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Edizioni Bd, buone nuove fra tasse ed inquisitori…

Edizioni Bd, buone nuove fra tasse ed inquisitori... - immagine1-714 è l'”anima” delle Edizioni Bb, casa editrice che già dal nome tradisce la passione di Andrea per il fumetto francofono e le naturali inclinazioni delle pubblicazioni da lui prodotte.LSB: Come sta andando questo 2003 per le ? Come vedi quest’anno a livello generale di “mercato fumettistico”?

EDB: Mah, guarda, è un anno molto strano. Tanto che per le Edizioni BD non ti so ancora dire, perché aspetto di capire l’ultimo trimestre cosa succede. Puo’ essere un buon successo oppure una piccola delusione, ma dipende da troppe cose che ancora non riesco a valutare…
A livello generale, invece, ne penso proprio male. Mi sembra ci sia troppa confusione: il 2003 ha dimostrato come parte dell’imprenditoria italiana nel fumetto sia composta da dilettanti, non so quanto onesti e quanto disonesti.Il problema è che vedo appropinquarsi a questo mercato altri soggetti di tal fatta e quei personaggi che dovrebbero essere stati emarginati trovano sempre un altro carro sul quale salire. Cosa per me inspiegabile. E oltremodo dannosa per tutti. Per i lettori in particolare, poi.

LSB: Mi porti a farti una domanda “delicata”, forse fuori tema: non ho notato molto spesso un rapporto di grande stima tra gli addetti del settore (in particolare editori). Di certo è una realtà comune, specialmente in settori meno ricchi, pero’ ugualmente ritengo che spesso sfoci nell’autolesionismo, inteso come autolesionismo il mal-coltivare l’humus del mercato, il lettore, ed il mercato stesso, il fumetto. Come mai è così difficile vedere iniziative come quelle che lega Magic a Innocent Victim, o ancora come il progetto Nova, in cui più realtà editoriali uniscono le loro forze per promuoversi?

EDB: No, Ettore, non è assolutamente vero che ci sono cattivi rapporti fra gli editori. Anzi, io vedo molta solidarietà in giro, soprattutto in un momento un po’ delicato come questo.
Ti ricordo, ad esempio, che con abbiamo co-editato Il Commissario Spada. Poi, altro esempio, non manca giorno che io non mi senta con un altro editore per dare e farmi dare delle dritte. Se non sono buoni rapporti questi…Piuttosto, lo ripeto, credo che sia onesto, soprattutto dal punto di vista intellettuale, isolare coloro che sono manifestamente dei loschi individui. Con questi non ho cattivi rapporti; semplicemente non ce li voglio avere e non ce li ho. Anche se lavorassi in fabbrica, tanto per intenderci. Punto.

LSB: Iniziative come la collana di Repubblica sui Grandi Classici del Fumetto, e mettiamoci anche l’esplosione di film nati da fumetto, può aumentare la visibilità del fumetto e portare nuovi lettori? Pensate che ci siano stati, o ci saranno, risconti anche per quanto riguarda le Edizioni BD?

EDB: Ahime’, penso proprio di no. Dati alla mano, per entrambi i casi, sembra che poi tutto questo beneficio non ci sia, se non solo a brevissimo termine.
E poi, temo che l'”operazione Repubblica” sia fine a se stessa, cioe’ al fatto di collezionare solo quella precisa collana di Repubblica.
Pur ritenendo questa iniziativa estremamente meritoria e molto ben realizzata, credo che le cose da fare siano ben altre, a cominciare dal “seminare” sul pubblico giovane e non su quello adulto di Repubblica. Io un’idea ce l’avrei, ma per il momento me la tengo per me: un giorno potrebbe servirmi… Non si sa mai nella vita.

LSB: Non posso che augurarti(mi) che sia una soluzione valida! Di quali opere da voi pubblicate in quest’anno siete più soddisfatti?

