Interviste

Dream Colours: il variopinto sogno del coniglio giallo

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La definitiva chiusura della LEXY PRODUKTION aveva gettato centinaia e centinaia di lettori nello sconforto: “Che fine avrebbero fatto i tanti universi narrativi portati nella nostra penisola dall’editore di Terni?”
La neonata divisione editoriale della DREAM COLOURS, una azienda gia’ molto presente nel campo del merchandising legato al mondo dei fumetti, risponde ad una buona parte di questi interrogativiativi, accingendosi a presentare, a partire dal prossimo mese di ottobre, l’universo narrativo della CROSSGEN.
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LSB: E’ impresa davvero ardua chiedere ad un editore in procinto di gettarsi all’arrembaggio nel variopinto mondo delle nuvole parlanti un giudizio relativo allo stato di salute del mercato. Sarebbe una impresa ardua se il mio interlocutore non fosse , vecchia conoscenza di tutti i lettori di Comics in Italia e grande esperto del settore. Cosa ti ha spinto a rischiare la nuova avventura editoriale con la Dream Colours? Che impressioni hai riguardo il mercato del fumetto in questo ultimo anno?
AB: addirittura “vecchia conoscenza”? mi sa che tra un po’ mi inseriranno nelle visite guidate alle mostre ” e alla vostra destra ecco a voi , ultimo sopravvissuto dell’epoca Pre-Manga…”.Ok, siamo seri. Cosa mi ha spinto? E che altro posso fare se non divertirmi con fumetti? Ormai il posto da chitarrista coi Metallica l’hanno già occupato. Inoltre, chiedete pure conferma alla Bot-Lady, con gli anni divento sempre più pazzo. Invece di cercarmi un lavoro fisso e uno scivolo pensionistico a 70 anni, insisto a fare l’editore/curatore.
Il mercato in questo ultimo anno (parlo delle fumetterie) ha risentito in modo massiccio della debacle Lexy. Sia a livello di vendite (leggi fatturato per negozi/distributori), sia a livello di credibilità degli editori presso i lettori. La Lexy godeva di un “pregiudizio positivo” da parte dei lettori. E li ha delusi. Il prossimo a farlo potrebbe essere chiunque. Anche voi.

LSB: Ehm … perché anche noi? Come potrebbe un sito di informazione e critica deludere i lettori? In ogni caso trovo che il concetto di “pregiudizio positivo” sia davvero molto interessante e condivido la tua opinione sul fatto che la Lexy ne godesse. Ma come nasce un pregiudizio di questo tipo? Come si fa a stimolare preventivamente i favori del lettore?
AB: ho detto anche “voi”? ho errato. Intendevo dire “anche noi”. Ma torno sul “pregiudizio”. Faccio degli esempi, che trovo assolutamente calzanti, basati sulla mia esperienza personale.
La Play Press, non so perché, subiva un pregiudizio “negativo”. Ossia nel confronto Play-Star e poi Play-Marvel Italia, la bilancia pareva sempre pendere in positivo dall’altra parte. Mi spiego meglio (cerco): si scollavano le pagine di un albo Play: catastrofe. Succedeva lo stesso ad un altro? Incidenti che possono capitare. Forse il tutto derivava da un approccio sbagliato ( i fumetti sono cose per bambini) dei primissimi periodi ( posta di Tony Stark & similia) antecedenti al mio arrivo, ma ripeto, io ho sempre avvertito che per la massa alla Play non si perdonava nulla.
Viceversa la (e prima ancora la General press) hanno sempre goduto di un pregiudizio “positivo”. Al di là di innegabili meriti, sia personali di , che editoriali della struttura, è sempre stato facilissimo perdonare tutto alla Magic da parte dei lettori.
Con questo voglio chiarire che non sto accusando o squalificando nessuno. E’ solo la mia percezione della realta’.
La Lexy aveva un fortissimo pregiudizio positivo a suo favore. Nuovi, dinamici, prodotti interessanti e coraggiosi. Qualche mossa azzeccata. La Crossgen, ossia un’alternativa seria ai super eroi, la volontà di pubblicare le serie che “mi piacciono, perché le ritengo belle, anche se ci perdo”, vedi Sock Monkey, Miller e Sin City. Savage Dragon. Tutto ottimo. Poi il crollo a dissipare tutto il patrimonio.
E’ successo a loro, potrebbe farlo chiunque. Anche Bottero che si espone in questo modo folle.

LSB: Con quale manifesto programmatico la Dream Colours si presenta sul mercato?

