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The Amazing Spider-Man: un nuovo inizio

The Amazing Spider-Man: un nuovo inizio - Amazing-Spiderman

Se una storia è forte, potente e iconica, resterà sempre una storia capace di catturare l’attenzione di chi la ascolta.
Sarà una storia capace di rivivere in più medium, e con alcune variazioni di contorno, a disposizione di chiunque voglia rimetterci mano.
Le origini dei supereroi, nel mondo dei fumetti, sono un classico esempio di questo discorso, dal momento che vengono spesso raccontate nuovamente in nuovi contesti, universi paralleli, realtà alternative, con del semplice revisionismo… non stupisce che questa abitudine, che affonda le radici ben prima dell’avvento del genere supereroistico, sia stata fatta propria dal cinema, che dai comic attinge sempre più spesso negli ultimi anni.

Accade così che non suoni stonato rivedere sul grande schermo le origini di Spider-Man, dopo che erano già state portate al cinema una decina d’anni fa da . The Amazing Spider-Man: un nuovo inizio - the-amazing-spidermanE’ una pratica che ha inevitabilmente scontentato alcuni fan, ma che è perfettamente plausibile, al di là dei motivi che hanno portato la Sony a questa scelta.
Fa parte del gioco, potremmo dire.

E le regole di questo gioco sembra che il regista Marc Webb, insieme agli sceneggiatori James Vanderbilt, Alvin Sargent e Steve Kloves, le abbiano imparate bene. Un’operazione del genere doveva per forza di cose distaccarsi in qualche maniera dalla precedente versione cinematografica, e quindi hanno fatto loro la celeberrima storia del liceale Peter Parker che acquisisce i poteri di un ragno per una fortuita circostanza.
L’atmosfera generale che si respira nel film riesce a rimanere in bilico tra quella di un teen movie e quella di un film dai toni un po’ più “seri” rispetto alla trilogia di Raimi: per quanto riguarda il primo aspetto si è andati forse all’eccesso, offrendo fin troppo spazio al rapporto tra Peter e Gwen Stacy con scene anche abbastanza inutili e poco riuscite nell’approccio tra i due giovani; sul realismo, sicuramente abbiamo uno Spider-Man più umano, che come nel fumetto si fabbrica da solo dei lancia-ragnatele, e che assume movenze più goffe e realistiche (puntando in particolare sul fatto che Peter stia imparando ad usare i propri poteri), facendo spostare Peter con le ragnatele molto più vicino a terra.
Certo però che non basta questo o qualche scena resa cupa da un temporale per accomunare questo reboot a quanto realizzato da Christopher Nolan con il personaggio di Batman, dove la componente realistica è sicuramente maggiore e più contestualizzata.

E’ però da notare una strana versione di Spider-Man, che per tutto il film indossa il costume per fini più personali che strettamente eroici: se all’inizio è mosso solo dal desiderio di vendetta per la morte di suo zio, espressa dalla ricerca del ladruncolo responsabile dell’assassinio, anche quando deve combattere Lizard lo fa perché convinto di aver avuto una buona dose di responsabilità nella genesi di tale mostro.

Il film si apprezza dunque per la propria identità, per aver stabilito una direzione che in alcuni punti si avvicina maggiormente alla controparte cartacea, e per altri segue le corde che il regista di (500) Giorni Insieme sente forse a lui più care.The Amazing Spider-Man: un nuovo inizio - the-amazing-spider-man-3-2012
Inoltre, Andrew Garfield nei panni del protagonista ed Emma Stone in quelli della bionda Gwen riescono a dare un’interpretazione riuscita dei personaggi che sono chiamati ad interpretare: Garfield offre un Peter Parker generalmente migliore, dal mio punto di vista, di quello comunque buono che aveva portato sullo schermo Toby Maguire: la faccia di Maguire era ottima per Peter in quei film, ma ora Garfield mi pare abbia il phisique du role per rendere bene certe pose dell’Uomo Ragno e una certa dinamicità senza risultare stucchevole. Non appare come un tentativo di imitazione delle tavole migliori del fumetto, sembra soltanto un Uomo Ragno rivisto, adattato bene (e più) per il cinema e non per un fumetto portato al cinema.
Quello della nuova pellicola è un Peter sicuramente nerd, come si evince dalla passione per la scienza, dall’abilità nella tecnologia, dall’uso disinvolto del computer e del web e dall’atteggiamento introverso, ma allo stesso tempo che non rinuncia ad atteggiamenti anche accattivanti come l’uso dello skateboard o un certo look.
Gwen, d’altra parte, riveste bene il ruolo della ragazza dolce e carina, capace di far palpitare il cuore dell’eroe e anche di aiutarlo all’occorrenza.

