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Professione sceneggiatore 2: sequel, director’s cut o remake?

Nel Settembre di cinque anni fa usciva nelle librerie, sempre per , il manuale omonimo a quello che andremo ad analizzare che aveva per sottotitolo:Professione sceneggiatore 2: sequel, director’s cut o remake? - cover_sceneggiatore-212x300 “Dritte, trucchi e segreti del mestiere”.
Il testo di Badino – soggettista e sceneggiatore in forza a Disney e Bonelli, attivo nel settore dell’animazione oltre che saggista, curatore di mostre e libri sul fumetto, insegnante di sceneggiatura in diverse scuole – si presentava come un breviario tascabile che in meno di un centinaio di paginette (se escludiamo la simpatica introduzione dell’indimenticato Sergio Bonelli) riusciva a raccontare il mestiere di scrivere per questo medium con un linguaggio chiaro, essenziale e onesto, attraverso una serie di esempi che partivano dalle comedy interpretate dai funny animals Disney, passando per il fumetto realistico e d’avventura Bonelliano, senza dimenticare la “distinta concorrenza” dei vari Rat-Man, Wondercity e compagnia bella.
Ricchezza di contenuti trasmessi in maniera efficace, senza fronzoli, senza staccare i piedi da terra, racchiusi nello spazio compresso (pratico e comodissimo) di un piccolo tascabile (che stava effettivamente dentro la tasca di un jeans) venduto a un prezzo contenuto in un’edizione più che dignitosa: tutti punti di forza della prima edizione del manuale di Sergio Badino.
Questi punti di forza cinque anni dopo non ci sono più.

Raffrontare le due edizioni di “Professione Sceneggiatore” è essenziale per capire quali sono i nuovi aspetti positivi, cosa invece manca, cosa ha determinato una nuova edizione in così poco tempo di un testo ancora facilmente recuperabile nei negozi e negli e-store della Penisola, tentando, più in generale, di rispondere alla domanda del titolo: sequel, director’s cut o remake?.
Di prefazioni il manuale questa volta ne ha ben tre: oltre a riproporre quella precedente di Bonelli, posta in chiusura del testo, c’è la nuova firmata dal noto regista, attore e produttore Maurizio Nichetti e quella dello stesso Badino, che nell’introdurre questa sorta di secondo capitolo svela il senso di questo come back: in tempo di crisi economica anche nel settore della creatività occorre operare a tutto tondo nei media per non limitare il campo delle proprie attività (e quindi degli introiti da esse generate) al solo fumetto. L’autore rimane “concreto” nell’ informarci quanto lo storytelling sia un’attività da qualche tempo trasversale e che investe settori come il marketing (in particolar modo la parte che attiene alla comunicazione, quindi la pubblicità) e più in generale i mass media includendovi anche i videogiochi: il manuale del 2012 quindi allarga il campo anche ad altre arti, oltre la nona, quali il cinema, la letteratura (romanzi, racconti) con un occhio (almeno nelle intenzioni iniziali dell’autore) ai games e alla comunicazione commerciale.

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Edizioni a confronto

 La nuova edizione usa come base quella del 2007 ampliando ad esempio il capitolo relativo alla creazione dei personaggi con le interessanti teorie di Vogler (1) , oppure arricchendo la parte riguardante la stesura del soggetto con il paradigma di Field (2) e con il “modello del Viaggio dell’Eroe” (nuovamente di Vogler, vedasi la nota a riguardo). Sia la sezione relativa al trattamento che quella della creazione dei concept (soggetti ridotti all’essenzialità di una decina di righe) sono, per continuare con gli esempi, riprese e riviste e vengono spiegate attraverso esempi differenti da quelli presenti nell’edizione del 2007.

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Splash page tratta da un’avventura Disney firmata da Badino e analizzata nel libro

Potremmo dire lo stesso per quanto attiene la sezione che si riferisce alla sceneggiatura per arrivare all’ultimo capitolo, quello relativo alla narrativa nel quale l’autore inserisce due suoi brevi racconti (3) con alcune note che si ricollegano alle teorie descritte nelle pagine precedenti.
Il maggior spazio a disposizione offertogli più dal diverso formato (maggiore di quello tipico a “quaderno” del brossurato Bonelliano) – ben più ampio di quello “mini” della precedente edizione – che dalla reale foliazione (tolte introduzioni, pagine bianche e quelle, troppe, a disposizione del lettore per pasticciarvi “note”, siamo sempre circa sul centinaio) consentono a Badino di soffermarsi sul passaggio dal soggetto al trattamento passando per l’incipit (è il caso dello script de “Il banco dei pegni”, storia per un Dylan Dog Color Fest) o di smontare, commentandolo, un soggetto per un’avventura di Topolino e Pippo attraverso i tre atti evidenziando i punti di contatto con le teorie degli sceneggiatori citati prima e con alcuni modelli cinematografici: tra i passaggi più affascinanti e utili del volume sia per il soggettista in erba che per l’aspirante professionista o il semplice appassionato .

