Interviste

Lo Sciacallo Elettronico: iminimi sistemi…

Lo Sciacallo Elettronico: iminimi sistemi... - immagine1-675LSB: Com’e’ stato questo 2003 per lo Sciacallo Elettronico, finora? Come valuti il mercato del fumetto in generale?

Il 2003 per è stato un anno senz’altro positivo. Ormai sono quasi 10 anni che lavoriamo per promuovere il fumetto come forma di espressione artistica e culturale. Abbiamo iniziato organizzando mostre e stampando cataloghi, poi con il sito de (la prima rivista italiana di fumetti on-line) e la casa editrice. Piccoli passi che ci hanno permesso di continuare con costanza e crescita graduale. Penso alle molte realtà che ho visto nascere e morire purtroppo in questi anni, sono tante… esperienze anche positive, cariche di passione e amore verso i comics, ma forse proprio perché al completo sbaraglio, senza una struttura organizzativa, destinate ad affogare dopo poche pubblicazioni. Noi, forse più in sordina, ci siamo lentamente consolidati, strutturati.
Il 2003 è stato un anno in cui abbiamo confermato le nostre posizioni e dimostrato le nostre capacità professionali, non solo nelle pubblicazioni ma organizzando mostre, convegni, attività didattiche, eventi che fanno crescere il fumetto come fattore culturale.
Certo il mercato del fumetto in generale non brilla di ricchezza. Vi è una ricchezza di proposte, un’offerta molto svariata, e questo è sicuramente è un fattore positivo, una differenziazione e apertura verso nuovi potenziali lettori. Ma se guardiamo nelle tasche degli operatori del settore (disegnatori, editori, ecc…) vediamo purtroppo che i guadagni diminuiscono sempre di più. E questo non è un segnale positivo. Il mercato del fumetto dovrebbe svegliarsi e fare scelte intelligenti. Fino a che continuerà a correre dietro alle mode del momento, a fumetti di semplice intrattenimento, magari sempre più realizzati “in economia” , non farà altro che riscrivere la sua ennesima condanna. Bisognerebbe invece sviluppare il mercato delle fumetterie. L’unica vera possibilità per realtà piccole come la nostra, di poter offrire un prodotto qualitativo e variegato. Se in fumetteria trovo solo il prodotto che trovo anche in edicola, perché andare in fumetteria? Il lettore va educato, cresciuto, messo al corrente delle potenzialità e dell’offerta che il fumetto può offrire. E’ un lavoro immenso che dev’essere fatto dall’editore, dal distributore e dal negoziante. Non è facile. Il mercato del fumetto è un mondo piccolo, disorganizzato, sognatore, fagocitatore di se stesso.

LSB: Come accogliete, in quanto realtà piccola dell’editoria nostrana, tutta la serie di iniziative che sembrano avere i presupposti per dare maggiore visibilità al fumetto (penso ai film di Hollywood ed alla collana dei Classici del Fumetto di Repubblica)?

Sono tutte iniziative estremamente positive, che andrebbero pero’ sfruttate maggiormente. L’uscita di Hulk al cinema non dovrebbe permettere di vendere qualche fumetto di Hulk in più e basta. Dovrebbe essere l’occasione per far scoprire a quel lettore occasionale, anche altro fumetto che può legarsi a quelle tematiche. Sfruttare la porta aperta per farlo entrare, accomodare nel nostro salotto e fargli vedere con calma tutti i nostri prodotti. Invece la tendenza è quella di aspettarlo alla porta, affogarlo di una valanga di giornaletti paurosi e perderlo invetitabilmente poco dopo avergli soffiato qualche spicciolo. Con questo non mi sto riferendo a nessuno in particolare, ma piuttosto ad una tendenza che esiste diffusa da anni. E’ un mercato castrante! Molto lodevole invece l’iniziativa di Reppublica, curata, ben confezionata, che riesce a presentare accanto a personaggi più “popolari” anche autori che raccontano in maniera diversa. A fianco di , Zagor, Dilan Dog, Topolino e SuperMan, abbiamo potuto vedere Herge’, Giardino, L’eternauta, Crepax e . E il prodotto funziona alla grande. Ecco cosa intendo con educare… dimostrare le capacità del fumetto, far scoprire alla nuova generazione i grandi autori.

