Cinema e TV

Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno: l’epica di Batman, la potenza del simbolo

watch-the-dark-knight-rises-movie-onlinethumb

Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno: l'epica di Batman, la potenza del simbolo - watch-the-dark-knight-rises-movie-online

Batman è un simbolo.
Questa tesi, sicuramente appartenente al costrutto del personaggio fin dall’inizio della sua vita editoriale, ha trovato particolari sbocchi nelle storie a fumetti degli ultimi anni – penso alla run di Grant Morrison e all’attuale gestione di Scott Snyder.  Anche ha sposato quest’idea, facendone uno dei cardini della sua trilogia dedicata al personaggio della
La cosa è palese in Batman Begins (2005), in cui il protagonista costruisce la sua leggenda, un po’ meno nel monumentale Il Cavaliere Oscuro (2008), dove tale argomentazione è presente ma lascia maggiormente spazio all’analisi della società e di una sua visione distorta (impersonata da Joker).
Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno: l'epica di Batman, la potenza del simbolo - 35ckktwMa è con Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno che questa visione viene esaltata in maniera definitiva, è in questa pellicola conclusiva che il personaggio conosce la consacrazione massima di quello che rappresenta e dei suoi ideali.

Nolan conosce le straordinarie potenzialità del personaggio, sa quanto il successo di The Dark Knight ha alzato la posta nella realizzazione di un nuovo capitolo del suo Batman e sa quanto è delicato un film che debba chiudere degnamente una trilogia i cui primi due capitoli sono generalmente adorati da critica e fan dei fumetti. Consapevole di tutto ciò, il regista gira il film della caduta di Batman. Se i più pensavano che tale avvenimento potesse ricondursi al finale del secondo capitolo, si dovranno ricredere: Nolan, insieme al fratello Jonathan e al fido David S. Goyer, distrugge in tutto e per tutto il Crociato Incappucciato, lo annienta sotto ogni profilo, con particolare attenzione per quello morale e psicologico, ponendogli di fronte un avversario come Bane, un terrorista così determinato e intelligente da formare una miscela letale insieme ai suoi muscoli. 

Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno: l'epica di Batman, la potenza del simbolo - 2nsnclx“Perché cadiamo, Bruce? Per imparare a rialzarci”, disse il padre del giovane Wayne al figlio, ed è quello che aveva ben in mente Nolan. Per poter celebrare degnamente la leggenda, doveva mostrare Batman nella polvere, annichilirlo, schiacciarlo come nessuna trasposizione al di fuori dei fumetti ce l’ha mai mostrato… per poi farlo rialzare più forte e consapevole di prima. Le circostanze, la sua superbia, i piani di Bane, gli tolgono ogni cosa, ma è proprio così che il Cavaliere Oscuro può tornare veramente.

Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno è in realtà un film su Bruce Wayne piuttosto che su Batman, e non solo per il fatto che Christian Bale in costume si veda per un quarto della pellicola: è un film che dimostra come Batman, in virtù del suo essere simbolo, ha una portata e una potenza che servono da ispirazione e monito verso chiunque sia abbastanza sensibile e motivato da dare ascolto a quel messaggio di speranza. Bane vuole usare la speranza come l’arma più crudele a sua disposizione, per illudere i cittadini di Gotham City che ci sia qualcosa in cui credere, di modo che possano soffrire di più una volta che scopriranno quanto sono stati folli; Batman invece vuole rilanciare il concetto di speranza come qualcosa di positivo e propositivo e ancora una volta si fa carico delle decisioni che nessun altro può prendere. Non come lui, perlomeno. C’è bisogno di un simbolo che ispiri l’uomo comune, ma non può essere un falso idolo basato sulla menzogna, come erroneamente pensavano Batman e il commissario Gordon alla fine della precedente pellicola.

Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno: l'epica di Batman, la potenza del simbolo - Film_Review_Dark_Knight_Rises-031da-4541Ne risulta un film dalle tematiche importanti, che si sviluppano anche nell’ideologia anarchica che Bane instaura a Gotham una volta che ne prende il possesso, la quale vuole mettere a nudo l’ipocrisia di certe rivoluzioni, che mirano a ribaltare uno status quo di privilegi piuttosto che cercare una sorta di equità sociale. Una vendetta operata dagli oppressi, l’opposto della strada intrapresa da Bruce in giovane età e la dimostrazione dello spietato giudizio caduto su Gotham, qui metafora dell’intero modello occidentale.
Altra componente interessante è rappresentata dai complessi rapporti interpersonali tra i vari personaggi dell’intreccio: spiccano a tal proposito la figura di Alfred, resa ottimamente da Michael Caine, ma anche l’abnegazione di Gordon nel salvare l’anima della città che ha giurato di proteggere. Anche i personaggi che esordiscono in questo terzo capitolo hanno un loro preciso compito: Selina Kyle va oltre lo stereotipo della femme fatale, Anne Hathaway è molto brava nel tratteggiare il personaggio in tutti i suoi toni ambigui e sensuali fornendo un’alleata/non alleata fondamentale per Batman. John Blake, giovane ed idealista poliziotto di quartiere, è la figura che serve a Batman per non cedere, e in cui probabilmente rivede il sé stesso di anni prima.

Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno: l'epica di Batman, la potenza del simbolo - the-dark-knight-rises-638x425Un film di supereroi (checché se ne dica, anche il Batman di Nolan per quello che è e fa rientra nella categoria a pieno titolo) in cui l’azione, se non in un paio di occasioni, non rappresenta il fulcro principale dello spettacolo, che al contrario si concentra su tematiche etico-morali e su riflessioni sulla società e sull’essere umano, come già faceva anche se in modo differente Il Cavaliere Oscuro.

I difetti non mancano, e si trovano in alcuni passaggi narrativi non pienamente giustificati e in alcune soluzioni non particolarmente felici per risolvere determinate situazioni, ma si tratta di elementi su cui si può chiudere un occhio in vista dell’affresco generale che Nolan ha realizzato.

Abbiamo una Gotham City sotto assedio, un cattivo che va oltre le apparenze dimostrando di essere una nemesi di tutto rispetto per Batman, un’atmosfera di tensione perenne che accompagna lo spettatore per tutte le due ore e 45 minuti di durata, e questo anche grazie alla magnifica colonna sonora di Hans Zimmer. Abbiamo ancora una volta delle splendide prove attoriali fornite da Christian Bale, da Michael Caine, da Gary Oldman, da Morgan Freeman che tornano ad essere gli ottimi interpreti dei rispettivi personaggi che hanno saputo essere nei precedenti capitoli, accompagnati dall’abilità di Tom Hardy, Anne Hathaway e Joseph Gordon-Levitt che sono perfettamente in parte offrendo degli ottimi personaggi.

Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno: l'epica di Batman, la potenza del simbolo - The-Dark-Knight-Rises-Bruce-Wayne-Christian-Bale-Alfred-Michael-CaineCon Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno abbiamo un’ulteriore pietra di paragone per il modo di intendere i cinecomics, etichetta che va sicuramente stretta a questo film e alla trilogia in generale.
Nolan ha attinto a piene mani direttamente dal concetto stesso di epica e l’ha applicato ad un uomo che ha annullato sé stesso per diventare una leggenda, un simbolo contro le ingiustizie e il crimine. Batman diventa così quel che deve essere: uno sprone a fare quel che è giusto, uno sprone rivolto a tutti, rappresentato da quel simbolo di speranza che è il fascio di luce che parte dal tetto del commissariato di Gotham.

Abbiamo parlato di
Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno
di , Jonathan Nolan, David S. Goyer
con Christian Bale, Gary Oldman, Morgan Freeman, Michael Caine, Anne Hathaway, Tom Hardy, Christopher Judge, Adam Rodriguez, Massi Furlan, Rob Brown, Liam Neeson, Marion Cotillard, Juno Temple, Joseph Gordon-Levitt, Matthew Modine, Tom Conti, Joey King, Brett Cullen, Chris Ellis, Josh Stewart, Daniel Sunjata, Diego Klattenhoff, Burn Gorman
USA, Gran Bretagna – 2012 – Italia
Azione, drammatico – durata: 165 min.
Dal 29 agosto al cinema

4 Commenti

4 Comments

  1. Gianluigi Filippelli

    Gianluigi Filippelli

    3 settembre 2012 a 08:59

    “L’ideologia anarchica di Bane” crolla miseramente quando si comprende che non c’è scampo alla distruzione.
    Bane non è il salvatore che in questa sorta di “Terra di nessuno” arriva per ricostruire la società su basi più giuste, ma il distruttore che illude prima della tempesta.
    Non c’è niente di anarchico né in Bane, che spesso si mette in posizioni, diciamo così, “napoleoniche”, né in chi gli sta alle spalle, che per inciso una volta capito chi è, per il lettore medio di Batman, risulta una quasi delusione (anche se dal punto di vista cinematografico il personaggio regge all’interno del film).
    La prima parte del film, però, non sembra proprio una pellicola di supereroi, ma uno splendido film urbano, almeno fino al ritorno dell’eroe!

  2. Andrea Bramini

    31 agosto 2012 a 22:01

    Lieto di leggere che condividi il mio parere, Bacci!
    Grazie! ;)

  3. Bacci

    30 agosto 2012 a 12:11

    Bella recensione, complimenti, condivido in pieno :)

    • la redazione

      La redazione

      31 agosto 2012 a 15:37

      Grazie anche a nome di Andrea! Se puoi e vuoi, condividi il pezzo, per noi è importante il supporto dei lettori.

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Lo Spazio Bianco: nel cuore del fumetto!

Inizio