Il cinema è sicuramente l’elemento di maggior spicco in questa sorta di director’s cut del precedente manuale anche dal punto di vista grafico: sfogliando le pagine di “Professione Sceneggiatore 2” la quantità di frame e foto poste a corredo del testo e prese da alcuni capisaldi del cinema americano suscitano nel lettore l’impressione di trovarsi di fronte ad un manuale edito da Dino Audino (4) .Se ci si sofferma unicamente sul testo, Badino abbonda di parallelismi ed esempi (che sviluppa capitolo dopo capitolo) di note pellicole Hollywoodiane a sostegno delle sue teorie e di quelle dei noti sceneggiatori cinematografici Vogler e Field, delle quali il lettore troverà anche un’efficace sintesi racchiuse e schematizzate nel “principio a radice quadrata” ideato dall’autore genovese.
I divertenti e cartooneschi disegni di Enrico Macchiavello che vestivano la precedente edizione, non solo limitatamente alla copertina come in questa nuova, sono sostituiti da superflue pagine a righe che dovrebbero, in teoria, essere occupate dagli appunti del lettore (anche alla fine di un’introduzione!) ma quel che manca davvero è la sezione finale (di una trentina di pagine) del manualetto di cinque anni prima e che costituiva un prezioso “tesoretto” di esempi di pagine di sceneggiatura altrui accompagnate dalle relative tavole. Dal seminale “Memorie dall’Invisibile” di Sclavi, passando per una pagina di Boselli per Dampyr, quella di Secchi per Nathan Never e arrivando ai disneyani Chendi e Sisti, Professione sceneggiatore 2: sequel, director’s cut o remake? - bozzetto-214x300il precente volume di Badino chiudeva il discorso con una vera e propria sequenza di “fuochi artificiali” molto interessante anche in virtù della varietà di voci, qui totalmente assente, e sostituiti da esempi di opere dell’autore. Infine manca l’agilità e la praticità, per ovvie ragioni, del formato pocket della precedente edizione, questa sorta di breviario – dicevamo – concentrato sul fumetto con un occhio sempre rivolto al cinema, senza contare che in tutti questi cambiamenti il prezzo è decisamente lievitato, triplicandosi.
Abbiamo più volte associato il numero 2 al titolo principale di questa nuova edizione: a suggerircelo è il concept dell’illustrazione di copertina ideato da Badino che indica a Macchiavello il gesto della mano del buffo personaggio (che allude sia al V di Vittoria che, appunto, al numero 2) e quella sequenza di cinque balloons che racchiudono ciascuno un mezzo di comunicazione.
Games e pubblicità (raffigurata dalla radio) in effetti sono gli unici due media non affrontati da Badino, forse per questioni di spazio o forse perché l’autore ha ritenuto che le indicazioni contenute nei sei capitoli del volume siano bastevoli anche nel momento d’interfacciarsi con questi due ambiti lavorativi: l’impressione generale è che il desiderio di allargare troppo il discorso ad altri campi non abbia tenuto conto dello spazio esiguo per trattarne con un certo approfondimento e il risultato è di avere, escluso forse il fumetto, un assaggio di altri campi d’azione del soggettista/sceneggiatore (cinema e letteratura) che andranno necessariamente approfonditi con la bibliografia indicata da Badino e con altre pubblicazioni, se il lettore si mostrerà realmente interessato a farlo.
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L’edizione 2012 di Professione Sceneggiatore non è propriamente un sequel – per voler proseguire in questo parallelismo con il cinema- dato che contiene al suo interno due terzi del precedente volume, non è nemmeno una director’s cut perché se è vero che il nuovo manuale contiene diversi contenuti in meno rispetto alla precedente edizione ne contiene di nuovi ugualmente interessanti, potremmo quindi definirla un remake? 

