnante alla Rhode Island School of Design nel 2003) e Wood sono i primi saltano all’occhio…
Ho letto soltanto 3 story arc di Daredevil: Born Again, L’Uomo Senza Paura e Guardian Devil. Se dovessi scegliere direi che Mazzuchelli e Colan sono stati le due grandi fonti d’ispirazione, ma anche Romita Sr. e Wally Wood probabilmente si erano insinuati nella mia mente. Ma il mio primo approccio con il personaggio sarà sempre Quesada. Ha disegnato il Daredevil che Wood aveva definito, con il costume prevalentemente nero: non mi piace quando viene colorato interamente di rosso. Trovo affascinante anche il costume originale.

Rileggi mai i tuoi lavori una volta pubblicati? E quale è stato quello che ti ha dato più soddisfazioni?
Generalmente subito appena pubblicati, poi di nuovo una volta ogni tanto. E’ strano leggere cose realizzate 10 anni prima. Conosco le sfide creative che ho dovuto affrontare e vorrei tornare indietro nel tempo per dirmi le cose che avrei avuto bisogno di sentire. Chissà se mi sarei ascoltato, però…

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C’è uno scrittore con il quale ti piacerebbe lavorare?
Mark Waid, di nuovo. Mi piacerebbe anche realizzare un progetto con Ivan Brandon quest’anno. Ci conosciamo da parecchi anni ma non abbiamo mai acuto l’occasione per lavorare insieme.

Il peggiore fan dei fumetti in circolazione: intervista a Paolo Rivera - il-peggiore-fan-dei-fumetti-in-circolazione-i-L-jNP0XjHai tempo di leggere fumetti? E se sì, quali sono i tuoi preferiti al momento, e perché? 
Non molto, ma sto migliorando. Da quando ho finito Daredevil ho avuto moltissimo tempo libero. Ho immediatamente comprato e letto Akira, che aspettavo di leggere da anni. Ho anche letto Paying For It di Chester Brown. Ho letto i primi 99 numeri di The Walking Dead, e ora sto portando avanti Ghost In The Shell e Love and Rockets. Comixology ha cambiato il mio modo di leggere. Sono sempre dubbioso nel comprare volumi perché odio ammassare le cose, ma ora che è tutto digitale li compro. Qualche volta mi piacerebbe supportare la mia fumetteria di fiducia, ma la verità è che non ho mai comprato per il solo gusto di iniziare una serie nuova. Sono il peggiore fan dei fumetti in circolazione!

Ti piacerebbe, a questo punto della tua carriera, lavorare con altre case editrici? Magari mettendo da parte costumi e mantelli per realizzare una graphic novel o un volume per il mercato francese?
Beh, mi trovo bene con le case editrici con cui lavoro ora, nonostante stia solo realizzando delle copertine. Nel mio tempo libero sto scrivendo una graphic novel di fantascienza che spero di iniziare a disegnare per fine anno. Probabilmente non sarà pronta prima di un paio di anni, soprattutto se continuo a fare lavori da freelance.

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 Ti piacerebbe raccontarci qualcosa del tuo progetto creator-owned?
Solo che sta procedendo molto a rilento. Visto che è il mio primo tentativo di scrittura, sto facendo una sceneggiatura completa da far visionare a miei colleghi. E’ un viaggio epico di cinque robot e della donna che li ha creati. Se tutto va bene, la trasformerò in una trilogia, se non andrà bene, mi metterò a piangere fino ad addormentarmi.

Quali sono i pro e i contro di un fumetto creator-owned?
Ora ho il meglio dei due mondi. Mi finanzio con copertine e lavori freelance su determinati personaggi, il tutto creando qualcosa che spero colpisca positivamente i lettori. Qualcosa che posso realmente definire mio. Per ora ancora nessun contro, ma richiedetemelo tra 3 anni. 

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100 copertine Marvel da Paolo Rivera (clicca per ingrandire)

Grazie Paolo per il tuo tempo!

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