EDB: Difficile da dire. Ma se devo proprio sceglierne una, direi il primo volume di REQUIEM di Zidrou e Matteo Alemanno. E’ un titolo che deve ancora uscire, ma che abbiamo già a magazzino. Veramente notevole: una ventata di aria fresca sia nella trama del belga Zidrou che nei disegni del bravissimo e italianissimo Matteo.Per chi lo leggera’, solo un avvertimento: attenzione alle prime dieci pagine, dove vi sembrerà di stare leggendo un altro fumetto. Italiano e recentissimo. Sono un po’ criptico, ma chi lo comprerà capirà subito cosa voglio dire…

LSB: Cosa ti ha colpito particolarmente tra le proposte delle altre case editrici?

EDB: C’e’ parecchio materiale buono in giro. Se devo scegliere un titolo di quest’anno, pero’, scelgo HICKSVILLE della Black Velvet. Lo so che sembra strano perché non è francese… Pero’ è un libro capolavoro. E sui capolavori non si scherza mai.

LSB: Pienamente d’accordo! E dei prodotti delle altre case editrici che pubblicano fumetto francese cosa pensi?

EDB: Non posso che pensare bene, specie se pubblicano materiale valido. Piuttosto, recentemente sui forum, quando si parla di fumetto francese, si lodano sempre le edizioni perfettamente confezionate di Alessandro Editore, spesso confrontandole con quelle di altri editori.
Posto che le edizioni di Alessandro sono sicuramente valide, quello che non mi spiego è come fanno quelle degli altri ad essere peggiori, visto che tutti stampiamo in quelle tre-quattro tipografie in giro per l’Europa, con gli stessi mezzi e la stessa carta.
Mi puzza un po’ di leggenda metropolitana: forse la gente è indotta dal prezzo solitamente più basso delle altre edizioni a pensare che siano peggiori o chissà cosa…

LSB: E cosa “non ti ha colpito” degli altri editori?

EDB: Ah, domanda cattiva, questa. Titoli non me ne vengono in mente, così su due piedi. Diciamo che, in generale, ritengo spesso la produzione della Coconino Press un po’ sopravvalutata dalla critica, per ragioni che non comprendo.
Edizioni Bd, buone nuove fra tasse ed inquisitori... - immagine2-714Intendiamoci, parlo solo di alcuni titoli, non di quei capolavori che capolavori sono e rimangono. Ma quelli che non lo sono, non si può sempre far finta che lo siano… Spero di essermi spiegato, sto parlando male della critica sulla Coconino e non della Coconino. Anche perché alla Coconino sono amici. Eccome.

LSB: Quali sono gli obiettivi della vostra casa editrice per il 2003/04?

EDB: Pagare meno tasse… Scherzo, ovviamente, ma neanche tanto. Quest’anno siamo stati salassati dal Ragionier Tremonti e spesso mi domando quanti libri avrei fatto uscire con tutti i soldi dati, non so quanto equamente, al Ministero delle Finanze.
In ambito editoriale, invece, credo che l’obiettivo realistico per il 2004 sia quello di raddoppiare almeno il fatturato del 2003, incrementando solo di un terzo le uscite. E’ un obiettivo possibile, ma dobbiamo essere moooolto bravi…

LSB: Grandi aspettative, direi. Intendete ampliare ancora il vostro panorama, affacciandovi anche ad un altro pubblico rispetto agli amanti delle bd? In base a cosa definisci realistico questo obiettivo?

EDB: Si’, è probabile che qualcosa succedera’, in termini di ampliamento di pubblico. In realta’, stiamo pensando a una soluzione, diciamo cosi’, “radicale”…

LSB: Puoi dirci quale o è ancora troppo presto?

EDB: Mah, in effetti è un po’ presto. Diciamo che stiamo ragionando su una cosa forse nuova nel panorama fumettistico italiano, ovvero l’acquisizione di un’altra casa editrice. Forse addirittura due. Parlarne sarebbe solo indelicato.

LSB: Quali saranno le principali proposte e novità nei prossimi mesi? Su quali di queste riponete maggiori aspettative?

