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Hai mai notato la forma delle mele?

Hai mai notato la forma delle mele? - immagine1-723Questa serie di quattro albi stampati su carta colorata, autoprodotti e autodistribuiti, rappresentano una panoramica completa ed interessante sulle qualita’, fumettistiche, e narrative in generale, della giovane autrice . Ogni numero presenta racconti brevi dove protagonisti sono i sentimenti: l’amore, sofferto o colmo di gioia, la malinconia, la speranza, la delusione. Storie semplici ma intense, talmente intimistiche da avvertirvi i pensieri, la vita vera e quella sognata, dell’autrice, che di certo riversa molto di se’ in questi brevi fumetti, la sua sensibilita’, ed i temi a lei cari.
Il tono personale di questi volumetti è accentuato sia dagli editoriali, vere e proprie “lettere ai lettori”, sia dalla presenza di contenuti extrafumetto: racconti in prosa, che sono la naturale continuazione dei temi trattati nei fumetti, e, nel terzo numero, un curioso diario basato sugli scontrini conservati, che raccontano ognuno una storia, un luogo o una persona.

Le storie a fumetti sono di una più che buona qualità media, e piene si spunti interessanti. 22 e 37, ad esempio, è un racconto in tre parti sull’amore mai espresso, in questo caso della protagonista verso una ragazza, conosciuta per caso in biblioteca, e poi persa di vista, scivolata via senza averle mai espresso i suoi sentimenti. Oppure Sunday Morning, due pagine in cui nulla accade, tra le note dei Velvet Underground, solo una ragazza che gioca, sola, a pallone; un racconto che denota una gran capacità di gestire i tempi vuoti.
Il quarto volume, che ospita anche due racconti brevi di una autrice “ospite”, , è forse il migliore per originalità e sicurezza del tratto, un volume che presenta storie come Leggero, dove protagoniste sono gli spiriti di due ragazze morte in un incidente, Prima di quanto immaginassi, dialogo surreale tra due paia di scarpe, o Poco oltre uno, vita e morte di un Micra e della sua proprietaria, vista dal punto di vista dell’auto.

Lo stile di Morri è personale, affascinante e maturo, pur non mancando inquadrature, scene o tratti che manifestano i punti dove l’autrice può e deve migliorare ancora. Il segno, preciso e spigoloso, si presta bene alla narrazione spesso didascalica dei racconti; la costruzione delle tavole è libera, al servizio del racconto, e non si basa su una gabbia precostruita. Le sue storie dimostrano una buona gestione degli spazi e dei tempi del fumetto.

Quest’opera è una dimostrazione, casomai ce ne fosse bisogno, di come nel sottobosco fumettistico dell’autoproduzione si nascondano autori e fumetti interessanti e validi, che, per colpa di un mercato poco attento a certe proposte, non trovano altri spazi che questi, piccoli e quasi clandestini. Ma che forse, proprio per questo, possono permettersi di essere al cento per cento se’ stessi.

Hai mai notato la forma delle mele? può essere richiesto per posta alla stessa autrice, all’indirizzo [email protected]

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