AB: Manifesto programmatico? Bella parola. Come si potrebbe dire……Pubblicare storie belle? Evitare i passivi? Divertirci? Avere una stanza tutta per noi nei Forum di discussione sui fumetti?
A di là degli scherzi credo che la risposta sia molto semplice. Io ed Andy siamo due lettori prima di tutto, e poi editori. La cosa vuol dire che ci va di pubblicare fumetti (e già questo non depone a nostro favore) e che tra i fumetti attualmente disponibili abbiamo scelto e provato a chiedere quelli che a nostro parere fornivano maggiori possibilità di autofinanziarsi. Questo per essere molto onesti. A livello di pura passione io , ad esempio, a Crux preferirei una edizione completa e cronologica di Prince Valiant di Harold Foster, o del di Burne Hogarth. Ma sarebbero assai meno OK sotto l’aspetto imprenditoriale. Per cui il discorso è stato “vogliamo pubblicare fumetti. E’ possibile individuare qualcosa di valido e di non “suicidio certo”? ”
La risposta è stata si’. C’era la Crossgen, c’erano dei prodotti Image, e ci potrebbero essere dei bei prodotti italiani.
Il manifesto è “Noi crediamo in questi prodotti. Tu?”

LSB: Con la nascita della Dream Colours quale futuro aspetta la ? Ci sarà un disimpegno da parte tua, oppure la King confluirà all’interno del neonato editore?

AB: Ne’ l’uno ne’ l’altro. La King semplicemente ha concluso la sua corsa. Possiamo dire che l’erede della King è la Bottero Edizioni.

LSB: La stagione appena conclusasi è stata caratterizzata da una serie di iniziative multimediali di enorme rilievo nazionale e internazionale, dai film dedicati agli eroi Marvel fino all’iniziativa di Repubblica, le nuvole parlanti sembrano aver avuto una rinnovata visibilità ed una inedita consacrazione culturale. Queste iniziative, secondo te, hanno prodotto dei riscontri concreti sul mercato dei fumetti e, nello specifico, dal punto di vista della Dream Colours?

AB: I volumi di repubblica non hanno portato una copia che è una venduta in più al mondo del fumetto. I film dedicati ai personaggi dei fumetti storicamente non portano copie vendute in più ai fumetti, come ha dimostrato nel primo volume di Comicswood (edito dalla mia Bottero edizioni…). Ergo, queste iniziative sono del tutto staccate dai fumetti di carta. Dal punto di vista della Dream Colours, invece, dato che noi produciamo anche Gadget e merchandising, legati alle nostre licenze, la cosa è diversa. I film dedicati ai fumetti. Mentre non incidono assolutamente sulle vendite dei fumetti, incidono sulle vendite dei gadget legati al personaggio presente nei film. E in questo campo noi siamo ben piazzati.

LSB: Perche’ affermi che “I classici del fumetto” è una iniziativa che non ha apportato nuovi lettori? In fin dei conti (parlo senza dati alla mano) se il volume degli X-Men (tanto per fare un esempio di un fumetto beneficiato anche da una pellicola cinematografica) avesse venduto 200 mila copie avrebbe attinto comunque ad un bacino 10 volte superiore a quello ordinario. Mi sbaglio?

AB: Esatto, ma poi non succede che i 200.000 nuovi lettori passano su X-Men della Marvel. I 200.000 che hanno comprato il volume sugli x-men si tengono quel libro e BASTA. Non vanno in edicola e comprano per la prima volta il fumetto. Oppure (senno’ dicono che sono ossessionato dalla panini). Poniamo che il volume di Tin Tin abbia venduto 200.000 copie. C’e’ forse qualcuno che crede DAVVERO che adesso i volumi di Tin Tin pubblicati dalla Lizard subiranno una impennata delle vendite?

LSB: Direi che Tin Tin è una concessione a chi pretendeva che “I Classici” non avessero solo ed esclusivamente una logica commerciale, ma su questo sono d’accordo con te: non so nemmeno se sul volume di Repubblica si menzioni la Lizard come editore italiano di Tin Tin. Torniamo a noi, quali prodotti, tra quelli pubblicati dalla nella passata stagione, ti ha dato maggiore soddisfazione?

AB: Sicuramente il primo volume di Usagi, che dimostrava che fosse possibile lavorare con gli americani senza troppi problemi. Poi Il collezionista di Toppi, e il premio vinto come migliore classico . E poi Bad Karma, che secondo me era una bella rivista di storie inedite di grandi autori italiani, ingiustamente snobbata dai distributori e dal pubblico.

LSB: Quali prodotti delle altre case editrici ti hanno maggiormente colpito?

AB: Positivamente o negativamente? Positivamente Ultimate X-Men, Berserk, e Mister No. Negativamente potrei dire tutto il resto, ma sarei cattivo. Diciamo che Martin Mystere è molto scaduto, che Spawn ormai lo compro e lo metto via, e che tra i manga pubblicati vedo tanta tristezza.

LSB: Quali obiettivi si prefigge la Dream Colours nel 2003/04?