EDB: Sarei disonesto se non dicessi che mi attendo molto dal primo volume di NICOLAS EYMERICH INQUISITORE, in quanto albo di notevole caratura artistica e, diciamolo pure, commerciale.
Continuo poi ad aspettarmi tanto dai volumi degli autori italiani che importiamo dalla Francia: a parte i soliti noti (Tamiazzo con LA MANDIGUERRE, Ricci con LE ANIME DI HELIOS, Pagliaro e Pancini con L’AVVERSARIO, il già citato Matteo con REQUIEM), abbiamo opzionato altri lavori veramente eccellenti, soprattutto provenienti dal catalogo Soleil.
Un paio di nomi: AKAMESHI di Gualdoni e Turconi (che, in realta’, porteremo già a Lucca, con tutta probabilita’) e MATRIOSKA di Saimbert e (grande disegnatore, a mio avviso, troppo bistrattato in Bonelli).

LSB: Da amante del lavoro di Trondheim non posso che proporti una domanda, forse trita e ritrita: Lapinot, che destino avra’? Era stata ipotizzata una pubblicazione in stile raccolta, per tentarne il rilancio, ma le ultime voci danno ogni speranza come perduta. Possibile?

EDB: Possibilissimo. Questa cosa dispiace più a me che ai lettori, fidati. Ma cosa ci possiamo fare? Un altro bagno di sangue sarebbe da idioti.
Ho in mente qualcosa per riportare Trondheim e, forse, Lapinot in Italia, pero’ è ancora una cosa così nebulosa che parlarne mi sembra solo sciocco.

LSB: Come spiegarsi l’insuccesso di Lapinot (e a seguito de La Fortezza), quando autori molto vicini come stile – penso ad esempio all’esplosione di proposte di Sfar dell’ultimo anno – sembrano riscuotere un discreto successo?

EDB: Attenzione: Sfar vende pochissimo. Se mia zia facesse fumetti, probabilmente venderebbe di più lei in Italia.
Siamo sui livelli di Lapinot, anche più bassi certe volte. Pubblicare non vuol dire automaticamente vendere…
Come spiegarlo? Bah, proprio non lo so: è banale, ma la prima cosa che mi viene in mente è il “disegno” poco accattivante. Perche’ se uno legge Sfar e Trondheim non si ferma più. Ma il primo impatto è dato dal disegno e quello è molto poco italiano. Molto poco spendibile al di fuori della Francia, ad essere sinceri.

LSB: Pensi che i web-comics cambieranno il fumetto?

EDB: Assolutamente no. Non dibatto neanche l’argomento per manifesta infondatezza del presunto mezzo di comunicazione.

LSB: Il mercato a fumetti in Italia subirà dei cambiamenti nel prossimo futuro, e quali? Le edicole sono destinate a scomparire come canale di distribuzione?

EDB: Penso non vi saranno cambiamenti nel mercato: edicole, fumetterie e librerie sono tre canali di vendita duri a morire. Per fortuna. Piuttosto, credo che siano le case editrici a dover modificare il loro approccio al mercato, privilegiando il canale di vendita che ritengono più redditizio. E che, secondo me, non sempre è quello delle fumetterie…

LSB: Ti riferisci forse ad un fiorire degli acquisto on-line? O ad progetto paventato di una distribuzione cooperativa, che salti distributori e fumetterie?

EDB: Per l’amor di Dio, le cooperative no. Non credo a questo tipo di iniziative, che mi sembrano un po’ “legnose”. Troppo complicate da farsi. Anche se auguro loro tutto il bene possibile.
Sulle vendite on-line qualcosa si sta muovendo, ma quello di cui parlavo io è una cosa diversa: occorre pensare i libri in funzione del mercato. Cioe’, se voglio fare un libro per le fumetterie, lo devo fare cosi’; se voglio privilegiare le librerie di varia, devo farlo cosa’. Alle edicole io manco ci penso.Spero di essermi spiegato.

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