Essential 11

Essential 11: gli undici migliori cicli Marvel secondo Claudio Calia

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Sappiate che quello che state per leggere è qualcosa di cui parliamo da un annetto circa con Lo Spazio Bianco, per cui leggete con calma che per il prossimo (le 11 miniserie marvel? gli undici cicli di storie DC? chissà… ) ci vorrà comunque un bel po’ di tempo!

Tutto comincia attorno al dicembre 2010, quando Ettore Gabrielli mi chiede di stilare una lista degli “11 migliori fumetti indipendenti italiani“, dividendo l’elenco quasi equamente tra uscite dell’anno precedente e qualche recupero “storico”. Tra gli altri, Interzona e Hard Times per quanto riguarda il passato, e un bel po’ di fumetti di quell’anno, da Kaydra di Gianluca Romano, a Burp! Deliri grafico intestinali, fanzine nata al centro sociale TPO di Bologna. Scrivo l’articolo presto, raduno le immagini, con molta fatica per Hard Times e Interzona, di cui sul web quasi non si trova memoria – e anche tra i lettori odierni, azzarderei -, invio a Ettore e non ci penso per un po’.
Al tempo “gli 11” erano molto frequenti sul sito e c’era una lunga lista di attesa prima di essere pubblicato, così qualche mese dopo chiedo a Ettore di poter rimettere mano al mio articolo, che le cose cominciavano ad invecchiare troppo. Ci rimugino su, che da quando avevo scritto io lo sapevo, che c’era un problema: semplicemente, conoscevo persone coinvolte in ogni cosa che avevo segnalato.

Scrivere un “the best of” segnalando solo amici o persone a cui voglio bene, per quanto sia convinto che tutto ciò fosse assolutamente meritato dalle proposte in esame, non mi dava una buona sensazione. Così, e siamo ancora qualche mese dopo, chiedo ad Ettore se posso rivedere interamente il tema dell’articolo. Che ho pensato: ma perché chiedere ad un ipotetico fumettaro “indipendente” un’opinione sui fumetti indipendenti: non sarebbe più bello chiedergli qualcosa su temi a lui lontani, offrendo una visione “laterale” di un dato argomento?

Così, tanto per sfatare l’idea che un autore “indipendente/alternativo” debba leggere soltanto cose affini al tipo di storie che realizza, ho proposto di farmi scrivere sugli “11 cicli di storie Marvel” migliori di sempre, secondo me.
In realtà, violo in minima parte la prima regola che mi sono dato: per una serie di incredibili coincidenze astrali e parentali, una volta ho parlato con al telefono. Lui di fumetto italiano conosceva Castellini (ehm… immaginate il mio imbarazzo nello spiegargli che il mio modo di disegnare è un po’… uhm… diverso?), e mentre parlavamo al telefono stava lavorando: autografava confezioni di giocattoli di She Hulk. Per cui sì, tecnicamente “l’ho conosciuto”. Ma direi che il mio rapporto con lui può essere considerato differente da quelli amichevoli che ho con Gianluca Romano, Massimo Perissinotto o Officina Infernale, per citarne tre.
“11 cicli migliori” significa che ho preso in considerazione solo cicli di storie usciti su serie regolari, non miniserie e volumi. E per comodità, ho scelto di escludere anche tutto Jack Kirby, altrimenti sarebbe stato un elenco piuttosto monotono! Chiaro, non sono ancora pienamente soddisfatto di questa lista: ci sono mancanze gravi di parecchi – almeno – parimerito con quanto segnalato, dovute al sacrificio di provare a segnalare sia cose “storiche” che qualcosa di moderno. Tanto per rendere un’idea forse in una lista del genere sarebbe dovuto apparire anche il
Thor di Simonson e approcciandomi a stilarla ho anche risfogliato un bel po’ di Vendicatori di Stern/Buscema/Palmer, per poi decidere di tenerli fuori almeno per mia ignoranza momentanea e scarsa propensione a rileggermene le migliaia di pagine che compongono le rispettive saghe. Spero comunque di avere tenuto un equilibrio soddisfacente, sarete voi a dirmelo, poi.

Partiamo dunque, in un ordine piuttosto casuale, con i miei 11 cicli di storie preferiti della Casa delle Idee.

