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Mystery Men: l’origine della specie supereroica

Mystery Men: l'origine della specie supereroica - coverLe ambizioni di questa serie, originariamente pubblicata fra Maggio e Settembre 2011, sono alte ed esplicite. Non solo una storia supereroica in stile vintage/hard boiled, ma una vera e propria messa in scena degli elementi fondamentali dei personaggi supereroici (quindi destrutturazione e ricombinazione), per definire delle specie di figure elementari, che incarnano caratteristiche base, dalla cui combinazione scaturisce la moltitudine odierna; e, dal punto di vista narrativo, una vicenda in cui il mondo reale sia non un fondale, ma un effettivo scenario, di cui si intendono proporre e far vivere gli aspetti problematici e stimolanti per una riflessione sul presente. Siamo infatti in piena depressione, New Deal di là da venire, tensioni razziali intense e Partito Nazista in procinto di prendere il potere in Germania.

Scrive infatti David Liss nella postfazione: “Creare personaggi del tutto nuovi, che evocassero l’estetica dei pulp, ma che fossero al contempo percepiti come veri supereroi. […] Gli anni ’30 furono più che truffatori, dirigibile e cappelli sbalorditivi, e così noi ci abbiamo buttato dentro questioni di razza, diseguaglianza di genere, povertà e avidità, condizioni di lavoro disagiate, e molte altre ruvide realtà della Depressione. […] È stato sempre niente di meno che esplosivo lavorare a un progetto che coniugasse onorati archetipi d’epoca, sensibilità moderne, arte sbalorditiva e un nuovo capitolo nella storia Marvel“.
Mystery Men: l'origine della specie supereroica - the_surgeonLa costruzione dei personaggi è funzionale a questi obiettivi. Così abbiamo The Revenant, un ricco gentiluomo giustiziere dal volto di Clark Gable con gravi problemi di relazione col padre; The Aviatrix, aviatrice e inventrice, che deve conquistarsi il rispetto del colleghi maschi; The Operative, un afroamericano illusionista, reduce da vessazioni; The Surgeon, un medico psicologicamente borderline a causa della violenza di alcuni sfruttatori; e infine Achilles, un archeologo che un antico bracciale magico ha mutato (non esattamente, ma sostanzialmente) nel Pelide omerico. I cattivi sono un generale (The General), che è strumento di Nox, un essere magico, dall’aspetto inizialmente deforme che poi assume un aspetto degno di una cortigiana di Re Ming di Mongo, con gusto per l’abbigliamento gothic. Generale e demone sono a capo di un complotto per la conquista del mondo e la Depressione, di cui scopriamo essi sono responsabili, è niente più che un passo del loro piano. Ad aiutarli nel loro progetto, un comitato composto da uomini e donne d’affari, che non indietreggia di fronte a niente, pur di accumulare più ricchezza e potere.
Con questi elementi, Liss costruisce un intreccio che alterna scontri sempre più cruenti, riepiloghi e spiegazioni (soprattutto da parte dei cattivi, che nella definizione dei loro piani mettono in mostra tutta la loro malvagità) e tensioni fra gli eroi buoni, che nascono dalle loro differenze nel concepire l’atto di giustizia e, almeno in un caso, da rivalità sentimentali.

Mystery Men: l'origine della specie supereroica - manifestMystery Men appare quindi un progetto ben studiato, ma il risultato, causa la semplificazione estrema dei temi proposti, è più un’opera di infantilizzazione che di sintesi. I temi storico/sociali (le “ruvide realtà della Depressione”) restano elementi decorativi, che non offrono reale contributo narrativo: la vicenda, infatti, procede tramite i classici meccanismi supereroici, non influenzati dal contesto sociale. La Depressione stessa è presentata tramite un modello complottistico, che non offre alcuno spunto di riflessione critica e consolatorio: ci sono dei cattivi che vogliono conquistare il mondo e questo spiega tutto. La complessità del reale è tenuta fuori dalle pagine e la visione risultante è di una pochezza avvilente. L’occasione di usare il genere supereroico per creare suggestioni e stimoli per la visione del presente (il parallelo fra la Depressione e la crisi in corso è ovvio) è totalmente sprecata.
Detto questo, Liss confeziona dialoghi godibili e non poche scene efficaci, fra le quali si distinguono quelle che hanno per protagonista The Surgeon. L’estrema semplificazione dei caratteri finisce col dare alla storia un’atmosfera ingenua che, se si fossero evitate le contaminazioni con la realtà storica, avrebbe reso Mystery Men una lettura piacevole, con la quale immergersi in un’avventura un po’ contorta ma dal gradevole gusto vintage.
Il disegno di Patrick Zircker supporta bene la definizione dell’atmosfera hard boiled del racconto ed è efficace nelle scene d’azione, ma non può naturalmente supplire la profondità assente nella scrittura.
La miniserie termina con un finale irrisolto, ma a tutt’oggi non si hanno conferme sul suo proseguimento, mentre Panini ne ha annunciato a breve la pubblicazione nella collana 100% Marvel.


Abbiamo parlato di:
Mystery Men
David Liss, Patrick Zircker
Marvel, 2012
120 pagine, brossurato, colori – 14,99 $
ISBN: 9780785147459

2 commenti

  1. Vero…occasione ben sprecata… leggendo si comprende bene, già dalla scelta stessa dei nomi, The Revenant, ” ricco gentiluomo giustiziere dal volto di Clark Gable” , ma a ancora a quell’epoca continuava a giganteggiare nella memoria come star dei film d’azione, Douglas Fairbanks ( che pure è una delle star storiche di Hollywod) , ” The Aviatrix, aviatrice e
    inventrice, che deve conquistarsi ilrispetto etc etc” mi sembra di averla già vista, fra l’altro esistita realmentema ” The
    Operative” si poteva pure evitare …Soprattutto per un’illusionista..L’autoreè fan di Jersey Storie ?? E tralasciamo The Surgeon, ed Achilles, qualche cattivo si salva..I nomi sono importanti. Negli anni 30 all’alba dei Comics si potevano realizzare fumetti di questo tipo, a distanza di quasi 100 anni volendo riutilizzarne il milieux bisogna farci uno studio ad hoc non semplicemente “inventarsi” uno scenario magari credibile con elementi efficaci di disegno e testo ( che su questo non ci piove.)

    Magari se riprendessero il progetto daccapo.

    • Simone Rastelli

      Salve Debris65,
      Sì, Mystery Men è alla fine un lavoro
      molto pensato ma che, date le ambizioni, osa poco. La domanda critica
      alla fine della lettura è: Mystery Men ci rivela qualcosa in più
      sui supereroi e sul fumetto supereroico? Ci offre spunti inediti?
      Mette sotto una luce nuova la nostra visione di quel mondo? Direi
      proprio di no. Mi viene quasi da sostenere che sia un classico caso
      in cui tutti gli elementi considerati di per sé sono validi, ma non
      sono fatti reagire. Veramente: non lo vedo come un problema di
      originalità, ma come un problema di obiettivi concreti (un esempio
      sciocco: smontare un luogo comune). Anche la scelta del tipico stile
      di scrittura ispirato agli hard boiled degli anni 1930 (1930!
      possibile non ci si schiodi da lì?) contribuisce all’impressione che
      si sia mirato a un lavoro che non offra difficoltà alcuna.

      Ci proveranno ancora?

      Noi siam qui ad aspettare e sperare.

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