In pochi, durante questi ultimi due anni, possono dire di non aver sentito parlare della Lexy Edizioni. Diretta da Dario Maria Gulli, questa casa editrice è entrata in maniera combattiva in un mercato difficile come quello fumettistico circa due anni fa. Ha iniziato le pubblicazioni proponendo opere della Dark Horse, il nuovo universo della Crossgen di Mark Alessi, ed altro materiale come Spy Boy di Peter David, Lady Death, opere di Warren Ellis, Garth Ennis, John Bolton, Craig Russel, ma anche Sin City di Frank Miller, Supreme di Alan Moore, titoli di cui si erano tristemente perse le tracce come Savage Dragon, Strangers in Paradise, Bone e Kabuky, offerte nuove e alternative come Flood!, ed altro ancora. Nonostante abbia attirato in egual misura lodi (soprattutto per l'abbondanza e la scelta delle pubblicazioni) e critiche (per prezzi e confezione dei fumetti), la sua fine, preceduta ed accompagnata da pettegolezzi e voci di corridoio, non può che lasciare l'amaro in bocca, sia per il fatto in sé, che per il clima che vi si è creato intorno. Ripercorriamo brevemente la storia di questa sofferta chiusura, ed il destino dei titoli che sono rimasti senza editore.
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