 

UNCANNY X-MEN
di C. Claremont e J. Byrne

Essential 11: gli undici migliori cicli Marvel secondo Claudio Calia - IMG_1653Probabilmente per l’età in cui gli ho letti – “in diretta” con l’uscita sugli albi Star Comics -, questi albi sono tra le storie Marvel che, insieme al Devil di Miller, ricordo più intensamente e che mi sono più cari. Avevo pochi confronti all’epoca: i Fantastici Quattro di Byrne, l’Uomo Ragno di chissàchi, l’Hulk di Mantlo e Buscema (che a me piace, ma questo è un altro discorso), i Transformers di Mantlo e Perlin… poca altra roba, almeno all’inizio. Adesso, per quanto – escluso il Devil di Miller – tutto il resto potesse pure piacermi a varie gradazioni, nel dettaglio i FQ di Byrne mi annoiavano tremendamente, Hulk spezzettato non si capiva niente (!), i Transformers ci ero legato per evidenti motivi di marketing ed età e ammiro ancora Mantlo per averne scritti, con nuove idee e nuove invenzioni, non so quante decine di numeri (!!!), l’Uomo Ragno non viveva certo un buon periodo, doveva ancora arrivare mi sembra – e insomma, per quanto tutto ciò, negli X-Men di Claremont e Byrne si respirava un’altra aria. Tutt’altra aria: qua c’era gente sveglia e relativamente contemporanea, c’erano persone che uscivano a bersi una birra, fumavano, e poi, soprattutto… stavano malissimo. Malissimo: perseguitati da tutti, quando la gente moriva mica lo sapevi che in un battito d’ali ti ritornava dalla finestra, cattivi che erano veramente cattivi tanto più che alla fine tutti i torti per essere cattivi mica ce li avevano. Amore, morte, funerali, spazio, viaggi nel tempo, pianeti che esplodono, gente che si vuole bene e poi non se ne vuole più, il dolore inesorabile della perdita: in un fumetto per ragazzini. Il dolore for dummies, tremendamente efficace. Chapeau!

Uncanny X-Men
di C. Claremont e J. Byrne
Prima edizione: Uncanny X-Men 108/143 (, 1977/1981)
Edizione in mio possesso: Essential X-Men vol. 1 e 2, , 1996/97.
In italiano attualmente potete iniziare a leggerli dal primo Incredibili X-Men Omnibus 
Marvel Italia (2011), 18,3×27,7, C., 816 pp., col., con sovraccoperta | Euro 59,00
ISBN 978-8865891216

 

I DIFENSORI
di e D.Perlin

Essential 11: gli undici migliori cicli Marvel secondo Claudio Calia - IMG_1647Se non sbaglio usciva in originale parallelamente agli X-Men di Claremont e Byrne, e qui DeMatteis se l’è giocata: se per esempio la Marvel avesse assegnato Byrne a questa serie chissà, oggi i Difensori sarebbero una serie popolare e matrice di decine di spin off, e Claremont un discreto scrittore di periferia, autore di belle cose ma sconosciuto ai più. Lo so che molti strabuzzeranno gli occhi a vedere il nome di Don Perlin associato ad un qualsiasi “best of”, però andiamo, dategli una possibilità. Perlin come narratore è medio come tanti altri, e come disegnatore il suo vero limite secondo me è, qui, essere troppo “anziano”, non riuscire a ipotizzare vestiti, atteggiamenti, arredamenti più o meno adeguati all’epoca in cui si svolgono le storie: dalle ambientazioni potremmo essere in una qualsiasi città americana in un periodo che va dagli anni ‘50 agli anni ‘60… peccato che parliamo di storie uscite a ridosso degli anni’80! Comunque: DeMatteis recupera alcuni personaggi che definire di secondo piano nell’Universo Marvel è fin benevolo, e riesce a dotarli di personalità a tutto tondo: HellCat e Il figlio di Satana sopra a tutti, ma anche Isaac il Gargoyle e, per quanto è durato, il Nottolone, diventano protagonisti credibili a tutti gli effetti. Nel ciclo di storie a cura dei due si respira un clima particolarmente torbido e malato, con parecchie frecciate alla religione e una immersione totale nei meandri della continuity Marvel (uno dei primissimi “ospiti” della serie è niente meno che Eternità in “persona”). Molto si incentra poi sul rapporto tra Il Figlio di Satana e il suo paparino, raggiungendo conclusioni sul bene e il male, dio e il diavolo, che pensando al target della serie hanno del blasfemo.

I Difensori
di e D.Perlin
Edizione in mio possesso: All American Comics n. 14/46 (Comic Art, 1990/93) – per cui ho solo quello che è disponibile in italiano.
Edizione originale: The Defenders (successivamente rinominata in The New Defenders) n. 92/124, Marvel Comics 1981/83)

 

NEW X-MEN
di G. Morrison, F. Quitely e AA. VV.

