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Law # 3 – Sotto silenzio (Caci, Salati, Bufi, Fontana)

Law # 3 - Sotto silenzio (Caci, Salati, Bufi, Fontana) - law_3_coverNell’editoriale del terzo numero di Law, i due autori sostengono di essersi ormai affezionati ai protagonisti della serie, considerandoli quasi dei vecchi amici.
Dopo aver letto Sotto Silenzio posso dire di provare la stessa cosa. 
Inizio a sentire empatia e partecipazione alle vicende personali degli avvocati dello studio Cussler & Brandise: in particolare per quelle della giovane Rachel e di Donnie, anche alla luce dell’ultima tavola, ma anche per la fredda e autoritaria Gwen, che inizia a mostrare più di un segno di umanità. Tutto questo rappresenta un risultato non da poco per una miniserie incentrata su indagini e processi: significa che il lavoro di Davide G. G. Caci e da questo punto è decisamente riuscito, numero dopo numero.
Per quanto riguarda il caso, direi che è ben gestito: c’è un unico accusato per l’omicidio di una donna e costui, pur professandosi innocente e chiedendo l’aiuto dei nostri avvocati, rifiuta di fornire dettagli utili per costruire una difesa.
La storia viene condotta con sapienza in bilico tra gli accenni alle questioni personali dei protagonisti e la risoluzione del caso, che arrivando a toccare anche temi di stampo spionistico, avrà una conclusione decisamente poco ortodossa.
Si presenta buono l’apparato grafico, anche se altalenante: a tavole dettagliate e piacevoli si alternano vignette meno soddisfacenti e poco riuscite. Ben gestito lo spazio della pagina.
Interessante l’approfondimento a fine albo, dedicato a John Grisham.

Abbiamo parlato di:
Law #3 – Sotto silenzio
Giorgio Salati, Davide G. G. Caci, , Enza Fontana
– Agosto 2012
brossurato, bianco e nero, pagine 96 – 2.70€
ISBN: 9772240026003 

2 commenti

  1. Gianluigi, hai perfettamente ragione. Sono anch’io un avido lettore di Grisham, quindi capisco benissimo cosa intendi. Ma io intendevo dire che risulta poco ortodossa se collocata nella realtà, o comunque a livello “morale”. :)

  2. Gianluigi Filippelli

    Per un appassionato di legal trhiller (o di Grisham) la conclusione non è proprio “poco ortodossa”.
    Per il resto concordo su tutto!

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