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Avengers #1: Bendis, la continuity e lo status quo

Avengers #1: Bendis, la continuity e lo status quo - Avengers-1-PANINI-COMICS-195x300Questo primo numero della nuova testata italiana dedicata ai Vendicatori è estremamente particolare, e non soltanto per il nome in inglese, seppure condivida questa peculiarità soltanto con la testata Spider-Man (1) , quanto piuttosto per lo spunto della lunga storia scritta da e disegnata da Gabriele Dell’Otto (2) , che occupa quasi tutto l’albo e che deriva da un drastico cambio di prospettiva sull’operato del gruppo fin dalla sua fondazione.

Wonder Man, membro storico dei Vendicatori con poteri ionici e una potenza fisica paragonabile a quella di Thor, ha deciso di costringere i Vendicatori a sciogliersi perché, secondo lui, nonostante gli innumerevoli atti di eroismo e le vite salvate, essi sono stati più deleteri che altro. Le sue argomentazioni non sono campate in aria, tutt’altro: iniziando dall’infausta creazione del robot genocida Ultron da parte di Hank Pym, passando per Civil War, oggettivamente il sangue sulle mani dei Vendicatori non è poco.
Avendo già in precedenza esposto inutilmente le sue ragioni, Wonder Man decide di usare le maniere forti e assembla una squadra composta di supereroi tanto potenti quanto misconosciuti, i Revengers, e con essi lancia un violento attacco allo storico palazzo sede di una delle squadre degli Avengers.

Avengers #1: Bendis, la continuity e lo status quo - Ethan_Edwards_002-143x300Bendis, com’è risaputo, non ama la continuity: non si fa scrupolo di riscrivere o ignorare accadimenti passati se questo gli permette di scrivere delle storie migliori. Eppure, con quest’albo ci dimostra di saperla usare a proprio vantaggio, sia, come già detto, partendo dal background dei Vendicatori per costruire le premesse della storia, sia ripescando dal limbo editoriale personaggi pressoché dimenticati o di secondo piano ed esaltandone il potenziale narrativo.
È stato il caso di Sentry, di Hood e, adesso, di Ethan Edwards, personaggio che, oltretutto, ha in comune con Sentry il fatto di essere anch’esso un epigono di Superman, ma in maniera ancor più dichiarata, visto che le sue stesse origini (e la sua caratterizzazione iniziale) si rifanno a quelle del Kryptoniano. Figlio dello scienziato che ha creato il Super-Skrull, lo storico avversario dei Fantastici Quattro, è stato inspiegabilmente ignorato dagli autori perfino durante Secret Invasion, il crossover in cui gli gli alieni mutaforma hanno invaso la Terra. Per il momento Bendis l’ha usato solo in questa storia, ma sicuramente lo rivedremo spesso in futuro.

Wonder Man nella storia manifesta un notevole cinismo riguardo alla correttezza dei Vendicatori verso i comuni cittadini,Avengers #1: Bendis, la continuity e lo status quo - 300px-Avengers_Annual_Vol_4_1_Textless probabilmente specchio di quello di Bendis. Infatti, durante la sua gestione di Devil, l’autore fa affermare a Capitan America che, se solo Matt avesse chiesto il loro aiuto, avrebbero potuto evitargli tutti i problemi derivatigli dalla rivelazione della sua identità segreta, mettendo tutto a tacere grazie alla loro influenza (3) .
Se, come detto, in generale nelle sue storie non c’è sempre un’aderenza totale alla continuity Marvel, all’interno di tutte le serie da lui scritte c’è comunque una sorta di “microcontinuity”, un fil rouge che le lega indissolubilmente le une alle altre. Esemplare è il caso, proprio nella storia in questione, di come in una singola vignetta con D-Man si ricolleghi a un episodio della serie “The Pulse” con lui protagonista e ne ribalti completamente la prospettiva.

A proposito invece della Guerra Civile fra supereroi, brillante da parte di Bendis è stato rendere Wonder Man consapevole dell’assurdità del ritorno al precedente status quo, con tutti gli eroi di nuovo uniti, trasformando un meccanismo –a tratti anche svilente- del fumetto supereroistico seriale in uno degli eventi catalizzatori della sua rabbia.
In calce alla storia, come spesso nelle trame imbastite da Bendis, i media fanno la parte del leone, e sono “nemici” che i Vendicatori temono e con cui non sanno come confrontarsi, in quanto non possono certo sconfiggerli con la violenza (4) .

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Rispetto al primo “team-up” con Bendis sul crossover Guerra Segreta, con quelli che sarebbero diventati i Nuovi Vendicatori, Dell’Otto ha acquisito un tratto maggiormente dinamico, che si sposa perfettamente con la trama dirompente di questa storia.

In appendice all’albo, a donare alle parole di Wonder Man un tono profetico da Cassandra, troviamo, non a caso sempre a firma di Bendis (coadiuvato da ), l’anteprima di “L’Era di Ultron”, un prossimo futuro dove le peggiori paure del vendicatore ionico sembrano realizzarsi.

Abbiamo parlato di:
Avengers #1
Brian Michael Bendis, Gabriele Dell’Otto, Bryan Hitch
, Aprile 2012
80 pagine, spillato, colori – 3,50€


Note:
  1. Ovviamente, si tiene conto solo delle testate dell’Universo Marvel canonico, e non di sue versioni alternative come quello Ultimate. 

  2. Uscita in America in due parti su due albi speciali dedicati ai Vendicatori, “New Avengers Annual 1” e “Avengers Annual 1”. 

  3. Su Devil & Hulk 113, Panini Comics. 

  4. In una storia dei Vendicatori scritta da Kurt Busiek, un indignato e adirato dio del tuono lanciò il suo martello contro una telecamera, e non andò molto bene. 

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