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Disney e la propaganda antinazista

Paperino che in un incubo legge Mein Kampf, fa il saluto hitleriano e grida Heil Hitler, Disney e la propaganda antinazista - spirit_43_titleBambi arruolato fra i volontari e Topolino al fronte.
Sono solo alcuni degli esempi di cartoni animati di propaganda bellica anti nazista prodotti nei primi anni Quaranta dagli studi della
Walt che, grazie a queste commissioni governative riuscirono a superare la forte crisi del periodo dovuta all’interruzione dell’esportazione dei prodotti cinematografici Disney in Europa dopo il 1940. “Cartoni animati spesso censurati per la loro rudezza e portata psicologica” (cfr.: Linda Cortese in Animazione sotto le bombe, disponibile presso http://www.rsi.ch) e tornati alla ribalta grazie al web.
Nel 1941, mentre stava ultimando i lavori per Bambi, Disney fu contattato dal governo USA: in vista dell’imminente entrata in guerra, la Casa Bianca voleva sfruttare la sua fama per intrattenere e istruire i militari e per produrre materiale propagandistico. La presenza della Disney nella vita militare fu così intensa non solo grazie ai war insignia ma anche tramite i cortometraggi istruttivi o di propaganda.

Se Four Methods of Flush Rivetting, un cartone animato didattico per mostrare ai neoassunti delle aziende i metodi di ribaditura degli aerei, rimarrà a lungo top secret, Disney e la propaganda antinazista - paperino_mein_kampfi cortometraggi di propaganda anti-nazista verranno divulgati e proiettati migliaia di volte sul solo suolo americano.
In un primo momento, Walt Disney, poco incline a rinunciare al lato fantastico del suo lavoro, continuò a produrre le sue tradizionali serie a cartoni animati, facendo però vivere ai personaggi delle avventure in linea con la mentalità bellica. Una scelta coraggiosa anche rispetto ai lavori presentati dai produttori concorrenti.
In The Vanishing Private (1942) Paperino è alle prese con la riverniciatura di un cannone e un sergente poco simpatico. Ma grazie alla scoperta di una pittura che rende invisibili, il papero potrà vendicarsi del suo persecutore.
In Private Pluto (1943), invece, il cane arancione segue l’addestramento militare, ma Chip e Dale, alla loro prima apparizione nella saga Disney, gliene combinano di tutti i colori. Chicken Little è il caso forse più palese di come la guerra venisse trattata con discrezione e ironia, anche se il finale macabro prospetta un futuro non proprio roseo. I riferimenti più pesanti al nazismo, come le svastiche sulle tombe e la lettura del Mein Kampf, furono tolti dallo stesso produttore, ma la chiara metafora antinazista, sostenuta da un ambiente cupo e triste, rimane palpabile.