“In viaggio tra narrazione e scrittura creativa” è in parte sequel e in parte remake non risultando indipendente , per quanto sin ora argomentato , da quel “Dritte, trucchi e segreti del mestiere” di cinque anni fa ed è questo forse il suo maggior limite. 
Limite che costringerà il lettore – salvo soluzioni che prevedano una dispensa digitale del materiale mancante scaricabile gratuitamente dal blog dell’autore o dal sito dell’editore – a dover acquistare necessariamente entrambe le edizioni per avere una versione più completa del notevole lavoro di Badino, ben sapendo che si ritroverà in mano materiale “doppio” e che, per quanto concerne l’apprendimento dei ferri del mestiere, escludendo il fumetto, dovrà integrare con altri manuali di editori (e autori) più specializzati in quegli ambiti.

Abbiamo parlato di:
TunuéLab #1
Professione Sceneggiatore – In viaggio tra narrazione e scrittura creativa
Sergio Badino
Tunué, 2012
138 pagine, brossurato, bianco e nero – 14,90€
ISBN: 978-88-97165-46-0

Un estratto del libro può essere sfogliato qui

 

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Le “dolenti” note

Chiudo questa lunga analisi della nuova edizione di un manuale che a suo tempo apprezzai davvero molto, con alcuni dubbi sull’operazione di restyling del testo (anche dal punto di vista grafico) e con la memoria che corre ai tempi della scuola. 
Le nuove edizioni di alcuni testi di studio – veri capisaldi dell’insegnamento non solo per la scuola dell’obbligo – troppo ravvicinate nel tempo alle “vecchie” scatenavano varie reazioni tra gli insegnanti (anche e più violente tra i genitori che dovevano indebitarsi per acquistarle, ma questo è un altro discorso).
Sostanzialmente le scuole di pensiero erano due (escludendo quella degli “indifferenti”): i professori che, indignati dalle variazioni dei contenuti in favore di furbeschi ritocchi grafici volti a giustificare nuove edizioni (e conseguenti rincari dei prezzi), invitavano gli studenti a rivolgersi ai fratelli maggiori o ai compagni di classe ormai prossimi al cambio di scuola (o ancora al mercatino dell’usato) ma “per carità procuratevi l’edizione fuori commercio che è mille volte meglio di questa” e quelli che, nel tentativo di salvare capra e cavoli (in fondo gli editori gli avevano mandato cortese copia omaggio), consentivano l’acquisto della “nuovissima e luccicante edizione con più foto a colori, schemi riassuntivi e commenti rivisti e ampliati” e si dedicavano operosamente a fotocopiare stralci delle passate glorie – ormai “vintage” – distribuendoli come dispense.

Grazie alla Tunué ho contattato Sergio Badino per fugare (o confermare) alcune perplessità: per i lettori curiosi le risposte alle mie domande distano un clic del mouse 


Note:
  1. Christopher Vogler ha esaminato come story analist molte sceneggiature per le più importanti major statunitensi. È stato consulente per la Walt Disney per i film La Bella e la Bestia e La Sirenetta e capo del settore sviluppo della Fox 2000. Il suo “In viaggio con l’eroe. La struttura del mito ad uso di scrittori di narrativa e cinema” è stato pubblicato in Italia dalla Audino ed è già alla quinta edizione 

  2. Syd Field, insieme a Linda Seger e a Robert McKee, è uno dei maggiori story analist e script doctor hollywoodiani. Con i suoi corsi di didattica ha formato centinaia di sceneggiatori. Un suo famoso manuale è stato tradotto e pubblicato in Italia per conto della Audino 

  3. uno dei quali pubblicato da noi e disponibile qui 

  4. L’editore romano Dino Audino pubblica da vent’anni manuali e saggi sul cinema, sulla tecnica e sulle arti dello spettacolo allargando, negli ultimi anni, il suo campo d’interesse anche alla nona arte. Da segnalare il quadrimestrale di sceneggiatura “Script” e, dal 1995, la parallela attività di formazione con il corso di scrittura in partnership con la Rai  

7 commenti

  1. Federico Fiadini

    Ciao MMS,

    le risposte alle prime due domande sono contenute nella recensione che t’invito a rileggere . Passo direttamente alla terza: oltre ai volumi già segnalati in nota (spero non ti sia sfuggito che sono entrambi pubblicati dall’editore romano) se fai un salto sul sito della Audino potrai avere un’idea precisa della mole di manualistica inerente il cinema, la fiction e la scrittura creativa che l’editore ha pubblicato nel corso degli anni e scegliere in base alle tue esigenze.
    In questa occasione mi fa piacere segnalarti, per quanto attiene la scrittura di fumetti, il manuale di Peter David (sceneggiatore e romanziere molto celebre non solo negli States) “Scrivere fumetti e graphic novel” e il recente “Sei lezioni sul fumetto” dei “nostri” Massimo “Brendon” Rotundo e Marco Vignati (co-autore anche di un manuale sul manga per il medesimo editore).
    Spero di esserti stato d’aiuto.

