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Pranzo di famiglia

Pranzo di famiglia - immagine1-908La ci ha abituati, a parte alcune eccezioni, a volumi che rendono giustizia al suo concetto di “naif”: storie di persone, emozioni e sguardi su di un mondo oscillante tra la tarda adolescenza e quei trent’anni che ne rappresentano in un certo senso l’ultimo strascico. Temi che spesso ritroviamo nel cinema nostrano, e che se ben affrontati sono capaci di offrirci opere delicate, ironiche e piacevoli.

Questo Pranzo di famiglia non si sottrae a questa linea ed a questo target. La storia scritta da Francesco Satta, giornalista di Bologna, scorre, con naturalezza e tratti di leggerezza ben orchestrata, sulla vita di Maddalena, giovane universitaria che passa dalla rottura con un ragazzo, con il quale non riesce più a comunicare ed a condividere le passioni e le piccole manie, come quella di conservare tutti i suoi biglietti del cinema, alla scoperta di una storia che rischia di sembrarle troppo pesante al momento di affrontarla come momento di maturazione.

Il tema del passaggio dalla infanzia, dalla casa dei genitori, dalla sicurezza di non dover dipendere da se stessi, ad una vita autonoma, anche se in coppia, è uno degli argomenti più floridi della narrativa in ogni sua forma, grazie alle mille sfaccettature con le quali si può affrontarne l’importanza e la profondita’.

Nel caso di Maddalena, alla disperata ricerca di un senso che renda la sua vita semplice come una equazione, sarà vedere l’essenza dell’amore e della perdita negli occhi bagnati di lacrime del nipotino, scevra dagli orpelli delle riflessioni e dei patemi degli adulti, che la porterà al suo primo passo verso l’accettazione dei propri sentimenti e ad assecondarli, accettando con serenità tutto cio’ che si portano dietro. Ed il pranzo di famiglia finale, dedicato ad un altro trasloco, riunisce alla stessa tavole varie storie e vari amori, in quell’atmosfera da tavolata di amici che rende tanto piacevole passare giornate a non fare niente altro.
I disegni di sanno accompagnare con personalità la storia, con uno stile che illustra espressioni e gesti con pochi tratti spessi e morbidi, un segno che si colloca bene nel panorama della produzione come sensibilità e fascino.

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