Con il proseguire e l’intensificarsi dello scontro bellico,  l’umore dei film d’animazione della Walt Disney muta. Disney e la propaganda antinazista - fuerehr_faceComincia così un periodo cupo, in cui la guerra entra di prepotenza nella narrazione, rendendo i cortometraggi, che si allineano al resto della produzione animata statunitense, veri e propri manifesti di propaganda anti-nazista: siamo nel 1944.
Der Fuehere’s Face, originariamente Donald Duck In Nutzi Land (“Paperino nella terra dei nazisti”, dove “Nutzi” suona come “nuts”, cioè “pazzi”), è esempio tra i più validi di produzione di questo periodo e vinse un premio Oscar nel 1944. Emerge da questo cortometraggio tutto il patriottismo americano, che si mescola ad una chiara paura per il conflitto e riproduce gli stereotipi provenienti dal Vecchio Continente.
Una banda musicale (che include Hirohito al bassotuba e Mussolini alla grancassa e, sembra, Goering all’ottavino e ha Rudolf Hess come voce) entra a passo di marcia in un ideale villaggio tedesco (parodiato tramite l’onnipresenza della svastica, delle piante e dei mulini a vento), cantando inni in onore delle virtù naziste. Quando passano vicino alla casa di Paperino lo cacciano fuori, minacciandolo con la baionetta, per mandarlo a lavorare. A causa della guerra, la colazione del papero consiste in pane di segatura, caffè di qualità scadente e accaparrato al mercato nero e uno strano miscuglio al sapore di uova e pancetta. La banda gli sbandiera davanti agli occhi una copia del Mein Kampf, per un momento di lettura, per poi entrare a passo di marcia in casa e scortarlo al lavoro in una fabbrica. Appena arrivato, Paperino inizia il suo turno giornaliero alla catena di montaggio: il suo lavoro consiste nell’avvitare le spolette di granate di artiglieria. Mescolate alle granate ci sono ritratti del Fuehrer, che lo costringono ad interrompere il lavoro, ogni volta che appare un ritratto, per fare il saluto nazista. La velocità della catena di montaggio aumenta continuamente, e Paperino alla fine non riesce a tenere il ritmo. Per di più viene continuamente bombardato da messaggi propagandistici sulla superiorità della razza ariana e sulla gloria derivante dal lavoro per il Fuehrer. Dopo una breve pausa di riposo, che consiste in alcuni assurdi esercizi di ginnastica (posizionarsi come una sorta di svastica ed eseguire il saluto), eseguiti di fronte ad uno sfondo finto con dipinte le Alpi, Paperino è obbligato a fare turni straordinari e soffre di frequenti allucinazioni, durante le quali vede granate di artiglieria dappertutto. Solo quando le allucinazioni finiscono e si ritrova nel proprio letto, a casa, negli Stati Uniti, capisce che è stato tutto un terribile incubo. Alla fine, Paperino abbraccia una Statua della Libertà in miniatura, ringraziando di essere cittadino degli Stati Uniti d’America.

In The Thrifty Pig, chiamato anche Blitz Wolf ,la storia dei Tre Porcellini viene trasformata in allegoria della guerra in corso. Disney e la propaganda antinazista - education_for_deathIl lupo cattivo, deliberatamente associato a Hitler nei titoli di testa (Tutte le somiglianze tra il protagonista e quella canaglia di Hitler sono volute“), indossa l’uniforme da soldato nazista e porta i tipici baffetti.
Hitler’s children. Education for Death è la storia di Little Hans, un bimbo nato nella Germania di Hitler e della sua educazione alla morte ed è la produzione più lugubre del periodo. A stento si riconoscono i tratti caratteristici dell’animazione disneyana: il taglio è più documentaristico che fiabesco, gli ambienti stretti e bui insinuano nello spettatore paura, il lieto fine è inesistente. Certamente la propaganda anti-nazista in questa pellicola raggiunge l’apice, ma lo raggiunge anche il turbamento indotto negli spettatori dell’epoca, e di quella successiva, che si rifiutano di guardarlo.
The Ducktators racconta la storia del papero Hitler e dei suoi alleati Mussolini e Hirohito, in una paper-parodia che utilizza un inglese storpiato.
Spirit of ’43 è forse quello più politico di tutti e mira a trasmettere il messaggio che, pagando le tasse, si finanzia l’impegno bellico e si contribuisce a sconfiggere nemici. Da segnalare la presenza di Paperone e Gastone.

 Esempi interessanti di cartoni di contenuto propagandistico si trovano naturalmente anche al di fuori della produzione disneyana. Disney e la propaganda antinazista - spinach_fer_britainCosì, Duffy Duck è protagonista di The Commando, che lo vede infiltrarsi nelle linee nemiche e diventare il tormento dell’ufficiale di guardia. E, infine, merita una menzione Braccio di Ferro/Popeye, che in Spinach fer Britain (visibile presso http://www.dailymotion.com/video/xg8cl_popeye-spinach-fer-britain) combatte contro un sottomarino tedesco incontrato durante il trasporto dei suoi spinaci in Gran Bretagna: alla fine dello scontro, Popeye si impadronisce del sommergibile e lo conduce fino al numero 10 di Downing Street.

 

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