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Darwin: l’apocalisse secondo Bonelli

E’ tornato di gran moda il fumetto apocalittico che, tra invasioni di Zombie e futuri catastrofici, trova in quasi tutti i nuoviDarwin: l'apocalisse secondo Bonelli - darwin_20007 titoli pubblicati un buon riscontro di pubblico. Segue questa strada anche la con il volume “Darwin”, settima uscita della collana semestrale “Romanzi a Fumetti Bonelli”, ideato e disegnato da e sceneggiato da .

Darwin racconta le peripezie di Kent Darwin, uno studente irlandese alla Sorbona di Parigi, che nella profetica giornata del 21 dicembre 2012 – la data in cui secondo il calendario Gregoriano e quello Maya è previsto un catastrofico evento che cambierà per sempre il corso della civiltà – vede la sua vita sconvolta da una devastante pioggia di meteoriti che rade al suolo la capitale francese. Risvegliatosi dopo quattro mesi e lontano dal luogo in cui aveva perso i sensi, Kent è soccorso dal misterioso Kinja, un giapponese maestro di armi e discipline marziali, a cui è stato affidato il compito di condurlo in luogo sicuro dove avrà la possibilità di rincontrare i suoi amici e sopratutto la sua ragazza Chieko, di cui aveva perso le tracce durante “la pioggia stellare”.
Da qui in poi il protagonista affronta una serie di eventi che lo portano ad attraversare una Francia dove ormai vige la legge del più forte, che lo conducono alla scoperta di essere un eletto, di essere inseguito da una misteriosa setta il cui scopo è ripopolare la terra e anche di essere il principale bersaglio di un gruppo chiamato “New Saints”.

Il volume Bonelli attinge a tutte le fonti più famose del genere catastrofico, passando dai richiami cinematografici quali Cloverfield, Armageddon, The Day After Tomorrow, quelli fumettistici tipo The Walking Dead o Crossed e anche quDarwin: l'apocalisse secondo Bonelli - 25558_rg_tdw00tav15v1elli letterari come Io Sono Leggenda di Matheson o Il Giorno dei Trifidi di John Wyndham. Naturalmente questo non è un grosso problema, se alla fine il risultato finale è godibile e ben strutturato, ma purtroppo non è il caso di Darwin che presenta diversi e non trascurabili problemi che ne intaccano la validità. Il soggetto di Piccatto, purtroppo, è un insieme dei peggiori luoghi comuni del genere, che rendono la lettura noiosa e risaputa. Darwin presenta un eccesso di idee e situazioni trascinate fino alla fine del volume. Peccato che l’albo non abbia una reale conclusione. E non sto parlando di un finale di libera interpretazione, ma di una vera e propria troncatura della storia che dopo la bellezza di 287 pagine lascia in sospeso tutte le trame ideate.

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Probabilmente il progetto risente della decisione di trasformarlo in un “Romanzo Grafico” dopo che era stato inizialmente pensato come una miniserie. L’idea di partenza proposta da Piccatto, è stata così affidata a Paola Barbato che ne ha tratto un nuovo soggetto di base e sviluppando una sceneggiatura che si è sviluppata parallelamente alla parte disegnata, seguendone le indicazioni e le suggestioni. La Barbato, pur essendo un’ottima sceneggiatrice, sembra soffrire un progetto già troppo definito, Darwin: l'apocalisse secondo Bonelli - 25565_rg_tdw00pers02bnon riuscendo quasi mai ad entrare in sintonia con l’idea iniziale di Piccatto e la moltitudine di eventi che il libro vuole raccontare, finendo così per proporre una trama confusa e un gruppo di personaggi dalla caratterizzazione deludente e scontata. Il culmine è raggiunto con il personaggio di Kinja, delineato sulle fattezze del protagonista del Film “Old Boy” del regista coreano Chan-Wook-Park, un improbabile Yakuza/Ninja che parla tramite proverbi giapponesi (giuro che alla cinquantesima perla di saggezza orientale ho avuto la forte tentazione di abbandonare il libro) e stermina un esercito con una spada.

Per quanto riguarda il comparto grafico Piccatto, che si è occupato delle matite e del ripasso, ha usufruito della collaborazione di (per la definizione degli sfondi) e di Matteo Santaniello (neri ed effetti speciali). E proprio la parte disegnata risulta il punta di forza di questo volume. I tre autori, il cui affiatamento risulta evidente dalla bontà del risultato finale, si sbizzarriscono delineando un’affascinante Parigi post-apocalisse con paesaggi evocativi e densamente particolareggiati. Belle sia le tavole di azione, sempre ben studiate, che quelle più calme dove il tratto elegante trasmette egregiamente le emozioni. Altalenante, invece, lo studio grafico dei personaggi sia maschili sia femminili, che il più delle volte sembrano degli ex-commando anziché dei semplici studenti.

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Alla fine della lettura rimane forte la sensazione che Darwin sia un progetto con un ottimo potenziale, ma vanificato da una cattiva gestione. Il volume si distingue per un lodevole stacco dalla classica impostazione Bonelli, con uno stile più simile alle produzioni Star Comics e in particolare a Legion 75, vuoi per gli scenari apocalittici o per i disegni di Renato Riccio, disegnatore fisso della miniserie Star. La cosa che infastidisce maggiormente è la decisione di pubblicare un prodotto platealmente incompleto, quando, per stessa ammissione dell’autore, non è stato ancora deciso se dare alle stampe un secondo volume dove si possa scoprire il fato di Kent Darwin e dei suoi compagni.

Abbiamo parlato di:
Romanzi a Fumetti Bonelli #7: Darwin
Paola Barbato, Luigi Piccatto, Renato Riccio, Matteo Santaniello
Sergio Bonelli Editore, 2012
288 pagine, brossurato con alette, bianco e nero – 9,50€
ISBN: 9771971127003

 

6 commenti

  1. Certo che quelli che hanno commentato prima di me non capiscono niente di come possa essere bello leggere una storia x quello che è senza andare a cercare il pelo nell’uomo tute le volte… A chi piace il genere catastrofista questo Darwin e un ottimo prodotto e aspetto con ansia il secondo volume x vedere come va a finire la storia… Dubito che uscirà a breve. Spero ancora quest’anno… Sennò sarà la solita opera incompiuta come tante.

  2. Una grossa caduta di stile. Solo un seguito del volume, pubblicato entro breve, potrebbe in qualche modo diminuire la delusione avuta alla fine della lettura…

  3. Michele Garofoli

    Purtroppo (per la Bonelli) avete pienamente ragione. Non si riesce a capire il senso di questa produzione. Uno dei progetti peggio gestiti della storia di questo glorioso editore.

  4. Filoberto Alamari

    La conclusione lascia basiti, ma non così delusi, perchè si arriva alla fine già annoiati e infastiditi dalla storia. Peccato.

  5. melissa camerani

    una vera delusione! una delle cose riuscite peggio in casa Bonelli…

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