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Roy Thomas incontra ancora Omero: Odissea

affronta l’adattamento dell’Odissea con lo stesso approccio usato per l’Iliade: l’obiettivo è quello di portare sulla pagina la maggior quantità possibile di episodi, affrontando la forzata compressione che sacrifica il ritmo e i dettagli del poema. Così, i pRoy Thomas incontra ancora Omero: Odissea - cover2rimi episodi del racconto di Ulisse sono condensati in poche vignette e, esempio lampante, l’episodio dei mangiatori di loto appare sfruttato ben al di sotto delle sue potenzialità.
Thomas ci consegna (consapevolmente) l’Ulisse tradizionale
, l’eroe saggio che ha profonda sensibilità e intuito di ciò che sono i disegni degli dèi e capace di muoversi in sintonia con essi, di trovare un proprio cammino attraverso le loro trame.
A tal proposito, la fedeltà di Thomas al poema consente di apprezzare due differenze qualitative importanti rispetto all’Iliade, segno della distanza fra i mondi che generarono i due poemi. Anzitutto,il ruolo svolto dagli dei: possibile specchio del mondo umano nell’Iliade, nell’Odissea essi sono semplici strumenti narrativi, che creano e sbloccano episodi. Ma, soprattutto, gli ideali dei protagonisti, che da eroici (conquista della fama, e della gloria), seppur venati dalla coscienza dell’insensatezza della guerra, diventano più ordinari: in fin dei conti, Ulisse si muove lungo la linea di tensione fra il desiderio del ritorno a casa e la passione per ciò che il mondo può offrire.

Dal punto di vista dell’illustrazione, Greg Tocchini offre una rappresentazione insoddisfacente dei personaggi, generalmente poco espressivi e senza particolari caratterizzazioni:Roy Thomas incontra ancora Omero: Odissea - bianco_nero in particolare, anche la sua Elena, come già quella di Sepulveda, è senza alcun fascino e quindi inappropriata, non all’altezza del personaggio. Eccezione da segnalare è sicuramente Circe, la cui sensualità emerge con intensità, svincolata dalla tipica figura di pinup siliconata da fumetto supereroico a cui sono ricondotte e ridotte altre figure femminili. Molto efficace è la resa dell’atmosfera delle scene dove questa si fa più cupa, come nel caso della lotta con Polifemo, nella quale le reciproche crudeltà di Odisseo e del ciclope trasmettono il senso di odio, rabbia e smisurato orgoglio dei contendenti, che appaiono in fondo non così lontani.

Il momento più intenso dell’opera è sicuramente la discesa nell’Ade, dove senso di oppressione e malinconia sono fusi con grande equilibrio e costruiti con un crescendo lento e inesorabile, di cui le ombre e i colori sono ingredienti fondamentali tanto quanto le figure spettrali che Odisseo incontra.
A contraltare emotivo di quel senso di vuoto, sta la scena del distacco di Ulisse da Circe: semplicissima, condensata in poche vignette, nelle quali la posa dei personaggi, il reciproco sostegno che i loro corpi si offrono, rendono esplicita la profondità e sincerità del loro amore.

Come già nel caso dell’Iliade, siamo quindi di fronte ad un’opera il cui intento principale è didattico e che in questo senso può dirsi certamente riuscita: chi conosce il poema ritroverà episodi e personaggi, per gli altri è una buona occasione di primo incontro.

 Abbiamo parlato di:
Odissea
Omero, Roy Thomas, Greg Tocchini
Traduzione di Pier Luigi Gaspa
– 2012
192 pagine, cartonato, colore – 18,00 €
ISBN: 9788865896600

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