Sono convinto che il bello e il brutto delle saghe di supereroi stia dentro un’unica parola: riscrittura. Essential 11: gli undici migliori cicli Marvel secondo Claudio Calia - IMG_1649A ben vedere, ogni saga acclamata è spesso una riscrittura che parte dagli spunti di una saga di successo precedente, come ad esempio il Devil di Bendis rispetto a quello di Miller, riammodernata per i gusti contemporanei. Qua Morrison ci conduce attraverso una sostanziale parafrasi degli X-Men di Claremont, aggiornata e corretta. A parte il fascino che ha esercitato su di me l’ “occupazione della scuola Xavier”, ho trovato irresistibile Jean Grey nella sua ennesima dipartita: “Scott… non faccio altro che morirti addosso”!

New X-Men
di G. Morrison, F. Quitely e AA. VV.
Edizione in mio possesso: Gli incredibili X-Men 17/50, Marvel Italia 2002/04.
Edizione originale: New X-Men 114/154, 2001/04.
E come Estinzione
, set. 2007 – 176 pagg. col. bros. – 12,00euro
ISBN 9788883436956

 

DEVIL
di F. Miller

Sprecherei parole a ripetere per queste storie la maggior parte delle parole spese per gli X-Men di Claremont e Byrne.Essential 11: gli undici migliori cicli Marvel secondo Claudio Calia - IMG_1643 In più però, qui parliamo di Frank Miller, autore completo. Byrne mi piaceva, ma Miller mi esaltava. Prospettive, vignette verticali, vignette orizzontali, inquadrature azzardate. Ombre, gli spiragli di luce che disegnano gli ambienti. Fumo, cartacce che volano. Ninja, ciechi, avvocati, suore, gladiatori, re del crimine con mogli pazze. Sicari, miserabili, aguzzini, e Bullseye. E poi anche qui, l’amore e la morte: Elektra. Il Devil che ha delineato Devil come personaggio dopo anni alla deriva, offrendo sul piatto ai tanti autori che gli sono succeduti personaggi, tematiche, identità di un universo narrativo compresso in un quartiere.

Devil
di F. Miller
Edizione in mio possesso: Marvel Omnibus Devil
Marvel Italia, 2008 (ristampato nel 2011), brossurato, 840 pp, colori, 60,00€ 
Edizione originale: Daredevil 158/191, Marvel Comics, 1979/83 

 

WARLOCK
di

Essential 11: gli undici migliori cicli Marvel secondo Claudio Calia - IMG_1651La critica alla religione irrompe prepotentemente nel comic mainstream con questa saga cosmica in cui l’eroe scopre che il malvagio di turno è una sua versione distorta e corrotta del futuro. Quale migliore soluzione che il suicidio!?

Warlock
di
Edizione in mio possesso: Play Book 31/32, Warlock Classic vol. 1 e 2 (Edizioni Play Press, 1993), 10€  l’uno
Edizione originale: Strange Tales 178/181 e Warlock 9/15, Marvel Comics, 1975. 

 

DRACULA
di M. Wolfman e G. Colan

Essential 11: gli undici migliori cicli Marvel secondo Claudio Calia - IMG_1646Una lunga narrazione coerente (sette anni!) con Dracula inserito nel contesto dell’Universo Marvel. Il bello lo fanno i comprimari, tutti fortemente motivati e credibili, Blade compreso. Un grande feuilleton moderno graziato dalle matite dell’oscuro .

Dracula
di M. Wolfman e G. Colan
Edizione in mio possesso: Essential Tomb of Dracula Vol.1/3, Marvel Comics, 2004
17×26, 176 pp., col., 15,00€ 
Edizione originale: The Tomb of Dracula 1/70, Marvel Comics 1972/79. 

 

HOWARD THE DUCK
di S. Gerber e G. Colan

Essential 11: gli undici migliori cicli Marvel secondo Claudio Calia - IMG_1645Un a mia memoria mai così in forma e ispirato. Uno che su Howard si è dato come non mai, qualche esempio: Howard che diventa maestro di quack fu in un numero che si rivela una non velata critica all’uso e l’abuso strumentale della violenza nei fumetti di supereroi; un supereroe che deve i suoi poteri ad una rapa, in un numero che affronta metanarrativamente il mestiere dello scrittore; “Lo zen e l’arte dello sceneggiare fumetti”, un numero interamente scritto con solo qualche illustrazione! Poi Howard che partecipa alle elezioni, Howard che cerca lavoro… Una serie irresistibile, il vero papà di Cerebus l’oritteropo!