LSB: Di quali prodotti siete maggiormente soddisfatti tra quelli pubblicati quest’anno?

Il primo posto fra le nostre produzioni di quest’anno spetta sicuramente al CD Gommo con i disegni e le storie di Alberto Lavoratori (autore Walt ). E’ un progetto molto particolare che propone il fumetto in nuove modalità di fruizione, arricchito grazie alle possibilità multimediali ed interattive. Il CD-Rom Gommo è stato selezionato finalista al premio Mobius Multimedia città di Lugano, promosso dalla Comunità Europea e dalla Radiotelevisione Svizzera. Ed è stato presentato al Palazzo dei Congressi di Lugano contendendosi il premio finale con opere edite da Mondadori, DeAgostini, Sellerio, RCS, Erickson, Interactive, ecc… E’ un riconsocimento molto importante per noi, prima di tutto perché capita molto raramente che i fumetti vengano accettati al pari dei prodotti di queste grandi case editrici e poi perché ci abbiamo creduto e lavorato per ben due anni. Ne hanno parlato le principali riviste del settore multimediale, e continuiamo ad avere riconoscimenti. Forse a non accorgersene, come al solito, è stato proprio solo il mondo del fumetto. Le musiche sono state realizzate appositamente dal gruppo Visandi. Lo abbiamo presentato alle fiere del fumetto di Lucca, Firenze, Milano, Novara e Torino.

Continuano le uscite della collana de iminimi, piccoli opuscoli di narrativa e sperimentazione. Con gli ultimi tre volumi in uscita in questo mese, apriamo le nostre pubblicazioni anche ad autori stranieri. La collana arriva così a quota 12! Troverete in fumetteria Soltanto un altro pazzo sbirro di Kiza (Zoran Kiza Stojilkovic) che ci racconta la sua Yugoslavia: piccole storie il cui protagonista è sempre un bizzarro poliziotto dal naso cascante quanto il suo animo. Illustrated dictionary di Marek Turek della Polonia, una raccolta di brevi strisce, come una sorta di mini dizionario tascabile italiano – inglese, per sapere tutto quello che occorre sapere per respirare nella vita e non rischiare di farsi esplodere il cervello! è una sintetica e riflessiva storia scritta e disegnata dall’artista spagnolo Fidel Marti’nez. Il suo segno scabro e grezzo si sofferma a descrivere le ombre e le rughe da cui i sentimenti dell’animo umano sembrano filtrare, fuoriuscendo dai nostri più reconditi anfratti, per conquistare la luce del quotidiano divenire. Vita e morte si confrontano di fronte alla noia piatta e monotona del vuoto esistenziale del protagonista, nel tentativo di risvegliargli quell’acume, quella spensierata innocenza che sta nascosta negli occhi dei bambini. Un altro esempio (se mai ce ne fosse ancora bisogno) di come il linguaggio del fumetto possa trasformarsi da semplice narrazione d’intrattenimento, a ritmo di poesia visiva.

Lo Sciacallo Elettronico: iminimi sistemi... - immagine2-675E poi non posso dimenticare tutto il lavoro didattico che abbiamo realizzato sul fumetto: a partire dalla grande mostra Il linguaggio del fumetto allestita a Lucca e poi Torino. Dal convegno e dai laboratori organizzati in collaborazione con l’Assessorato all’Istruzione del Comune di Novara, dai corsi organizzati nelle scuole, dalle schede didattiche, ecc… Fa parte di quel progetto di “educazione” ad una lettura intelligente ed aperta del medium che tanto amiamo. E vi assicuro che tutte le persone che hanno partecipato alle attività proposte sono rimaste molto coinvolte e hanno avuto modo di riscoprire autori e storie dimenticati o mai sentiti. Un patrimonio che non possiamo assolutamente perderci.