Ecco, se dobbiamo evidenziare i difetti del film, si potrebbe partire da una Gwen Stacy fin troppo importante ai fini della trama avventurosa. L’utilizzo della ragazza è quantomeno bizzarro: se da un lato lodo il rifuggire dallo stereotipo della donzella in difficoltà, dall’altro mi pare che si sia esagerato con la versione opposta, ottenendo più un side-kick che una compagna.

Gli altri difetti sono da imputare allo storytelling: molte situazioni appaiono forzate, alcune parti della trama rischiano di annullare la sospensione d’incredulità e alcuni passaggi risultano affrettati. The Amazing Spider-Man: un nuovo inizio - The-Amazing-Spider-Man-008Questi problemi di scrittura si avvertono in più punti della storia e minano quella che è invece un’atmosfera generale riuscita.
Un altro punto a sfavore è forse dato, poi, dal timore del confronto con i precedenti film, che ha portato gli autori della nuova pellicola ad eliminare ogni elemento presente nei lavori di Raimi: se sulla carta è lodevole l’idea di battere strade nuove rispetto a quanto già fatto in passato, questo bisogno viene portato all’eccesso tanto da eliminare elementi basilari della mitologia dell’Uomo Ragno come gli inizi come wrestler ma soprattutto il lavoro di Peter come fotografo al Daily Bugle e la frase “da grandi poteri derivano grandi responsabilità” che rappresenta una sorta di filosofia su cui si fonda tutto il personaggio e come tale sarebbe da ritenere intoccabile.
Il desiderio di distaccarsi dalla trilogia precedente si nota anche nelle ispirazioni fumettistiche: se Raimi guardava di più alle origini classiche di Stan Lee per il primo film, Webb si concentra maggiormente sulla versione Ultimate del personaggio, come si può notare per esempio dall’importanza che hanno i genitori del protagonista nell’intreccio della trama.

Capitolo a parte è il villain, personaggio su cui solitamente si basa buona parte di un cinecomic: The Amazing Spider-Man: un nuovo inizio - lizard300x220se il dottor Connors è un personaggio ben portato sullo schermo da un bravo Rhys Ifans, le riserve sono per la sua versione trasformata, un Lizard penalizzato da uno strano aspetto umanoide e da un doppiaggio in cui Pino Insegno non riesce a dare la giusta connotazione vocale al mostro. Gli scontri tra lui Spider-Man rimangono godibili, specie nel finale, ma in generale non è un cattivo che abbia saputo bucare lo schermo.

Parlando della colonna sonora, rispetto a quella dei film di Raimi dove il tema era sempre eroico ma più cupo e solenne – d’altra parte la colonna sonora era affidata a Danny Elfman, il compositore delle musiche di buona parte dei film di Tim Burton (in particolare, restando in ambito supereroistico, è facile ricordare il Batman di Burton) – in The Amazing Spider-Man la colonna sonora è sempre eroica ma con una tonalità meno bassa e solenne, più distesa e “solare”, ricorda molto le colonne sonore di tanti film cult anni 80, dove la musica era veicolo per esprimere i sentimenti positivi propri dei personaggi. Non a caso l’autore è James Horner, uno dei maggiori compositori di colonne sonore per Hollywood (vincitore di 2 Oscar per Titanic ed anche autore delle musiche per Avatar), che è stato anche grande autore di colonne sonore proprio negli anni 80.

La pellicola è apprezzabile, in alcuni punti riesce ad essere migliore della versione di Raimi, The Amazing Spider-Man: un nuovo inizio - VKycSma poi si perde per quanto riguarda storia e caratterizzazione di alcuni personaggi (come il capitano Stacy). Molto ben riuscite le nuove versioni degli zii di Peter, con uno zio Ben decisamente più sfaccettato e funzionale alla storia ed alla crescita di Peter rispetto a quello visto nello Spider-Man di dieci anni fa. Ed è intrigante tutto il mistero legato ai genitori del protagonista, e al fatto che il ragno fosse in qualche modo una componente nel destino del ragazzo, se vogliamo vederla così. Per questo è condivisibile la scena durante i titoli di coda e incuriosisce il sequel, previsto fin d’ora, ma rimangono delle riserve verso un prodotto che aveva le carte in tavola per non far rimpiangere la trilogia di inizio millennio offrendo uno Spider-Man diverso, più moderno pur senza rinunciare alla tradizione, ma che è minato da alcuni difetti ed errori che non gli consentono di spiccare il salto rendendolo un film apprezzabile senza remore.

Ma dato che solitamente il secondo capitolo delle saghe cinematografiche con protagonisti i supereroi riesce ad essere migliore del primo film, si può guardare con fiducia al futuro del franchise.

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