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Dylan Dog # 317 – L’impostore (Bilotta, Mari)

Dylan Dog # 317 - L'impostore (Bilotta, Mari)

Dylan Dog # 317 - L'impostore (Bilotta, Mari) - Dyd-317-CoverCome suggeriscono titolo e, meglio ancora, copertina, L’impostore è una variazione sul tema del doppelganger, che nel racconto del terrore ha sempre esercitato gran fascino sin da William Wilson (da cui prende chiara ispirazione), magnifica storia breve di . Sin dalle prime pagine, dove si assiste alla morte di un uomo per mano del suo doppio; poi Dylan, come spesso gli accade, si lascia trasportare dagli eventi e si imbatte nel folle di turno.
Il Dylan di , nel suo più che mai lungo camicione fuori dai calzoni, si rivela particolarmente passivo, ingenuo e più che mai spettatore, protagonista di una sceneggiatura svelta e dagli espedienti affrettati.
Il segno del buon contribuisce a una certa altalenante incoerenza. Lui che in gioventù apprezzavo sulle pagine di , nel suo stile corrente dimostra padronanza di un uso affascinante del nero, ma, nella ricerca di maggior dettaglio nelle figure umane, finisce per mancare in caratterizzazione del personaggio o nel rispetto delle proporzioni (gambe di donna che difficilmente reggerebbero il resto del corpo o un Dylan che legge un giornale che pare un lenzuolo – che poi i britannici sono famosi per il formato tabloid). A volte comunque, i suoi volti hanno il dettaglio inquietante dei primi piani di un Freghieri o di un Bacilieri e altre una certa deformazione riesce perfino a essere funzionale al senso di inquietudine che il genere richiede.
Da anni non leggevo il personaggio, ma è difficile farsi convincere a riavvicinarlo da questo episodio.

Abbiamo parlato di:
# 317 – L’impostore
,
Sergio Bonelli Editore  – gennaio 2013
brossurato, bianco e nero, pagine 96 – € 2,90

 

Dylan Dog # 317 - L'impostore (Bilotta, Mari) - Dyd-317-Footer

1 Commento

1 Commento

  1. la redazione

    La redazione

    16 febbraio 2013 a 11:12

    Ciao Luca Angelo,
    Apprezziamo ogni contributo alla discussione, ma converrai con noi che se l’unico contributo è rimandare al tuo blog la cosa diventa un po’ antipatica e scorretta.

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