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Lilith #7 – La Signora dei Giochi

Lilith #7 - La Signora dei Giochi - lilith07In questo numero , la crono-viaggiatrice che vaga nelle ere passate per salvare l’umanità da una invasione silente durata millenni ed esplosa nella sua epoca, si ritrova nell’antica Roma. Stavolta il parassita che deve cacciare lungo il tempo è in un uomo in una posizione di potere tale da esserle precluso; inoltre il suo compagno Scuro, non completamente sintonizzato con il periodo temporale e quindi immateriale, oltre che invisibile come al solito, è impossibilitato ad allontanarsi da lei per indagare, per non scomparire del tutto da quell’epoca. Per arrivare alla sua preda, sarà costretta a violare la legge, in modo da essere arrestata e diventare una gladiatrice…

Come nei numeri precedenti, ci offre una visione del passato e dell’umanità tanto desolante quanto accurata, e questo continuo sottolineare l’immutabilità della condizione umana nei secoli da parte dell’autore, facilmente riassumibile nel detto “cane mangia cane“, assieme all’evidente reticenza dello Scuro nel rivelare a Lilith dettagli sugli esseri che combattono, fanno sorgere più di un sospetto sulla totale veridicità dell’indottrinamento che ha avuto la povera Layca/Lilith fin dalla più tenera età, soprattutto per la tenace avversione dello Scuro a qualsivoglia dialogo fra lei e i Cardi, gli esseri che hanno detronizzato l’umanità dal ruolo di specie dominante del pianeta e che cercano di ostacolare la sua missione, anch’essi capace di muoversi nel flusso temporale come Lilith.
In questo numero finalmente lo Scuro le rivela la natura delle persone/anacronismi visibili solo a lei che ha visto nei suoi viaggi e di come siano collegate ai suoi viaggi nel tempo e perfino ai miriapodi, i bizzarri insetti/hard-disk biologici che Lilith deve cercare in ogni epoca per farsi inoculare da essi le cognizioni storiche, geografiche, linguistiche e quant’altro di cui abbisogna per compiere la sua missione. Lilith #7 - La Signora dei Giochi - lilith2_gLilith rimane sconvolta dalle rivelazioni dello Scuro, turbando un già precario equilibrio che la nostra povera protagonista cerca di mantenere come può.

L’evoluzione psicologica di Lilith prosegue infatti la strada intrapresa nei numeri precedenti: bisognosa di empatia ma impossibilitata ad avere legami con gli altri, refrattaria alla visione spersonalizzante che cerca di instillarle lo Scuro riguardo gli esseri umani che incontra, continua a prendere le difese dei più deboli (a meno che non siano infetti dal Triacanto).  Non solo, nei due episodi precedenti, Lilith ha cominciato a sviluppare una qual sorta di sete di protagonismo, che raggiunge l’acme proprio in questo: ella avverte infatti la mancanza di riconoscimenti per quella che è quasi una missione suicida, dato che il buon esito porterebbe alla scomparsa del suo futuro distopico, quindi anche di tutti quelli che conosce e forse di lei stessa.

La storia sta via via perdendo la schematicità dei primi numeri e di pari passo la Storia, quella con la S maiuscola, si sfilaccia sempre più: ammesso che sconfigga il Triacanto, che ne sarà dell’umanità?

Abbiamo parlato di:
Lilith #7 – La Signora dei Giochi
Luca Enoch
, novembre 2011
132 pagine, brossurato, bianco e nero – 3,50€

 

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