Howard the Duck
di S. Gerber e G. Colan
Edizione in mio possesso (e l’unica reperibile al momento, a mia conoscenza): Essential Howard the Duck vol. 1, Marvel Comics, 2002. Raccoglie i numeri dall’1 al 27 della serie regolare del 1973/78 più un annual ed un paio di comparsate in compagna di Man-Thing. 

 

CONAN
di R. Thomas e J. Buscema

Essential 11: gli undici migliori cicli Marvel secondo Claudio Calia - IMG_1648Lo ammetto. Non ho tutti i numeri del lunghissimo ciclo dei due. Ma ho un sacco di il Barbaro e La spada selvaggia di dalle edizioni Comic Art tra fine anni ‘80 e inizio ‘90 se la memoria non mi inganna, che adoro tornare a leggere di tanto in tanto. Consiglio a tutti la recentissima edizione delle prime storie del duo nei quattro volumi di Marvel Collection dedicati a Conan, recentemente usciti per Marvel Italia.
Un fumetto che grazie alla sua ambientazione slegata dalla contemporaneità praticamente non invecchia mai, una vera garanzia. a suo agio e un Roy Thomas impegnatissimo per uno dei più lunghi e belli cicli fantasy a fumetti di sempre. Evergreen.

Conan il Barbaro 1
di R. Thomas e J. Buscema 

17 x 26, pp. 144, col., 7,00€

 

ULTIMATES
di M. Millar e B. Hitch

Essential 11: gli undici migliori cicli Marvel secondo Claudio Calia - IMG_1652Leggere i Vendicatori a 35 anni? A parte le vecchie storie di Jack Kirby, non lo ritenevo possibile, e se lo è stato è stato unicamente per questo ciclo, che secondo me rappresenta quello che i Vendicatori dovrebbero essere. Ritmo e dialoghi da telefilm di ultima generazione, disegni belli e fracassoni come devono essere, trame intrattenenti e mature, occhiolini piacioni strizzati continuamente al lettore: a pensarci bene forse è quello che un fumetto Marvel dovrebbe essere sempre. In uno degli albi, durante il commiato a Hulk, Millar mette insieme uno dei più bei discorsi funerari che abbia mai letto.

Ultimates
di M. Millar e B. Hitch
Edizione in mio possesso: Ultimates n. 1/9 e 16/29, Marvel Italia 2002/2007
Ultimates Deluxe 1-2
Marvel Italia, 17×26, B., 160 pp., col. 13,00€
Edizione originale: The Ultimates n. 1/13 e The Ultimates Season 2 n. 1/13 

 

MAN THING
di S. Gerber e M. Ploog

Essential 11: gli undici migliori cicli Marvel secondo Claudio Calia - IMG_1644Un pagliaccio fugge dal circo e si spara (!) ai margini della palude. Il suo fantasma attira al cadavere la ragazza che amava e il dirigente del circo con sgherro “uomo più forte del mondo ma tonto come una capra” e, compreso Man Thing – creatura della palude incapace di pensare e che reagisce solo alle emozioni che lo circondano (!!) -, li costringe ad interpretare la sua infanzia di fronte a tre giudici mascherati, che danno un voto ad ogni atto costringendolo a ripercorrere di fronte a sé tutta la sua vita fino alle dolorose motivazioni del suicidio e il riscatto finale. A voi non ricorda la barzelletta del clown Pagliacci che conclude il primo capitolo di Watchmen? Questi sono solo i primi due albi (!!!) della collaborazione tra e Mike Ploog su Man Thing, un ciclo breve (sette albi e un annual), che fa parte della lunga gestione di Man Thing a cura di Steve Gerber, e graziati da un Mike Ploog che qui sembra sentirsi molto più a suo agio che sui – pur bellissimi – Licantropous e Il Mostro di Frankenstein. Una ambientazione a la Pogo di Walt Kelly per piccoli racconti morali (e qualche rissa tra mostri fangosi) su piccole vite e piccole miserie dalla palude.

Man Thing
di S. Gerber e M. Ploog
Edizione in mio possesso (e l’unica reperibile al momento, a mia conoscenza): Essential Man-Thing vol. 1, Marvel Comics, 2006. Mike Ploog ha disegnato i numeri dal 5 all’11 e un annual, usciti nel 1974. 