    • Anzitutto, grazie mille per i preziosi consigli.
      Ho posto anche le due prime domande nonostante la risposta fosse velatamente presente nel tuo testo poiché: non è mai stato scritto chiaramente chi fosse l’editore della prima edizione, lo si deduce, e Badino, nell’intervista, in un certo senso, “smonta” la teoria della complementarietà. Domando semplicemente perché i dubbi ci sono.

      • Federico Fiadini

        Figurati MMS, siam qui (anche) per questo.

        E veniamo al dunque.
        Velatamente? Lo si deduce? C’è scritto nella prima riga e a chiare lettere il nome dell’editore della prima edizione! Cito: “Nel Settembre di cinque anni fa usciva nelle librerie, sempre per Tunué , il manuale omonimo a quello che andremo ad analizzare”
        Ho fugato il primo dubbio? ;-P
        Sul secondo, che pure ho argomentato chiaramente nel pezzo e in più punti, m’interessa comprendere questa tua deduzione dello “smontaggio” della complementarietà da parte del mio ospite derivata dalla lettura dell’intervista.Ti chiedo di essere più preciso anche per aiutarmi a darti una risposta soddisfacente senza cadere nell’errore di ergermi a portavoce del buon Sergio Badino, che sicuramente ci sta leggendo con la medesima attenzione e che, sono certo, saprà darti una mano se riterrà la mia insufficiente o – più banalmente – se lo vorrà.

      • Le mie più sincere scuse per quanto riguarda il primo dubbio. :P
        Passando al secondo punto, Badino dice che, in questi cinque anni, la sua esperienza è aumentata e, dunque, ha effettuato un esercizio di riscrittura e pulizia per il suo saggio togliendo ciò che non riteneva più utile a favore di nuovi temi, nuovi esempi e altro in generale.
        Comunque, la cosa che mi preme di più sapere è quanto siano importanti quelle 30 pagine finali della prima edizione. Poiché sono state citate molte volte, era inevitabile che nascesse in me la domanda. :D
        Se mi consigli l’acquisto anche solo per quelle 30 pagine, mi fiondo in libreria. Questo è tutto. ;)

      • Federico Fiadini

        MMS mannaggia a te e a quanto sei distratto ;-)
        Badino non usa il termine riscrittura, quanto il più corretto “salvando quello che ritenevo più utile della prima edizione” e io ti racconto nella recensione che l’autore “usa come base quella del 2007”.
        E, se ci pensi un’attimo, perché l’autore avrebbe dovuto riscrivere quel che c’era (c’è) di buono (anzi ottimo) nella prima edizione se andava già bene così, riscuotendo anche un consenso direi generale?
        Badino in questa edizione sviluppa certe parti che, nella precedente, aveva sintetizzato efficacemente e allarga un pò il campo. Oltre a cambiare tutti gli esempi.
        Se deciderai di acquistare entrambe le edizioni potrai verificare che determinati passaggi sono identici o quasi.
        Se sei più interessato all’ambito del fumetto e il tuo budget è limitato (di questi tempi come non comprenderti) io ti consiglio la prima edizione sia per quelle “famose” trenta pagine (quindici pagine di sceneggiature di diversi autori con a fianco le relative tavole finite) sia perché, nel corso dell’intervista, l’autore mi ha fatto notare che le copie di quell’edizione stanno esaurendosi.
        Uomo (o donna) avvisato (a)…

        p.s. quando termini la (o le) lettura (e) fammi sapere se c’ho azzeccato ;-)

      • La seconda edizione è già mia, ora, mi toccherà ordinare la prima. Cercherò di farti sapere quanto prima. :P

        Grazie mille per la comprensione del mio difficile caso e perdonami per il disturbo. Alla prossima.

  2. Dunque, devo comprare la prima edizione per completare questa nuova? Da chi è stata pubblicata?
    Quali testi dell’Audino consigliate sempre in merito al medesimo argomento?

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