AB: Ripagarsi le spese, guadagnare, e aumentare il numero dei lettori Crossgen in italia.

LSB: A proposito della Crossgen … in una recente dichiarazione rilasciata sul forum di ComicUs, Dario Gulli ha parlato di vendite molto deludenti per una divisione editoriale nella quale aveva creduto molto e che avrebbe dovuto con i suoi introiti ripagare l’editore dei costi sostenuti per prodotti più “difficili”. Non temi che le scarse vendite, Gulli parlava di circa 800 copie a volume, della precedente incarnazione dell’universo di Alessi possano in qualche modo penalizzare la neonata gestione Dream Colours?

AB: No. Non lo temo perché io ho dati diversi.

LSB: Immagino che siano dati più incoraggianti. Non è che potresti dirci, in base ai dati in tuo possesso, quale è il volume medio di venduto di un albo Crossgen/Lexy?

AB: No. Non posso dirti “X mi ha detto che la crossgen vende YY”, ma potrei dire che così a fiuto, che un albo medio della Crossgen poteva vendere agevolmente sopra le 1.000

LSB: Se le vendite dovessero ripagare le tue aspettative credi che la Dream Colours ristamperà anche il materiale originariamente edito dalla Lexy?

AB: Forse. Da lettore ossessionato dalla continuità lo spero. Lo spero anche da editore, perché vorrebbe dire che si venderebbero anche le ristampe. E la cosa significherebbe soldi per noi.

LSB: Quali saranno le principali proposte e novità con le quali vi accingete a sfidare il mercato? Su quali titoli puntate maggiormente?

AB: Io credo molto in un titolo Image, ossia A distant Soil, che era un mio pallino dai tempi della King. Poi chiaramente la Crossgen come universo (e tra le serie mi aspetto buone cose da Ruse e Sojourn, per dire due titoli)

LSB: Ci puoi spiegare nel dettaglio come è strutturato il piano di rilancio del parco testate Crossgen Comics?

AB: Nel dettaglio ancora no.Diciamo che fino a gennaio andremo avanti solo con volumi: tre al mese.
Dream Colours: il variopinto sogno del coniglio giallo - immagine2-690Poi a febbraio manterremo sempre tre uscite mensili Crossgen, con picchi di quattro, ma saranno un volume (a volte due) monografici, e due “riviste” dove si alterneranno varie serie. Ogni numero presenterà almeno due albi della serie portante di quel mese.

LSB: Caspita! La nostra curiosità è alle stelle! Puoi dirci almeno per quando è previsto il battesimo delle librerie per l’universo Crossgen?

AB: nelle librerie intorno al 23/25 ottobre.

LSB: quanto dovrà spendere mensilmente un appassionato lettore della Crossgen che decida di seguire tutte le vostre pubblicazioni?

AB: approssimativamente per le due testate e il volume tra i 27 e i 29 euro.

LSB: Si tratta di una spesa non indifferente. Non temi che alcuni lettori, dovendo far fronte ad un intero universo narrativo la cui lettura può essere goduta appieno solo leggendo tutte le serie ad esso appartenenti, possa scoraggiarsi e decidere di non affrontare una spesa mensile del genere?

AB: certo. Sono terrorizzato, ma 1 – così hai la totalità dell’universo del sigillo, mentre per una spesa uguale o superiore NON hai la totalità di Marvel, DCU, Image o .
2 – e poi il programma di lavaggio del cervello subliminale che inseriremo nei primi sei volumi che pubblicheremo supererà ogni resistenza.

LSB: Come ti è sembrata la reazione dei lettori alla notizia che la Crossgen cambiasse editore italiano?

AB: Sembro immodesto, ma mi è sembrata una reazione positiva. Certo, ora le aspettative sono altissime. Speriamo di non fare cappellate…

LSB: Oltre A Distant Soil ed al Crossgen Universe quali altri titoli arricchiranno la collezione autunno/inverno della Dream Colours?

AB: una miniserie della image Hawaiian dick molto carina, e Paradigm, titolo presentato per la prima volta dalla lexy sul Lexy Presenta. Hawaiian dick è una mini di tre noir-horror, ambientata nelle Hawaii degli anni ’50. La versione DC sarà a colori e a 72 pagine. Per Paradigm ricominceremo dal numero 1, visto che la image l’ha ripubblicato con pagine aggiuntive rispetto alla versione già edita in italia, e la pubblicheremo in una serie di volumetti. Paradigm 1 della DC conterrà i numeri 1 & 2 originali image

LSB: Vediamo un po’, fino ad ora abbiamo parlato di Universo Crossgen, di A distant soil, di prodotti pubblicati dalla Image… per dirla alla Lubrano, la domanda sorge spontanea: ma nel ventaglio di proposte della Dream Colours non c’e’ proprio spazio per prodotti made in Italy?