 

NICK FURY
di Jim Steranko

Essential 11: gli undici migliori cicli Marvel secondo Claudio Calia - IMG_1650La citazione è d’obbligo anche se il grande merito di questo ciclo risiede tutto nelle abilità grafiche e di composizione di Jim Steranko, piuttosto che nelle storie in sè, che anzi mi sembrano invecchiate maluccio. Ma c’è tutto il Nick Fury che bisogna conoscere prima di approcciarsi al personaggio che conosciamo ora, ed ogni coppia di tavole è contraddistinta da un montaggio grafico affascinante. Ho sempre desiderato stampare e incorniciare in gigantografia questa tavola con un forte debito verso Will Eisner.

Nick Fury
di Jim Steranko
Edizione in mio possesso (e sinceramente non so proprio dove trovarne altri): Nick Fury Agent of SHIELD – Who is Scorpio, Marvel Comics, 2000. Raccoglie gli albi dall’1 al 3 dell’omonima serie, 1968. 

 

Ecco qua, finito il mio primo approccio “teorico” ad un bel po’ di materiale Marvel. Rileggendo molte delle cose su cui ho scritto mi sono fatto come l’idea che il fumetto supereroistico (anche Conan, nonostante non indossi una calzamaglia, di fatto è realizzato secondo gli stilemi del fumetto escapista classico) sia particolarmente adatto a parlare ad un pubblico giovane di temi “forti” quali l’amore e la morte.

Per me, come credo per molti altri, le morti di alcuni personaggi e gli amori struggenti per altri sono stati una vera e propria forma di educazione sentimentale all’età adulta. Un ruolo a mio avviso smorzato dalla maggior parte delle storie contemporanee, dove le scelte di marketing (qualcuno ha detto Uomo Ragno?) sono diventate spesso troppo intrusive rispetto alle trame e le vite dei personaggi.

O forse, semplicemente, è giusto che noi cresciamo lasciandoci alle spalle questi fumetti, rileggendo i nostri classici del tempo e lasciando alle nuove generazioni la possibilità di leggere storie più adatte alla sensibilità contemporanea.

Claudio Calia
www.claudiocalia.it

4 Commenti

4 Comments

  1. Massimo Fagarazzi

    15 aprile 2016 a 01:04

    Trovo davvero incomprensibile l’esclusione di Spiderman 1-121 e il ciclo del Punitore di Garth Ennis.

    • la redazione

      la redazione

      15 aprile 2016 a 08:19

      Beh, ogni classifica innanzitutto ha una componente soggettiva, inoltre una selezione limitata lascia fuori sempre qualcosa. Come dice lo stesso autore all’inizio “ci sono mancanze gravi di parecchi – almeno – parimerito con quanto segnalato, dovute al sacrificio di provare a segnalare sia cose “storiche” che qualcosa di moderno” come il Thor di Simonson che cita come esempio di mancanza. Non c’è certo la volontà di avere la selezione “definitiva” del meglio del fumetto Marvel. :)

  2. Marco Foti

    11 settembre 2012 a 20:45

    Hai stilato una lista totalmente aderente a quel che amo di più. Un paio di appunti:

    >come disegnatore il suo vero limite secondo me è, qui, essere troppo
    “anziano”, non riuscire a ipotizzare vestiti, atteggiamenti, arredamenti
    più o meno adeguati all’epoca in cui si svolgono le storie:

    Però era anche un po’ troppo statico, secondo me. Altri disegnatori di storie classiche dei Difensori erano molto più dinamici, vedi Buscema.

    >l’Uomo Ragno di chissàchi,

    Sono sulla stessa lunghezza d’onda, ma tra i chissachì c’era uno Stern che, sebbene non al livello dell’innovativo Claremont dell’epoca, era un’ottimo compromesso tra la commercialità di quei tempi e quel minimo di buona scrittura necessaria. E poi, con Byrne, diede vita a un ciclo di Cap forse meno politico di quello di De Matteis ma valido (c’era Cap for president, tanto per fare un esempio).

    >nel dettaglio i FQ di Byrne mi annoiavano tremendamente

    Ahi, forse non siamo così sulla stessa d’onda… vabbé succede :D Byrne era più cerebrale di Claremont, legato alla science fiction laddove Chris si mostrava attento alle evoluzioni sociali, ma non era da meno per l’epica e per le idee narrative, non a caso nel bel ciclo mutante era co-plotter. Per me è come dire se voglio bene a mamma e papà, i suoi FQ e i suoi X-men sono altrettanto seminali.

    • Claudio Calia

      claudio calia

      11 settembre 2012 a 22:15

      Ammetto mea culpa per lo spidey di Stern, che sto rileggendo con gusto su Marvel Collection!
      Mentre vabbè, con i FQ di Byrne proprio riconosco di essere io a non essere sulla stessa lunghezza d’onda, checcedevofà ;-) ?
      Saluti!
      c.

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