LSB: Obiettivi per il 2003/04?

Sarà un anno molto importante perché presenteremo parecchie novità e ci sarà una ristrutturazione di tutto il nostro staff operativo che ormai consta di quasi 10 persone fisse, più vari collaboratori esterni. Stiamo anche lavorando per riattivare il sito, che presenterà delle cose molto interessanti.

LSB: Quali proposte e quali novità ci dobbiamo aspettare da voi dello Sciacallo Elettronico? Su quali titoli punterete maggiormente, e quali aspettative avete?

Prima di tutto la promozione degli ultimi tre volumi editi in quest’anno e che presenteremo ufficialmente freschi freschi di stampa a Lucca: un nuovo episodio della serie fantasy di Chrayon di Andrea Capone, e il mio Bug il gatto muto, di cui sto terminando in questi giorni le ultime tavole. E’ quest’ultima, una storia che è rimasta in lalvorazione per ben tre anni, a causa dei miei impegni, che ho sofferto e riscritto e disegnato più volte, ma che finalmente sono riuscito a portare a termine. Spero piacerà anche a miei lettori, che continuano a richiederla alle varie fiere. Bug sarà il protagonista di diverse novità l’anno prossimo, ma per il momento non posso dire altro.Poi ci sarà la nuova serie di Ninos Ferrato il vampiro. Sono usciti già due volumi negli scorsi anni su questo personaggio, ma ora abbiamo rivisto interamente la serie con un aprofondito lavoro di restiling e la rilanceremo alla grande. Ci sono al lavoro sei autori da parecchi mesi, sarà una cosa molto bizzarra ed insolita. Ci sono poi altri progetti in cantiere come Burt Grave di Fabrizio DeFabritiis e Chiara Mognetti e diverso materiale che arriverà dall’estero.

LSB: Pensi che ci saranno cambiamenti nel prossimo futuro del mercato fumettistico italiano?

Lo vorrei sperare, in senso positivo. Ma all’orizzonte vedo anche grosse nubi nere. Nonostante questo noi stiamo proprio navigando contro corrente per cercare di creare, nel nostro piccolo, una possibilità in più sia per i giovani autori che per il fumeto di qualità in assoluto. E’ un lavoro arduo che certamente non verrà mai ripagato abbastanza, ma qualcuno lo deve pur fare. Peccato che mi ci metta sempre di mezzo io! Argh!!! A volte vorrei aver intrapreso la vita del contadino.

LSB: Il fumetto si sta evolvendo? I web-comics saranno una delle possibili frontiere future?

Internet, per tutti i settori, è stata una grande rivoluzione ma anche una grosse fonte di guai. Ci sono stati grossi investimenti e altrettanti flop. Ora tutto si sta cercando di riequilibrare ma i danni sono stati ingenti. Come al solito questo non ha fatto un gran bene al settore. Invece di permettere un suo sviluppo progressivo si è bruciato. Attualmente su internet tutto dev’essere gratuito, veloce, e per tanto anche molto povero. Per di più bisogna dire che il mondo del fumetto, come dicevo prima, è piccolo e provinciale. Io ho incominciato a proporre agli autori di svilupapre storie per internet con Flash o sistemi innovativi, per il linguaggio, molti anni fa. E invece continuo a ricevere tavole verticali, inadatte allo schermo, scannerizzate male, senza un minimo di conoscenza di risoluzione, cromatismo, ecc… Insomma prima di arrivare ad un web-comis ci vorrà ancora molto e non perché non se ne abbiano le potenzialità tecnologiche, ma perché manca una vera cultura, a partire dagli stessi autori. Ma è solo dalla loro creatività che potrà svilupparsi e rinnovarsi, anche attraverso strade nuove, il linuaggio del fumetto!

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