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Viaggi nuvolosi: Werther in the Blankets

Succedono cose strane, di questo o di un altro mondo, quando meno te le aspetti. Metropolitana o treno, non lo so, però correva. Notte o giorno non lo so e non so dove né quando. Però c’era un uomo, teneva sulle ginocchia un piccolo quaderno e disegnava. Alla sua sinistra, un giovane:

“Bello, mi piace. Ora non potrei disegnare, non potrei tracciare neppure una linea, e non sono mai stato pittore più grande che in questi momenti”

“Grazie. Io non sono un pittore. Io disegno, faccio fumetti…ma questo è solo uno scarabocchio”

“Cos’è?”

“Era una coperta… l’aveva fatta per me una persona, tanti anni fa. L’ho bruciata, per dimenticare, quando la nostra storia finì… non è servito. Ricordo ogni millimetro”

“Capisco cosa intendi. Io mi sono fatto saltare il cervello con una pistola, per mettere fine alla sofferenza di un amore impossibile. Eppure sono ancora qui”

“In effetti l’analogia tiene… come si chiama?”

“Si chiamava Lotte”

“No, lei, qual è il suo nome?”

Mi chiamo Werther, piacere”

Io sono Craig… e lei Raina. La persona che cucì questa coperta si chiamava Raina”.

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“Leggendo il Werther”, Wilhelm Amberg (1870)

Succedono cose strane, quando si parla d’amore. L’universo si placa e ferma ogni tempo. Il tardo settecento incontra il nuovo millennio…

Goethe e Thompson, I dolori del giovane Werther e Blankets, il punto di partenza (che nasce con Gli anni di apprendistato di Wilhelm Meister) e quello di arrivo del romanzo di formazione.Viaggi nuvolosi: Werther in the Blankets - Blankets2-e1341913883926

“Sai, possiedo tanto, e il sentimento per lei inghiotte tutto; possiedo tanto, e senza di lei tutto mi diventa nulla. Non c’è morte né lontananza che tenga. Non c’è pagina scritta, non c’è fine di storia o di vita”

“Una notte lei era a casa mia, dormiva nella camera accanto, nevicava…la immaginai mentre si rigirava nel letto, immaginai il suo corpo, il suo profumo…sussurrai una preghiera di ringraziamento a Dio, credo che si chiami salmo. Grazie, Dio, dissi, per la tua creazione perfetta, con la pelle liscia e pallida come il chiaro di luna, le ossa sotto la pelle che si aggrovigliano e si districano. Che sporgono lungo la cresta iliaca e affondano nelle clavicole. Grazie per il ritmo dei suoi movimenti. I contorni del suo corpo lambiscono le coperte come onde. Lei è perfetta, un tempio. Stretto a lei posso sentire l’eternità. Mi sento immacolato e puro come la neve”

“Lotte stava con un altro, stava con Albert. Ho provato in tutti i modi o forse in nessuno. A volte mi dico: il tuo destino è unico; considera fortunati gli altri: così non era ancora stato tormentato nessuno…

“E’ quello che mi dico anch’io. All’inizio mi sentivo invincibile. Farcela, ce l’avrei fatta, lei era stata solo un passaggio necessario. La vita deve ancora arrivare, mi dicevo; l’ho cercata e aspettata. Cosa ho avuto non lo so, davvero. So solo che da un certo punto in poi ho cominciato a vedere tutto attraversa la trama di quella trapunta…Riuscivo a vedere Raina mentre la cuciva scegliendo le stoffe e tagliandone dei riquadri da uno scampolo più grande. Ogni riquadro aveva un motivo diverso, un suono visivo, e letti in sequenza, come un fumetto, raccontavano una storia. Poiché erano disposti in un motivo geometrico che si ripeteva, la loro storia era ciclica”

“Lotte mi è sacra. Ogni desiderio tace al suo cospetto. Non so mai cosa provo quando sono con lei: è come se l’anima mi si riversasse in ogni nervo. Craig, che cos’è per il nostro cuore il mondo senza l’amore? Io, anche morendo, non me ne sono liberato…e tu?

A volte, quando ci si sveglia, il sogno residuo può essere più allettante della realtà, e lo si abbandona a malincuore. Per un po’ ci si sente come un fantasma, non del tutto materializzato e incapace di maneggiare ciò che ci circonda. Altrimenti, è il sogno che ci perseguita. Si aspetta con la promessa del prossimo sogno. Ma il gesto di svegliarsi è subordinato al ricordo. Usiamo i rituali come espedienti mnemonici, le vacanze come un rituale con un significato ele stagioni come incrementi nella misurazione…”

“Dici che ricordano? Lotte e Raina… ricordano?”

“…”

Metropolitana o treno, non lo so. Però una stazione. E uno strano saluto, lontano secoli, vicino come ogni cuore spezzato.

Succedono cose strane, di questo o di un altro mondo, quando si parla d’amore.

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P.S: dedicato a tutti coloro che hanno amato e mai dimenticato Werther. Dedicato a chi non dimenticherà mai Craig e Raina. Dedicato a tutti quelli che hanno avuto, e perduto, un Amore per sempre.

 

Abbiamo parlato di:

Blankets

Traduzione di Claudia Manzolelli
Rizzoli-Lizard, 2010
592 pagine, cartonato, bianco e nero – 29,00€
ISBN: 88-17043-73-7

I dolori del giovane Werther
J. Wolfgang Goethe
Traduzione di P. Capriolo
SE, 2012
147 pagine, brossurato – 16,00€
ISBN: 8877109416


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