AB: Si’. Dopo un “corteggiamento” lungo e appassionato siamo riusciti a far entrare in casa Dream Colours e il suo gruppo con il progetto My Earth. Prevediamo l’uscita dle numero 0 per Napoli comicon a marzo o per Cartoomics a Milano in aprile.
E poi ci sarebbero altri due giovani autori italiani. Ma prima si liberano da impegni precedenti e poi ne riparliamo.

LSB: Quanti titoli mensili vi proponete di produrre?

AB: Ci asseteremo su tre/quattro uscite al mese, di cui due testate “ongoing” (se per serie intendevi questo) e un paio di volumi a se’ santi.

LSB: Qual e’, invece, il programma editoriale della Bottero Edizioni?

AB: Ora come ora ho in cantiere Comicswood II e III. Poi mi ha proposto Mangawood ossia i film live-action tratti da fumetti giapponesi. Oltre a questi ho in cantiere un libro sui vampiri nei fumetti scritto da Stefano Priarone, una guida alle 50 migliori storie Marvel pubblicate in italia a cura di Marco Rufoloni, e la ristampa riveduta e corretta dei miei libri su Tolkien e Harry Potter. Poi se chi-so-io si decide potrei pubblicare anche un bel libro sulla Corno, e magari una monografia su Morrison e una su Claremont.
Questo per il fumetto. Per i saggi dedicati a Tolkien sono in contatto con un autore americano che ha pubblicato molto materiale on line, per un’antologia dei suoi saggi migliori tradotti in italiano.
Diciamo che sulla carta ho davanti a me nove libri circa nel prossimo anno.

LSB: Finora non hai ancora nominato quello che per molto tempo è stato il fiore all’occhiello della produzione KC: Usagi Yojimbo. Il coniglio creato da Stan Sakai verrà ereditato anch’esso dalla neonata Bottero Edizioni? Con che ritmo pensi che lo proporrai nelle librerie?

AB: Si, direi proprio che anche Usagi traslocherà nella Bottero Edizioni. Almeno così ci siamo lasciati con la Dark Horse. Devo solo sistemare le ultime questioni economiche.
Quando ripartirà Usagi Mark II sarà un po’ diverso. Spero’ proprio MOLTO più abbordabile. Gli ultimi numeri di Usagi viaggiavano attorno alle 600 copie di venduto. Cifra che in teoria per la struttura della Bottero Edizioni andrebbero anche bene. Pero’ io credo che abbia i numeri per arrivare almeno a 1.000 copie vendute, per cui mi inventero’ qualcosa. Magari abbassero’ il prezzo, diminuendo le pagine, e aumentando la cadenza di uscite nell’anno.

LSB: Ora che c’e’ la Dream Colours perché hai deciso di dare vita ad un’altra realtà editoriale, per quanto programmaticamente differente, come la Bottero Edizioni?

AB: in effetti l’idea della Bottero Edizioni PRECEDE il mio coinvolgimento con la Dream Colours. Per cui potremo dire “come mai, avendo già in mente di dare vita alla Bottero Edizioni ti sei lasciato coinvolgere dalla Dream Colours?”
Sono due realtà profondamente diverse. Con la Bottero Edizioni punto quasi esclusivamente su libri, e a me basta che i costi siano in pareggio (ossia che possa pagare la tipografia, che possa dare il giusto agli autori, e che non ci debba rimettere di mio). Almeno per il primo anno. La Dream Colours è molto più ambiziosa.
Noi vogliamo conquistare il mondo, non l’avete ancora capito???

LSB: Quali cambiamenti prevedi nel prossimo futuro nel mercato fumettistico nostrano?

AB: Problemi di distribuzione e forse il ridimensionamento o la sparizione di qualche altro editore.

LSB: Secondo te a quale “evoluzione” sarà soggetto prossimamente il fumetto? Ci sarà uno sviluppo massivo dei web-comics, magari anche con la produzione di appositi Dvd (un po’ come sta provando a fare proprio la Crossgen Comics)? Oppure la sorpresa potrebbe venire da una riscoperta delle edicole o da un loro totale abbandono?

AB: Per uno sviluppo dei web comics è ancora presto. La tecnologia non è ancora all’altezza di uno scaricamento in tempi rapidi, come il voltare pagina. Anche l’esperimento dei DVD è solo un esperimento.Onestamente prevedo uno-due anni ancora di una situazione più o meno come ora, e solo quando

1 – si sarà diffusa l’adsl in modo più massiccio

2 – sarà possibile leggere un fumetto on line con lo stesso tempo di lettura di un fumetto di carta

allora il fumetto on line avrà qualche possibilità di sviluppo.

Altrimenti ora e sempre forza carta.

LSB: per quanto mi riguarda sono pronto ad urlare questo slogan ora e per sempre!

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