Cronache

Lucca Comics 2012 – la principale mostra mercato in tempi di crisi

Lucca Comics 2012 - la principale mostra mercato in tempi di crisi
Lucca Comics 2012 - la principale mostra mercato in tempi di crisi - slidelcang
Foto di Raphael Lacoste

Lucca Comics (and Games) 2012, la mostra mercato fumettistica principale del nostro paese, vissuta in tempo di crisi. Nonostante la condizione economica collettiva, le condizioni climatiche, la differenza di proposta e ospiti di edizione in edizione, secondo gli annunci dell’organizzazione i visitatori sono sempre in vertiginoso aumento, con record che si rincorrono di anno in anno, tanto da far perlomeno sorgere dei dubbi, se non sorridere.
Perché la situazione economica è in continuo peggioramento e quest’anno più che mai incerte, se non pessime, sono state anche le condizioni meteorologiche, che devono aver sconfortato qualche possibile visitatore in più, e che di sicuro hanno reso gli spostamenti alquanto scomodi e i giorni a venire piuttosto “indolenziti” per molti.
Una volta a casa, pare che sia diventata pratica piuttosto diffusa quella di postare su Facebook foto degli acquisti (le si vedono perché in molti taggano gli autori).
In un certo senso è anche un polso della situazione, dei gusti di certi lettori che vanno in fiera per sfogliare e acquistare le novità lì presentate. Beh, non è ovviamente un indicatore certo, ma quest’anno si vedono foto poco ricche di volumi; il carrello – o meglio bustona – della spesa pare per forza di cose piuttosto ridimensionato. Lucca Comics 2012 - la principale mostra mercato in tempi di crisi - 8150386325_9b6d85ddfc
Ma intanto bastava girare più giorni per la fiera per vedere come i banchi degli editori si svuotassero rapidamente. Chi siano loro a non saper prevedere le mosse del lettore o che sia il lettore ad essere cambiato radicalmente?
Di certo, col senno di poi e col passare dei giorni, si può ammettere che qualche caso deve pur esserci stato. Basti pensare ai numeri dichiarati dell’editore Bao Publishing riguardo a Zerocalcare, o le evidenti file allo stand RW-Lion, per gli ospiti illustri (Jim Lee su tutti) e per le casse – tanto per citarne uno piuttosto vistoso.

Tra editori che proponevano alcuni libri nuovi ma a prezzi scontatissimi (Rizzoli-Lizard), altri che puntavano su nomi di grande richiamo ( con Zerocalcare e Kevin O’Neill), altri che ospitavano graditi rientri sulla scena (Coconino con Baru, Ausonia, Mattotti e altri) e altri che annunciavano collane per i mesi a venire (Panini con la linea di graphic novel 9L) o addirittura fusioni commerciali (le due sigle BD e GP), in definitiva pareva che a rimetterci fosse la visibilità di certi titoli, forse già conosciuti per l’esposizione mediatica internettiana del tam tam che precede certe uscite più che per la presenza sui banchi fieristici. Come se la fiera lucchese, nonostante la rilevanza nel mercato, confermasse questo suo status un po’ sornione della fiera dove si premiano libri usciti e sfogliati da mesi (l’eppur meritevole Blast di Larcenet) e non si cerca mai di sbilanciarsi o creare un caso editoriale, sia mai che si esca dal circondario.

Fortuna che si rafforza la presenza dei Comics Talk, un’occasione praticamente unica di vedere a confronto autori di genere, stile e provenienza dei più disparati, di mettere a confronto la loro esperienza.
Fortuna che si rafforza la presenza delle mostre, un saturo concentrato di esperienze variegate, che quest’anno ha conosciuto l’apice, migliorando per più aspetti la buona premessa delle scorse edizioni: lo Spider-Man di Sara Pichelli, autrice anche del discusso e discutibile poster; i paesaggi e i volti intensi di Laura Zuccheri, tra fantasy francese e popolare italiano con Julia; le affascinanti tavole di Cyril Pedrosa, autore di uno dei migliori graphic novel dell’anno, Portugal (); il maestro giapponese creatore del genere adulto gekiga Yoshihiro Tatsumi, autore dell’imponente e autobiografico Una vita tra i margini (Bao Publishing); l’interessante e stupefacente excursus nella carriera del maestro Enrique Breccia (ospite quest’anno ai banchi di ); il viaggio nel mondo dell’illustrazione con gli scenari visionari di Rébecca Dautremer (Donzelli Editore); il percorso nei cinquant’anni del mito italiano di Diabolik. E molto altro, tra cui un’iniziativa molto interessante e assai moderna per le abitudini di una fiera da sempre piuttosto tradizionalista: le quotidiane performance live di una rappresentanza di giovani artisti olandesi, che si sono prestati agli occhi dei visitatori su una piccola pedana al centro dell’area delle mostre del Palazzo Ducale (Barbara Stok, Sam Peeters, Bart Nijstad, Jeroen Funke, Tim Enthoven, Milan Hulsing, Marcel Ruijters e Dace Sietina), in bilico costante tra fumetto underground e arte contemporanea a tutto tondo.

Ma le Lucca sono tante, tutto sommato difficili da vivere tutte appieno.
C’è la Lucca del padiglione Napoleone con gli editori e, visto che quest’anno c’erano anche quelli che attirano più folla giovane come Panini, GP e , la situazione si era fatta più affollata che mai; la Lucca di alcuni editori minori sfortunatamente locati in altri piccoli padiglioni mal dislocati, molto meno frequentati o di altri a fianco del padiglione Napoleone, più fortunati perché la situazione era più vivibile senza compromettere la visibilità (gRRRzetic, Salda Press, Lavieri, Logos); la Lucca dell’Area Self, quella davvero sfortunatamente delocalizzata, lontana dagli altri padiglioni; tante altre Lucche, tra cui di certo la Lucca occasione di rivedere gli amici lontani, la Lucca di “poi in fiera ci vediamo per un caffè” e a volte non ce la si fa, visto che difficilmente funzionano i cellulari…

 

Foto tratte da www.flickr.com/luccacomicsandgames e da www.facebook.com/luccacandg

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